Dalla pedonalizzazione di piazza Fiera al Muse, ora quale direzione prendere? Arriva “Trento al bivio”, il libro di Roberto Sani
E' stato presentato al Centro Erickson “Trento al bivio": il libro di Roberto Sani vuole tracciare la rotta della città verso il 2040. Il volume che analizza le sfide urbanistiche del capoluogo tra transizione climatica, identità dei quartieri e rapporto con la montagna

TRENTO. Trento non è una somma di singoli progetti, ma deve riuscire a essere una “città di piano” dove ogni tassello è parte di una strategia unitaria e condivisa. E' questo il messaggio di “Trento al bivio. Da città di progetti a città di piano. Quartieri, montagna e clima verso il 2030-2040” (edito da Erickson), libro di Roberto Sani, consigliere comunale eletto tra le fila di "Sì Trento" (centrosinistra) che si configura come una disamina dell'evoluzione urbana del capoluogo.
Il volume non vuole essere un semplice saggio tecnico, ma una riflessione sulla traiettoria di sviluppo del capoluogo trentino tra sfide climatiche e sociali. La città si trova oggi in una fase di stasi e di incertezza sulle grandi opere future. Il libro ripercorre le tappe che hanno trasformato Trento negli ultimi decenni: dalla pedonalizzazione di piazza Fiera (che ha "aperto" la città alla comunità) fino alla grande stagione degli anni 2000 segnata dal Muse e dal quartiere Le Albere.
Tuttavia, Sani rileva come questo modello di crescita per "progetti puntuali", interventi isolati seppur di eccellenza, rischi oggi di non essere più sufficiente. Il "bivio" del titolo indica la necessità di tornare a una visione di piano organica, capace di coordinare i grandi cantieri in corso (Circonvallazione ferroviaria, Bypass, NorduS) all'interno di un disegno unitario che guardi al 2040. Quale direzione prendere? Nella sua veste di consigliere comunale, presidente della commissione consiliare per la cultura, il turismo e lo sport e componente della commissione urbanistica, architetto e appassionato urbanista, cresciuto a Trento negli anni delle prime pedonalizzazioni, vivendo da vicino le grandi trasformazioni urbane, mette a disposizione questo bagaglio di esperienza e competenza per approfondire una domanda cruciale.
"Un invito aperto a cittadini e cittadine, studenti, studentesse e amministratori a interrogarsi sul modello di sviluppo urbano e sul ruolo di Trento tra città, montagna e cambiamenti contemporanei", spiega Sani. "Questo non è un libro scritto 'da fuori', ma un atto d’amore e di critica costruttiva verso una città che ha le potenzialità per diventare un laboratorio europeo di vivibilità alpina". Più che offrire risposte definitive, il volume vuole essere, infatti, uno spazio di discussione aperto.
Un invito a interrogarsi su quale direzione intraprendere e su come costruire, attraverso strumenti di analisi e dati concreti, una visione condivisa e sostenibile per il futuro di Trento. Il volume ricostruisce le dinamiche che hanno portato a questa situazione e introduce una tesi centrale: la necessità di passare da una “città di progetti”, caratterizzata da interventi puntuali e spesso scollegati tra loro, a una “città di piano”, capace di immaginarsi nel futuro in modo organico, tenendo insieme le molteplici dimensioni che la caratterizzano: i quartieri, il rapporto con la montagna, le sfide climatiche e sociali. Particolare attenzione è dedicata alla specificità di Trento come città alpina e al suo rapporto con il territorio, a partire dal ruolo del monte Bondone, risorsa da integrare in modo strutturale nello sviluppo urbano. Il testo affronta anche temi cruciali come la mobilità, l’abitare e l’uso dello spazio pubblico, proponendo letture che possono suscitare consenso o dissenso, ma che invitano in ogni caso al confronto.
Secondo l'autore il libro arriva in un momento cruciale per la città, impegnata a ridefinire i propri spazi in risposta alle pressioni del cambiamento climatico e alle nuove esigenze sociali. Il volume propone una visione di lungo periodo, analizzando come la città possa evolvere senza perdere la propria identità, integrando meglio le periferie e ricucendo il dialogo con il territorio delle terre alte.
Il libro è stato presentato dall'autore alla Casa Editrice trentina Erickson. Un incontro moderato da Alessandro Franceschini (Università di Trento) e che ha visto la partecipazione dell’assessora comunale all’urbanistica Monica Baggia.
"Siamo davanti a un bivio necessario", aggiunge Sani. "Dopo una stagione di grandi interventi puntuali, Trento ha bisogno di una visione ancora più organica e sistemica. La sfida del 2040 si vince se riusciamo a progettare una città che non sia solo efficiente, ma resiliente e capace di cura verso chi la abita".
Il libro articola la sfida del futuro su quattro assi fondamentali. Dallo spot al piano: la necessità di superare la logica dell'intervento isolato per tornare a una pianificazione integrata. I quartieri come centri vivi: superare l'idea di una Trento "centro-centrica". L'autore propone una rigenerazione delle periferie e dei sobborghi affinché diventino poli di servizi e relazioni, riducendo la pressione sul nucleo storico e migliorando la qualità della vita orizzontale. Il clima e la resilienza alpina: Trento non è solo una città, è una città alpina. Sani affronta il tema della transizione climatica non come un vincolo, ma come un'opportunità per ridisegnare lo spazio pubblico: più verde, meno consumo di suolo e una gestione intelligente delle risorse idriche e termiche urbane. La montagna integrata (Il caso Bondone): l'Alpe di Trento va considera come una risorsa strutturale e sostenibile da integrare nelle politiche abitative e turistiche della città di valle.
Nella parte finale, il testo analizza il delicato equilibrio tra l'amministrazione comunale e la Provincia: Sani auspica il superamento delle logiche di contrapposizione per approdare a una "sfida della visione" condivisa, dove le grandi opere di mobilità diventino il pretesto per una vera "ricucitura" urbana, eliminando le fratture storiche (come l'area ex-Sloi) e restituendo gli spazi alla cittadinanza.
In chiusura l'autore ha ringraziato il sindaco di Trento Franco Ianeselli, per aver accolto l'invito a scrivere la presentazione del libro, e l'assessore provinciale Mattia Gottardi per la prefazione.
"Trento non è mai stata una città immobile e anche oggi vive una stagione di profondo cambiamento. In questo contesto, è fondamentale che a ragionare di urbanistica non siano solo gli addetti ai lavori e i tecnici, ma anche chi ha l’onore e l’onere di rappresentare la cittadinanza essendo stato eletto in un’assemblea pubblica. Ben venga dunque il contributo di Roberto Sani: le sue pagine sono ricche di spunti che alimentano un dibattito necessario affinché le scelte della politica siano il più possibile condivise, partecipate e aperte a chi vive la città ogni giorno, i residenti, i pendolari, gli studenti. Il confronto è aperto", scrive Ianeselli mentre Gottardi dice: "La capacità di alzare lo sguardo dall'ordinaria amministrazione per porre questioni di prospettiva è necessaria. Sebbene le nostre visioni politiche possano divergere, in Trento al bivio colgo lo sforzo prezioso di costruire un’architettura di pensiero sulla città dei prossimi vent’anni. Temi come la semplificazione urbanistica, la rigenerazione e il passaggio a una ' città di piano' che abilita anziché controllare, sono sfide che l'Amministrazione provinciale raccoglie volentieri per favorire la qualità e l'innovazione del nostro territorio".
Il libro è disponibile per l'acquisto online e alla sede di Erickson a Gardolo (Qui info).












