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Trento
23 luglio | 17:53

Caso Liceo Prati, la Cgil: "Un affair circoscritto a pochi, no a strumentalizzazioni o etichette collettive. Rispetto per chi lavora con coscienza nella scuola'"

Nelle scorse ore 436 docenti hanno firmato una lettera che è stata inviata al governatore Maurizio Fugatti contro la gestione comunicativa dell'ispezione da parte dell'assessora Gerosa. Ma era stato segnalato anche “il totale silenzio delle organizzazioni sindacali". Ora ad intervenire è  Raffaele Meo, segretario generale Flc Cgil ​

Caso Liceo Prati, la Cgil: Un affair circoscritto a pochi, no a strumentalizzazioni o etichette collettive

TRENTO. “Un affair riconducibile a una cerchia ristrettissima di persone se non a singoli individui, e come tale andrebbe affrontato, vale a dire senza troppo clamore o facili strumentalizzazioni, né da una parte né dall’altra; nell’interesse e nel rispetto di chi lavora nella scuola con coscienza e dedizione”. Usa queste parole Raffaele Meo, segretario generale Flc Cgil del Trentino in merito alle polemiche che ultimamente hanno travolto il liceo Prati a Trento. 

 

La lunga polemica sul liceo si trascina ormai da settimane. Una realtà nella quale si respirerebbe tensione e nella quale i voti peserebbero come giudizi morali. I riflettori si sono accesi a causa di situazioni definite complesse e critiche sulla gestione. Nel mirino anche il clima organizzativo e il benessere degli studenti e di tutte le componenti della scuola più antica del Trentino. Da qui la decisione dell'assessora provinciale Francesca Gerosa di disporre un'ispezione (o visita di valutazione). 

 

Nelle scorse ore 436 docenti hanno firmato una lettera che è stata inviata al governatore Maurizio Fugatti contro la gestione comunicativa dell'ispezione da parte dell'assessora (QUI L'ARTICOLO). Nel mirino delle critiche anche il presidente della Consulta dei genitori, Maurizio Freschi, che fra l'altro è anche responsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d'Italia, lo stesso partito dell'assessora. 

 

Ma nella lettera era stato segnalato anche “il totale silenzio delle organizzazioni sindacali, che non hanno ritenuto di prendere alcuna posizione, come se la dignità dell’insegnante potesse essere sacrificata senza alcuna conseguenza”. 

 

Parole alle quali ora risponde con una nota Raffaele Meo , segretario generale Flc Cgil del Trentino. 

 

“Il Dipartimento ha facoltà di inviare delle ispezioni dove ritiene necessario e fondato o sulla base di segnalazioni. Dove emergano criticità è giusto siano attenzionate. Secondo noi – spiega Meo - è essenziale che, appurate delle responsabilità, queste siano circoscritte e sanzionate in modo chirurgico e che, individuati i responsabili di condotte scorrette o fautori di una concezione d’insegnamento poco edificante per sé e per la Scuola nel complesso siano sanzionati in modo mirato e commisurato alla gravità delle contestazioni, senza che ciò comporti il minimo coinvolgimento o alcuna ricaduta su chi lavora in modo corretto, coscienzioso, professionale”.

 

Se è questo di cui si parla quindi, spiega il sindacato,  dato che i dettagli dell’ispezione, opportunamente,  e se qualche docente è ritenuto colpevole di comportamenti esecrabili, vessatori e poco professionali, ”il Dipartimento eserciti il proprio diritto/dovere d’intervento.  L’importante è che ciò avvenga senza lasciar spazio a generalizzazioni o cedendo alla tentazione di etichettare un'intera scuola e un intero corpo docente per le intemperanze di pochi singoli individui”. 

 

Nei giorni successivi all'ispezione, spiega la Cgil, ci fu un'assemblea sindacale al Liceo Prati e continua il segretario Meo “trovammo un corpo insegnante appassionato, collaborativo e molto professionale. Durante l’assemblea nessuno fece il minimo cenno alle possibili o presunte ragioni che avevano portato all’ispezione e il dibattito si focalizzò su tutt’altro, il che ci portò a pensare che si trattasse di un affair riconducibile a una cerchia ristrettissima di persone se non a singoli individui, e come tale andrebbe affrontato, vale a dire senza troppo clamore o facili strumentalizzazioni, né da una parte né dall’altra; nell’interesse e nel rispetto di chi lavora nella scuola con coscienza e dedizione”.

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