Contenuto sponsorizzato
Trento
25 giugno | 21:16

Scuola, "Mancanza di confronto", Giulia Bortolotti si dimette da presidente del Consiglio sistema educativo provinciale. Gerosa: "Scelta strumentale e tendenziosa"

Polemica tra Giulia Bortolotti e Francesca Gerosa sul Consiglio del sistema educativo provinciale. L'ex candidata sindaca a Trento di Onda, Movimento 5 stelle e Rifondazione comunista ha rassegnato le dimissioni da presidente del Csep. A stretto giro arriva la replica dell'assessora

TRENTO. Assenza di confronto e la forte sensazione di "insofferenza e sfiducia verso la categoria della dei docenti, spesso percepiti come un ostacolo da superare più che una forza su cui contare" alla base delle dimissioni presentate da Giulia Bortolotti da presidente e componente del Consiglio del sistema educativo provinciale. Una mossa bollata come "strumentale" dall'assessora Francesca Gerosa.

 

L'ormai ex presidente del Csep ha rassegnato le dimissioni, una decisione presa dopo un episodio, spiega Bortolotti, il 9 giugno scorso, quando "alla richiesta di poter accedere ai risultati prodotti dai gruppi di lavoro promossi dall’assessorato all’istruzione il Sovrintendente ha negato la richiesta poiché “i tavoli di lavoro siano uno strumento a disposizione dell’assessorato” e quindi non si era dato seguito a fornire informazioni. Una mancanza di confronto che ha portato alla scelta di compiere un passo indietro per "dare un giusto segnale di dissenso: la scuola è una comunità e non può essere governata a colpi di delibere di Giunta e senza alcun confronto con i protagonisti del processo educativo".

 

Accuse rispedite al mittente dalla Provincia. "Motivazioni strumentali e tendenziose". L'assessora Francesca Gerosa boccia le affermazioni dell'ex presidente: "Non ha mai fatto pervenire all’assessorato alcuna richiesta di incontro e confronto, né ha mai trasmesso proposte o comunicato nuove iniziative o progetti. Forse Bortolotti, quando ha accettato l’incarico, non aveva ben chiaro che non è l’assessore con il proprio lavoro che supporta il Consiglio per ottemperare alle proprie finalità istituzionali, ma è il Consiglio che svolge attività propulsive e di supporto, in sinergia con l’assessorato e, peraltro, non nella costante ricerca di contrapposizione".

 

L'assessora replica punto su punto e dichiara di prendere atto delle dimissioni, "anche se non è ancora arrivato nulla di ufficiale", conclude Gerosa.

 

LA LETTERA DI GIULIA BORTOLOTTI

Gentili consiglieri,

durante l’ultima seduta del Consiglio del Sistema educativo provinciale di data 9 giugno 2025, alla richiesta di poter accedere ai risultati prodotti dai gruppi di lavoro promossi dall'assessorato su vari temi, da quello delle carenze a quello della formazione professionale, il Sovrintendente, contrariamente a quanto era stato assicurato nelle riunioni precedenti, ha spiegato come “i tavoli di lavoro siano uno strumento a disposizione dell'assessorato” e pertanto lui non aveva la possibilità di dare informazioni in merito.

 

Un paio di giorni fa invece è stata data notizia alla stampa da parte dell’assessora circa la decisione di riformare la formazione professionale e della delibera di giunta approvata, delibera che non ci è neppure stata inviata per conoscenza.

 

Quanto avvenuto contraddice il regolamento istitutivo dell’organo da me presieduto: ai sensi dell’art. 39 della L.P. 5/2006 il consiglio dovrebbe “esprimere pareri in materia offerta scolastica e formativa provinciale”, parere che non è stato chiesto prima di adottare la delibera circa la formazione professionale.

 

Il consiglio inoltre, in base al comma 7 dello stesso articolo “promuove indagini conoscitive su specifici settori del sistema educativo provinciale”: risulta quindi sorprendente che non abbia titolo ad accedere a informazioni inerenti la propria attività come i risultati di tavoli di lavoro su tematiche centrali per la scuola trentina, tematiche oggetto di lì a pochi giorni di un progetto di riforma.

 

Di fronte a questo ennesimo episodio non ho potuto che chiedermi a cosa serva il Csep e che ruolo abbia all'interno della scuola trentina. Più che un “organo di partecipazione e rappresentanza delle componenti della comunità scolastica (comma 1 art.39 L.P. 5/06) esso rappresenta un organismo mal sopportato dal governo della provincia che, dopo il parere negativo sul Liceo del Made in Italy, non lo ha mai consultato e lo ha messo davanti a decisioni già prese, come nel caso dei regolamenti sul benessere e l’introduzione del docente Faber.

 

Al Csep non si vuole dare nemmeno dignità e ufficialità. Recentemente è stata rifiutata per l'ennesima volta la possibilità di protocollare le convocazioni da parte del Presidente; non esiste nessun supporto amministrativo; i verbali, pur costituendo atto pubblico, ad oggi non vengono pubblicati per questioni di privacy e al momento non risultano nemmeno conservati in dipartimento. Abbiamo ottenuto a fatica l’impegno all’archiviazione per il futuro e a pubblicare verbali stilati in forma sintetica, verbali che devono però continuare a essere redatti dai membri stessi in quanto il dipartimento istruzione sostiene di non avere a disposizione personale che possa occuparsi di questo onere.

 

Questo nonostante una mozione votata a larga maggioranza dal consiglio nella scorsa consiliatura. Sembrano queste ultime forse questioni secondarie ma sono evidenti modi per depotenziare un organismo che, pur essendo consultivo, viene utilizzato solo se si ha la certezza che non esprima dissenso. Come Presidente credo sia giusto dare un segnale di dissenso: la scuola è una comunità e non può essere governata a colpi di delibere di Giunta e senza alcun confronto con i protagonisti del processo educativo.

 

La scuola è di chi la vive, ma quello che accade è che qualcuno, presumendo di sapere, si permette di decidere senza alcun tipo di confronto su questioni che attengono a una comunità che sola può capirne profondamente le implicazioni. In questi mesi in particolare ho percepito soprattutto una cosa: l’insoerenza e la sducia verso la categoria dei docenti, spesso percepiti come un ostacolo da superare più che una forza su cui contare.

 

In occasione di un incontro organizzato dall’assessorato avente come oggetto la riforma delle carenze con alcuni docenti selezionati, addirittura l’assessora ha dichiarato che non intendeva condividere nessuna informazione circa le intenzioni del governo provinciale sull’argomento. Non si può che chiedersi a cosa mai possa servire incontrare i docenti senza condividere con loro le idee che si vogliono portare avanti. E lo stesso si può dire del Csep, che non è titolato nemmeno a sapere di cosa si parli nei tavoli di lavoro.

 

La mancanza di un confronto reale è evidente e non può essere emendata da proposte dell’assessorato di illustrare al consiglio decisioni già prese. Di fronte a questo scenario personalmente provo la sensazione che sia totalmente inutile investire tempo ed energie per provare a fare il bene della comunità scolastica trentina. Preferisco dedicare il mio impegno alla parte migliore del mio lavoro, quella che dimostra ogni giorno che, nonostante tutto, possiamo nutrire ancora speranza, ovvero il lavoro in classe con gli studenti. Per queste ragioni, sperando che questo gesto contribuisca a una profonda riessione sulla dignità di questo organismo, comunico le mie dimissioni dalla Presidenza e da membro del Csep.

 

LA REPLICA DI FRANCESCA GEROSA

In merito alla comunicazione di dimissioni della prof.ssa Bortolotti dal Consiglio del sistema educativo provinciale (Csep), preme precisare che una delle funzioni principali cui l’organo dovrebbe essere chiamato è di farsi parte attiva nel formulare proposte, e non assumere un ruolo meramente passivo. Il Consiglio si è insediato un anno fa, e da allora la prof.ssa Bortolotti non ha mai fatto pervenire all’assessorato alcuna richiesta di incontro e confronto, né ha mai trasmesso proposte o comunicato nuove iniziative o progetti.

Anche la promozione di indagini conoscitive è da intendersi indipendente dagli strumenti di lavoro dell’assessorato, quali sono stati i tavoli costituiti, e ben avrebbe dovuto la presidente farsi parte attiva per avviare le indagini ritenute dal Consiglio utili per elaborare proposte sui temi aperti in questa legislatura, conosciuti sin dall’approvazione della strategia, e con specifico riferimento ai tavoli, resi noti dalle delibere costitutive.

 

Stupisce quindi leggere che come prima motivazione per le proprie dimissioni sia stata addotta la mancata risposta alla richiesta di avere una restituzione degli esiti dei tavoli, che confermo essere strumento di lavoro dell’assessorato.

 

Preciso inoltre che nelle delibere costitutive dei quattro tavoli era noto l’obiettivo assegnato e le aree di attività, pertanto anche in questo caso stupisce che il Csep non abbia mai percorso in autonomia su quei temi altrettante strade con dibattiti, approfondimenti e conseguente elaborazione di proposte da fornire come supporto all’assessorato.

 

Forse la prof.ssa Bortolotti, quando ha accettato l’incarico, non aveva ben chiaro che non è l’assessore con il proprio lavoro che supporta il Consiglio per ottemperare alle proprie finalità istituzionali, ma è il Consiglio che svolge attività propulsive e di supporto, in sinergia con l’assessorato e, peraltro, non nella costante ricerca di contrapposizione.

 

In merito all’ultima delibera che da avvio al percorso di riforma della Formazione Professionale, per la quale è stata mia premura comunicare alla prof.ssa Bortolotti nella giornata di lunedì 23 giugno la mia disponibilità, qualora ritenuto di interesse, ad illustrarla al Consiglio, preciso che si entrerà adesso nella fase partecipativa vera e propria che è quella di revisione dei profili e dell’offerta formativa e ovviamente il Csep sarà interpellato.

 

In merito all’accusa di mancato supporto da parte della Provincia che a dire della prof.ssa sembrerebbe non voler dare al Csep “dignità e ufficialità”, proprio nell’ultima riunione di giugno, con riguardo al supporto amministrativo e alla verbalizzazione delle sedute, si è pervenuti dopo diversi confronti e dopo che il dipartimento ha sottoposto una bozza tipo di verbale per la relativa pubblicazione e aver verbalizzato su questo fac simile una seduta, a stabilire di dotare in maniera fissa per le sedute un computer con un sistema di registrazione letterale della seduta al fine di estrarne il contenuto per la pubblicazione in forma sintetica, anonima e in ossequio ai principi di minimizzazione dei dati. Si è altresì condiviso di acquisire agli atti e di conservare presso l’ufficio del dipartimento i verbali e da gestire eventuali richieste di accesso. Inoltre è stata data la disponibilità ad acquisire tramite protocollo i documenti previo confronto con il supporto tecnico del protocollo informatico rappresentando l’importanza di rispettare l’architettura di quest’ultimo e quanto previsto in materia di conservazione degli atti.

 

Sorvolando sulla pretestuosa accusa che “qualcuno, presumendo di sapere, si permette di decidere senza alcun confronto” ricordo che, in aggiunta agli incontri fatti con docenti e studenti, tutti i tavoli erano composti da rappresentanti proprio del mondo della scuola complessivamente inteso, e quello della formazione professionale ulteriormente allargato alle associazioni di categoria, quanto di più lontano quindi dall’accusa di non aver avuto un approccio democratico e partecipativo.

 

In merito poi alla sensazione della prof.ssa Bortolotti richiamata in conclusione della sua nota di dimissioni “che sia totalmente inutile investire tempo ed energia per provare a fare il bene della comunità scolastica”, rispondo con la sensazione che ho provato io nell’unico incontro a cui ho partecipato nel mese di dicembre: una gestione da parte della presidente sbrigativa, intollerante alla volontà di confronto e prevaricante sugli interventi degli altri componenti oltre che della sottoscritta, costantemente zittiti per far prevalere su tutti il proprio pensiero.

 

Comunque, posto che non ho ancora ricevuto ufficialmente alcuna comunicazione dalla prof.ssa Bortolotti, comunico fin d’ora che prendo atto delle sue dimissioni.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 29 aprile | 15:31
Confindustria del Trentino-Alto Adige  ha espresso diverse preoccupazioni per la mobilità delle persone così come per il sistema produttivo [...]
Cronaca
| 29 aprile | 14:02
Gli operatori di Dolomiti Ambiente stanno provvedendo alla bonifica della zona: da quanto risulta non è stata trovata alcuna persona all'interno [...]
altra montagna
| 29 aprile | 13:00
L'Etna continua a stupire con uno scenario unico nel suo genere: poca neve alle stazioni turistiche intorno ai 2000 metri, ma accumuli eccezionali [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato