Cooperazione trentina senza candidato presidente, Cda spaccato tra nomi bruciati e rinunce. Simoni: "Rammaricato, persa un’occasione di confronto"
Ieri il Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione si è riunito in seduta ordinaria ed erano presenti 13 consiglieri su 22. Nella seduta il Cda non si è avvalso della possibilità di indicare formalmente un proprio candidato alla presidenza

TRENTO. Nessun candidato. Il Cda della Cooperazione non è riuscito a trovare la quadra per presentare in modo unito un nome come candidato presidente in vista dell'assemblea elettiva prevista per il 12 giugno.
Una fumata nera che è arrivata dopo le lunghe trattative di questi ultimi mesi che hanno mostrato un consiglio di amministrazione profondamente diviso. Ci sono stati nomi durati pochi giorni e lettere di rinuncia a indicare un candidato che testimoniano una mancanza di condivisione importante.
Ieri il Consiglio di amministrazione della Federazione Trentina della Cooperazione si è riunito in seduta ordinaria ed erano presenti 13 consiglieri su 22. Nella seduta il Cda non si è avvalso della possibilità di indicare formalmente un proprio candidato alla presidenza.
A far capire il polso della situazione in via Segantini sono le parole del presidente Roberto Simoni. “Sono rammaricato del fatto che il Consiglio non sia riuscito a esprimere una propria candidatura” ha affermato. “Avevamo a disposizione tre mesi e gli strumenti statutari per farlo: abbiamo perso un’occasione di confronto – continua Simoni - programmatico che avrebbe arricchito il dibattito e dato alla base sociale elementi concreti per scegliere”.
Ecco che ora il percorso si apre quindi alla fase successiva: le candidature potranno essere presentate entro il 20 aprile, in forma scritta, con il sostegno di almeno 15 soci rappresentativi di almeno 4 settori su 5 e titolari complessivamente di almeno 40 voti assembleari.
Tra i nomi fatti per diventare il numero uno della Cooperazione c'è quello di Renato Dalpalù ma anche quello di Maurizio Maffei citato proprio ieri da Simoni. “Va riconosciuto il suo contributo: ha offerto la propria disponibilità in un momento non semplice, ha lavorato su linee programmatiche serie e si è esposto con senso di responsabilità” ha affermato in una nota.
“Nella cultura cooperativa – ha concluso l'attuale presidente - il confronto aperto è un valore fondante: esporsi, discutere e misurare le proprie idee con quelle degli altri non è un rischio, è la condizione stessa della democrazia. Mi auguro che la prossima fase, inclusa quella assembleare, restituisca al movimento quella pienezza di dibattito che le prossime settimane richiederanno”.
Il calendario del rinnovo del Consiglio della Federazione ora prevede entro il 20 aprile il termine per la presentazione delle candidature alla presidenza, nel mese di maggio i comitati di settore individueranno i candidati al Consiglio di Amministrazione per i 19 posti riservati e infine il 12 giugno l'assemblea elettiva per il rinnovo di tutte le cariche.












