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Trento
11 ottobre | 19:58

"A rischio il confronto tra i rappresentanti del mondo della scuola: va superata l'assurda paralisi del Consiglio del Sistema Educativo Provinciale, fermo da 5 mesi"

Il Consiglio del Sistema Educativo Provinciale dopo le dimissioni della presidente Giulia Bortolotti dello scorso giugno non è più stato convocato: l'associazione Docet sollecita "un rapido ripristino della sua piena operatività"

di Redazione

TRENTO. Il Consiglio del Sistema Educativo Provinciale (Csep), organo di rappresentanza della comunità scolastica trentina, è al centro del dibattito politico e sociale trentino

 

Dopo un'interrogazione in Consiglio provinciale sul tema presentata da Filippo Degasperi (Onda), è stata Docet, l'associazione dei docenti del Trentino, a prendere la parola sull'argomento chiedendo alla Provincia un "rapido superamento del minuscolo ostacolo che impedisce il ripristino di una piena operatività del Csep". 

 

Cosa sta succedendo? In sostanza dal 23 giugno 2025, data delle dimissioni della presidente Giulia Bortolotti (arrivate non senza code polemiche), il Csep non è stato più convocato, né è stato sostituito il membro della componente docenti.

 

"Tali dimissioni - scrive invece l'associazione Docet - risalgono al 25 giugno, oltre 100 giorni fa, ed erano dovute alla mancanza di considerazione delle istanze del Csep da parte dell’Assessorato e del Dipartimento istruzione, in merito alla condivisione d’informazioni e alla mancanza di supporto amministrativo per l’attività dell’organo stesso. A distanza di mesi non solo le questioni poste dalla presidente dimissionaria non sono state affrontate, ma non si è riusciti nemmeno a convocare l’organo per la necessaria surroga".

 

Il problema da superare di fatto sembra essere un "banale" cavillo formale: "Preoccupa - prosegue il comunicato - la ben modesta rilevanza della questione, chi debba convocare la prossima seduta tra la dirigente generale e il vicepresidente, in rapporto alla centralità dei temi che la scuola trentina si trova ad affrontare: dalle proposte di modifica dell’esame di Stato, cui il sistema trentino dovrà allinearsi, al grave problema delle carenze formative, cui si aggiunge una profonda riforma in cantiere sulla scuola dell’infanzia. Una questione meramente formale prende il sopravvento e soffoca la sostanza delle questioni sul tavolo, dimostrando ancora una volta che tale organismo è percepito dal governo dell’istruzione trentina come un ostacolo al perseguimento dei propri obiettivi anziché come un prezioso alleato".

 

"Ogni giorno che passa è quindi un giorno sottratto al confronto tra le parti che compongono il mondo della scuola: i rappresentanti di docenti, studenti, genitori, dirigenti scolastici e personale amministrativo hanno il diritto di rappresentare le proprie istanze tramite i rappresentanti regolarmente eletti. Docet sollecita pertanto un rapido superamento del minuscolo ostacolo che impedisce il ripristino di una piena operatività del Csep, insieme alla risposta ai quesiti di funzionamento che l’associazione ha posto nei mesi precedenti alla sua paralisi", conclude la nota dell'associazione. 

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