Liceo Prati, lettera di 436 docenti contro l'assessora Gerosa: “Campagna demolitrice che danneggia studenti e insegnanti" (LA LETTERA ALL'INTERNO)
Critiche anche al presidente della Consulta provinciale dei genitori. La lunga polemica sul liceo si trascina ormai da settimane. A seguito di alcune segnalazioni il dipartimento istruzione avrebbe ordinato una "visita di valutazione" che però è stata gestita in maniera sbagliata. “Quotidianamente l'assessora all'Istruzione è intervenuta sulle testate giornalistiche locali, spesso anche su più di una nello stesso giorno, con dichiarazioni fortemente critiche nei confronti del liceo Prati, dei suoi docenti e della sua organizzazione interna”. Un pressing mediatico con conseguenze molto gravi

TRENTO. Le polemiche sul liceo Prati non si placano, soprattutto quelle riferite alla “cattiva gestione” che si è avuta sulla visita di valutazione decisa dal Dipartimento Istruzione, diretto dall'assessora Francesca Gerosa, a seguito di alcune segnalazioni interne di “mancato benessere” degli studenti.
Nelle scorse ore, 436 docenti hanno firmato una lettera che è stata inviata al governatore Maurizio Fugatti contro la gestione comunicativa dell'ispezione da parte dell'assessora Gerosa. Nel mirino delle critiche anche il presidente della Consulta dei genitori, Maurizio Freschi, che fra l'altro è anche responsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d'Italia, lo stesso partito dell'assessora.
Per capire la vicenda occorre fare un passo indietro. La lunga polemica sul liceo si trascina ormai da settimane. Una realtà nella quale si respirerebbe tensione e nella quale i voti peserebbero come giudizi morali. I riflettori si sono accesi a causa di situazioni definite complesse e critiche sulla gestione. Nel mirino anche il clima organizzativo e il benessere degli studenti e di tutte le componenti della scuola più antica del Trentino. Da qui la decisione dell'assessora Gerosa di disporre un'ispezione (o visita di valutazione).
Su come è stata gestita la situazione sono arrivate critiche da più parti. A prendere le “difese” del liceo, nelle scorse settimane, erano stati gli ex studenti (QUI L'ARTICOLO). “La fatica fa parte del gioco, una fatica che vogliamo ribadire mai insostenibile, e che, guardandoci indietro, possiamo apprezzare per averci reso in grado di non scoppiare in lacrime al primo accenno di difficoltà”. E ancora: "Il giudizio morale è spesso autoimposto e accentuato dai genitori".
Ora, a scendere in campo a fianco del liceo Prati, sono ben 436 docenti di tutta la provincia con un documento che è stato inviato al governatore Fugatti. Un documento attraverso il quale, pur riconoscendo la legittimità dell'intervento del Dipartimento, si critica la gestione comunicativa dell'ispezione al liceo Prati da parte dell'assessora Francesca Gerosa. “Quotidianamente l'assessora all'Istruzione è intervenuta sulle testate giornalistiche locali, spesso anche su più di una nello stesso giorno, con dichiarazioni fortemente critiche nei confronti del liceo Prati, dei suoi docenti e della sua organizzazione interna”. Un pressing mediatico con conseguenze molto gravi sulle famiglie, sugli studenti e su chi lavora nella scuola. I docenti parlano di una campagna pubblica “demolitrice nei confronti dell'istituzione scolastica”.
A essere criticato nella lettera è anche Maurizio Freschi, presidente della Consulta dei Genitori, che ricopre, oltre a questa carica, anche quella di responsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d'Italia, il partito a cui appartiene Gerosa, richiamando la necessità di un ruolo “super partes”. Infine, un messaggio anche ai sindacati per l'assenza di parole sulla vicenda.
LA LETTERA DI 436 DOCENTI
OGGETTO: SULLA “VISITA DI VALUTAZIONE” PRESSO IL LICEO PRATI DI TRENTO (APRILE 2025)
Egregio Presidente,
in qualità di docenti desideriamo esprimere pubblicamente il nostro profondo disagio e la nostra preoccupazione per come è stata gestita, a livello comunicativo, l’ispezione condotta presso il Liceo Prati di Trento. Siamo pienamente consapevoli del fatto che l’ispezione scolastica rientri tra gli strumenti legittimi e previsti dalla normativa, e che la Sovrintendenza e il Dipartimento provinciale abbiano il diritto e il dovere di esercitarla. Tuttavia, riteniamo che a nessun livello istituzionale possa essere riconosciuto il diritto di trasformare un’attività tecnica e interna in una campagna pubblica sistematicamente demolitrice nei confronti di un’istituzione scolastica pubblica, violando nella sostanza, se non formalmente, i diritti alla riservatezza, alla tutela professionale e alla serenità lavorativa di chi in quella scuola studia o lavora. Quotidianamente, l’assessora all’Istruzione è intervenuta sulle testate giornalistiche locali, spesso anche su più di una nello stesso giorno, con dichiarazioni fortemente critiche nei confronti del Liceo Prati, dei suoi docenti e della sua organizzazione interna. La scorsa settimana, la vicenda è finita anche su una testata nazionale, il Corriere della Sera. Tutte le testate locali, senza eccezione, hanno parlato del Prati per settimane, amplificando una narrazione a senso unico e contribuendo a costruire un’immagine pubblica negativa dell’istituto e del suo corpo docente. Tutto ciò ha avuto conseguenze pesanti sugli studenti, che vivono un clima di pressione e incertezza, e sulle famiglie, specialmente quelle che ancora non conoscono la scuola, ma che oggi la osservano con timore e diffidenza. Per non parlare di chi lavora in quell’ambiente, con un senso crescente di disagio, precarietà e sfiducia.
In questo quadro, ci appare particolarmente grave anche il ruolo giocato da organi che, almeno formalmente, avrebbero dovuto svolgere una funzione neutrale e mediatrice tra scuola, famiglie e istituzioni. Ricordiamo che nel Consiglio dell’istituzione del Liceo Prati siede il Presidente della Consulta Provinciale dei Genitori, che al contempo presiede la Consulta interna. Un vero groviglio di cariche. Eppure, questa condizione non ha portato alcuna tutela o bilanciamento. Al contrario, il Presidente della Consulta si è
apertamente schierato al fianco dell’assessora, condividendone in modo pressoché totale la linea, anche alla luce del fatto che entrambi appartengono allo stesso partito politico.
È per noi inaccettabile che il Presidente della Consulta dei Genitori sia anche responsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia per il Trentino-Alto Adige, lo stesso partito a cui appartiene l’assessora provinciale all’Istruzione. Tale coincidenza politica, legittima dal punto di vista formale, non può tuttavia giustificare un’azione istituzionale che ha preso i toni e i modi di un attacco pubblico frontale, in totale squilibrio rispetto al ruolo super partes che quei rappresentanti avrebbero dovuto mantenere. Ci domandiamo se sia legittimo, oltre che eticamente corretto, sottoporre dei docenti a una critica pubblica continua e mirata, anche sotto il profilo lavorativo e professionale. Quale altra categoria di lavoratori, nel settore pubblico o privato, accetterebbe una simile esposizione, senza tutele, senza strumenti di replica, senza nessuno che si alzi a difendere la dignità professionale di chi educa?
In un contesto nazionale in cui aumentano gli episodi in cui gli studenti offendono, delegittimano o si rivoltano contro i propri insegnanti, un’azione mediatica di tale portata, partita proprio da chi dovrebbe tutelare e rafforzare l’istituzione scolastica, rischia di
minare ulteriormente il rispetto e l’autorevolezza della figura del docente. Qui non si è perso solo l’equilibrio istituzionale, si è perso il senso. Ci chiediamo: è davvero questo il ruolo di un’assessora all’istruzione? Noi credevamo che il compito di un’assessora all’istruzione fosse anche quello di accompagnare, sostenere, valorizzare. Le critiche sono legittime, certo. Ma questa non è una critica costruttiva. È un’azione demolitrice. E ci chiediamo, con amarezza e incredulità: cosa si può ricostruire dalle ceneri?
Infine, non possiamo non segnalare il totale silenzio delle organizzazioni sindacali, che non hanno ritenuto di prendere alcuna posizione, come se la dignità dell’insegnante potesse essere sacrificata senza alcuna conseguenza.
Per questo ci rivolgiamo direttamente a Lei, Presidente Fugatti, chiedendo che si ristabilisca un equilibrio, che venga interrotta questa esposizione mediatica sproporzionata, e che si torni a una gestione rispettosa e istituzionale del confronto tra amministrazione e scuola. E soprattutto, che sia riconosciuto anche ai docenti il diritto a lavorare in un clima dignitoso, protetto e professionale, come a qualunque altro lavoratore.
Con rispetto, ma con assoluta fermezza, docenti firmatari


















