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Trento
29 marzo | 10:10

Migranti e Cpr, Tonina e Bosin dopo gli attacchi all'arcivescovo Tisi: “No a censura e delegittimazione, serve dialogo nel rispetto dei ruoli”

L'assessore provinciale Mario Tonina e la collega di partito (Patt), consigliera provinciale Maria Bosin in una nota spiegano di "non condividere interventi politici che si traducano in una censura o in una delegittimazione delle parole di Monsignor Tisi" e ancora "La gestione dei flussi migratori richiede responsabilità, equilibrio e strumenti adeguati. Non siamo contrari al rimpatrio delle persone che non hanno titolo per rimanere in Italia, ma è fondamentale che tali strumenti siano applicati nel rispetto della dignità della persona e all’interno di una visione più ampia e strutturata" 

TRENTO. Continuano a far discutere le parole pronunciare negli scorsi giorni dall'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, in merito ai migranti e ai Cpr (QUI L'ARTICOLO). 

 

Parole che vanno oltre la cronaca e che pongono inevitabilmente una riflessione sulla comunità che vogliamo essere senza che tutto questo venga ridotto a slogan o contrapposizioni.

 

L'intervento dell'arcivescovo non è stato condiviso da tre consiglieri provinciali di centrodestra, Claudio Cia, Walter Kaswalder e Luca Guglielmi  (QUI L'ARTICOLO) che in una nota comune hanno affermato che “Sui migranti, dal pulpito una lettura semplicistica. Una cosa è predicare, altra è governare”.  E ancora  “Colpisce, piuttosto, la leggerezza con cui da certi ambienti ecclesiali si tende a trasformare una questione così complessa in una narrazione quasi esclusivamente sentimentale, nella quale le istituzioni appaiono fredde e i cittadini che chiedono regole rischiano di essere dipinti come moralmente carenti. È una rappresentazione ingiusta, oltre che divisiva”. 

 

A non condividere le parole dei tre consiglieri sono l'assessore provinciale Mario Tonina e la collega di partito (Patt), Maria Bosin. 

 

“Come consiglieri autonomisti, crediamo che il confronto su questi temi debba mantenere toni equilibrati, riconoscendo il valore del richiamo umano e morale espresso dall’Arcivescovo, che invita a una riflessione profonda sul senso della comunità e della solidarietà. Non riteniamo quindi condivisibili interventi politici che si traducano in una censura o in una delegittimazione delle parole di Mons. Tisi; al contrario, è fondamentale che il dialogo tra istituzioni civili e religiose avvenga nel rispetto dei ruoli di ciascuno” spiegano Tonina e Bosin in una nota. 

 

 

QUI IL TESTO COMPLETO DELLA NOTA
In merito al dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni a seguito delle dichiarazioni dell’Arcivescovo di Trento, Mons. Lauro Tisi, sul tema dei migranti e dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), riteniamo opportuno esprimere alcune precisazioni. 

Come consiglieri autonomisti, crediamo che il confronto su questi temi debba mantenere toni equilibrati, riconoscendo il valore del richiamo umano e morale espresso dall’Arcivescovo, che invita a una riflessione profonda sul senso della comunità e della solidarietà. Non riteniamo quindi condivisibili interventi politici che si traducano in una censura o in una delegittimazione delle parole di Mons. Tisi; al contrario, è fondamentale che il dialogo tra istituzioni civili e religiose avvenga nel rispetto dei ruoli di ciascuno.

 

Allo stesso tempo, la gestione dei flussi migratori richiede responsabilità, equilibrio e strumenti adeguati. Non siamo contrari al rimpatrio delle persone che non hanno titolo per rimanere in Italia, ma è fondamentale che tali strumenti siano applicati nel rispetto della dignità della persona e all’interno di una visione più ampia e strutturata. 

 

In questo senso, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio rappresentano uno strumento previsto dall’ordinamento e funzionale alla gestione delle situazioni di irregolarità, ma devono essere inseriti in un approccio complessivo che tenga

insieme legalità, integrazione e sviluppo del territorio. Come già abbiamo evidenziato anche negli atti da noi promossi e successivamente approvati dal Consiglio provinciale, è necessario distinguere tra chi ha diritto a restare e può contribuire alla nostra comunità e chi, invece, non rispetta le regole.

 

Il Trentino, infatti, sta già portando avanti un modello che supera la logica puramente assistenziale, orientando le politiche di accoglienza verso percorsi di autonomia, formazione e inserimento lavorativo. La stessa Giunta provinciale ha recentemente richiamato la necessità di rafforzare percorsi di integrazione linguistica, sociale e professionale, riconoscendo il valore di un approccio integrato e territoriale capace di attivare reti, competenze e responsabilità condivise.

 

L’esperienza maturata sul territorio dimostra come l’integrazione, se ben accompagnata attraverso formazione linguistica e lavorativa, possa rappresentare anche una risposta concreta ai fabbisogni del nostro sistema economico, oggi in difficoltà nel reperire manodopera in diversi settori strategici, come affermato in varie occasioni anche dal Presidente di Confindustria Trento. Una sensibilità e una linea di indirizzo tra l’altro condivisa all’interno dell’esecutivo provinciale e dal suo Presidente che sul tema sicurezza, accoglienza e lavoro ha espresso un approccio chiaro: fermezza nei confronti di chi non rispetta le regole e, allo stesso tempo, costruzione di percorsi concreti, anche di inserimento lavorativo, per chi dimostra la volontà di lavorare e integrarsi. In un’ottica dunque di gestione responsabile, anche di questi aspetti, da parte dell’Autonomia, che progredisce sapendo conciliare gli elementi in gioco: tutela dei cittadini, rispetto della persona, attenzione alla crescita sociale ed economica.

 

In questa prospettiva, i Cpr devono essere strumenti di legalità, che tuttavia non possono essere assimilati a strutture esclusivamente detentive: in molti casi infatti, oltre a coloro che effettivamente hanno commesso reati, ospitano persone che scontano situazioni amministrative irregolari. È quindi necessario, in ogni caso, garantire condizioni dignitose e umanamente rispettose di chi è in attesa di rimpatrio, parallelamente, investire con decisione su percorsi di integrazione per chi dimostra volontà di inserirsi e contribuire al benessere della comunità trentina. 
Riteniamo infine importante che, su temi così rilevanti, il confronto all’interno del Gruppo consiliare avvenga in modo preventivo e condiviso, così da garantire una posizione chiara e coerente. Questo anche per evitare che prese di posizione individuali possano essere impropriamente attribuite all’intero Gruppo.

Maria Bosin
Mario Tonina

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