Contenuto sponsorizzato
Trento
02 aprile | 15:25

Terremoto Figc, rassegna le dimissioni Gabriele Gravina. Il Coni trentino: "Parole inopportune che sviliscono tutti gli sport. Il calcio deve ripartire con umiltà"

Dopo la terza esclusione consecutiva dell'Italia dai mondiali, Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni di presidente della Figc. La numero uno del Coni trentino, Paola Mora: "Dispiace che il movimento non riesca più a esprimersi a livelli alti ma ci può essere un'opportunità per ripensare e ridisegnare il sistema"

TRENTO. "Parole inopportune e che sviliscono gli sport, compreso il calcio: un intervento che è contro quei valori che si cercano di trasmettere attraverso le diverse discipline". E' questo il commento di Paola Mora, presidente del Coni trentino, sulle dichiarazioni di Gabriele Gravina, il numero uno della Figc, nella conferenza stampa successiva alla terza mancata qualificazione consecutiva ai mondiali. Una sconfitta contro la Bosnia Erzegovina che ha segnato il nuovo punto più basso della nazionale italiana. 

 

Il presidente della Federazione - che si è dimesso - è riuscito a far arrabbiare praticamente tutti nel giustificare una debacle nel parlare di professionismo e dilettantismo (Qui articolo).

 

"Sarebbe stato preferibile fin da subito un mea culpa, un'assunzione di responsabilità. Nella natura dello sport può capitare di non raggiungere un traguardo e invece di guardare in casa di altri, sarebbe necessaria un'autocritica e un'analisi di quello che non è andato come le aspettative", aggiunge Mora. "Invece si rischia di creare inutili contrapposizioni tra sport, discipline inoltre che negli ultimi anni sono cresciute molto nei numeri e nei risultati".

 

La delusione per la terza esclusione consecutiva dai mondiali si contrappone una recente delegazione italiana che ha polverizzato il record di Lillehammer per quanto riguarda le ultime Olimpiadi invernali, risultati importanti a quelle estive di Parigi. I successi nel volley, adesso anche nel rugby e nel baseball. Ma tutti gli sport sembrano in salute e gli azzurri sono sempre più competitivi in discipline fino a qualche anno fa fuori dai radar. Solo il calcio appare in crisi e si inizia a dubitare che sia ancora sport nazionale.

 

"Tutti gli sport sono nazionali, poi il calcio per numeri e tradizione detiene un peso specifico", evidenzia Mora. "Dispiace che il movimento non riesca più a esprimersi a livelli alti ma ci può essere un'opportunità per ripensare e ridisegnare il sistema".

 

Già nel 2018 il post Svezia si è parlato della necessità di riformare il calcio italiano. Nel 2022 dopo l'incredibile sconfitta contro la Macedonia del Nord idem. E ora il copione si ripete. Negli ultimi 8 anni la Figc è stata guidata da Gravina, rieletto con oltre il 98% per l'attuale mandato. Provvedimenti? Praticamente nessuno e sempre nella conferenza stampa si è tolto qualche sassolino verso le altre componenti del sistema, le Leghe e la politica.

 

Ma non c'è solo l'aspetto politico, la nazionale è la punta dell'iceberg di un movimento immobile e che fatica ormai da anni a livello di club e pure di rinnovamento delle infrastrutture.

 

"Il sistema è complesso ma la Federazione può e deve avere un ruolo di guida, predispone i regolamenti e pianifica una visione", aggiunge Mora. "Se crede in una determinata direzione ha il dovere di saper far valere le ragioni. Questo mancato risultato sportivo può essere l'occasione per una svolta e per far ripartire il calcio, in primis per ridare centralità ai settori giovanili. Un rilancio che deve essere però nel segno dell'umiltà".

 

Meno importanza al risultato, più attenzione ai valori e al divertimento. "In Trentino la Figc e le società lavorano nella direzione di veicolare determinati valori: linguaggio, rispetto delle regole e dell'avversario. Un impegno importante orientato al futuro. In Italia molti ragazzi lasciano il calcio mediamente a circa 14 anni, talvolta passa a un'altra disciplina ma altre volte invece abbandona in generale gli sport e questi sono segnali che devono essere analizzati e valutati. La pressione sul risultato, per esempio, deve essere abbassata, anche da parte dei tifosi e dei genitori perché un giovane deve essere lasciato libero di esprimere le proprie passioni e il proprio talento", conclude Mora.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 13 giugno | 20:42
"In questo momento - spiega Paolo Comune, Direttore del Soccorso Alpino Valdostano - l'unica cosa che si deve fare è tacere, rispettare il dolore [...]
Sport
| 13 giugno | 19:55
Il processo di americanizzazione di calcio e basket in Italia e in Europa procede a ritmi spediti grazie anche ai fallimenti di un modello di [...]
Montagna
| 13 giugno | 20:20
Lavori di manutenzioni concluse e neve rimossa "armati" di motoseghe, pale e frese. Il proprietario di Capanna Punta Penia, Aurelio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato