Migranti e Cpr, bufera dopo le parole del vescovo sull'accoglienza. Il centrodestra lo attacca: "Lettura semplicistica". Ianeselli: “Tentano di zittire una voce scomoda”
Le parole sono quelle pronunciare dall'Arcivescovo durante la Veglia di preghiera per la 34esima Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. Tisi in merito ai migranti ha detto che “sono la nostra salvezza, la nostra benedizione. Guai se non ci fossero". E poi: "Pensiamo ai Cpr, che tragedia! Questi fratelli ci stanno tenendo in piedi e noi li trattiamo con durezza, con negligenza, con freddezza". E, ancora, l'appello finale: "Cari fratelli migranti, perdonateci"

TRENTO. “Sono preoccupanti gli attacchi rivolti nelle ultime ore al vescovo Lauro Tisi, a cui esprimo tutta la mia solidarietà. Si può essere d’accordo o meno con i concetti espressi durante la sua ultima omelia. Quello che non è ammissibile è arrogarsi il compito di stabilire quale sia il compito della Chiesa, quale sia perimetro degli argomenti consentiti, quale sia la sua missione”. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, esprime solidarietà al vescovo Tisi e interviene contro le dichiarazioni fatte da alcuni rappresentanti politici.
Il vescovo Tisi è intervenuto durante la veglia per i missionari martiri nel ricordo del beato Alfredo Dall'Oglio, animata dai canti di fedeli provenienti da diversi continenti, esprimendosi in maniera netta ed inequivocabile su due temi assai "caldi" e attuali, i migranti e i Cpr, i Centri per Rimpatri, uno dei quali verrà realizzato - prossimamente - anche a Trento. "Questi fratelli migranti - queste le sue parole, ricordando anche gli incontri della Visita Pastorale con comunità provenienti da Ucraina, Sudan, Marocco e con i lavoratori del Biafra ospitati nella canonica di Castelnuovo - sono la nostra salvezza, la nostra benedizione. Guai se non ci fossero".
L'Arcivescovo ha poi denunciato con parole molte nette la condizione di molti migranti trattenuti nei centri di permanenza per il rimpatrio: "Pensiamo ai Cpr - ha detto -: che tragedia! Questi fratelli ci stanno tenendo in piedi e noi li trattiamo con durezza, con negligenza, con freddezza. Cari fratelli migranti, perdonateci".
Parole che non sono piaciute a alcuni esponenti del centrodestra trentino che hanno duramente criticato il vescovo. “Sui migranti, dal pulpito una lettura semplicistica. Una cosa è predicare, altra è governare” hanno affermato i consiglieri provinciali Claudio Cia, Walter Kaswalder e Luca Guglielmi. “Nessuno mette in discussione il valore della dignità umana. Ma proprio la dignità, se richiamata seriamente, non può essere evocata in modo da rimuovere il tema della legalità. I Centri di permanenza per il rimpatrio non sono una deviazione morale dello Stato, ma strumenti previsti dall’ordinamento per gestire situazioni di irregolarità. Si può discutere della loro efficacia, delle modalità di gestione, delle garanzie da assicurare. Ma non si può fingere che il problema non esista o ridurlo a una colpa collettiva da espiare”.
E ancora: “Colpisce, piuttosto, la leggerezza con cui da certi ambienti ecclesiali si tende a trasformare una questione così complessa in una narrazione quasi esclusivamente sentimentale, nella quale le istituzioni appaiono fredde e i cittadini che chiedono regole rischiano di essere dipinti come moralmente carenti. È una rappresentazione ingiusta, oltre che divisiva”.
Ad intervenire contro il vescovo nelle scorse ore è stato anche il movimento di Vannacci con il proprio rappresentante a Trento, Emilio Giuliana che, riferendosi alle parole di Lauro Tisi, ha parlando di “discorso che riteniamo un pensiero personale, legittimo, ma no come vescovo, perché differenti dall’insegnamento della Chiesa Cattolica”.
L'assessora provinciale Francesca Gerosa, presidente Fratelli d’Italia Trentino e il consigliere provinciale Daniele Biada hanno invece voluto rimarcare come il “Governo guidato da Giorgia Meloni stia affrontando il tema migratorio con serietà, equilibrio e senso di responsabilità, ma sempre e solo nel rispetto delle regole del corretto vivere civile e della legittimità di ogni azione. Le politiche messe in campo mirano a coniugare umanità e legalità, contrastando l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani, e al contempo garantendo accoglienza a chi ha diritto di protezione”.
I due rappresentanti del partito di Meloni ritengono poi “fondamentale” il ruolo dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), “strumenti – spiega - necessari per assicurare l’effettività delle procedure di espulsione nei confronti di chi non ha titolo per rimanere sul territorio nazionale. Si tratta di strutture che, gestite nel pieno rispetto delle norme e dei diritti della persona, contribuiscono a rendere il sistema più credibile ed efficiente, attuando il principio secondo cui in Italia si entra solo legalmente”. I flussi migratori, continuano Gerosa e Biada, devono essere governati, non subiti. “Questo significa difendere i confini nazionali ed europei, rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e transito e promuovere percorsi di integrazione sostenibili e ordinati. In questo quadro, riconoscere il valore del lavoro e del contributo di tanti stranieri regolari che vivono nel nostro Paese non è in contraddizione con la necessità di regole certe e che devono essere rispettate, senza tolleranza alcuna per posizioni diverse. È proprio attraverso una gestione seria e strutturata del fenomeno migratorio che si può garantire sicurezza, coesione sociale e reali opportunità per tutti, non aprendo le porte a tutti indistintamente”.
Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha quindi deciso di rispondere alle dichiarazioni espresse dal centrodestra. “La laicità dello Stato, principio che risale al Concordato di un secolo fa, ha come contraltare la libertà della Chiesa. E come conseguenza il rispetto tra istituzioni che, pur nella diversità dei punti di vista, non deve mai mancare” afferma il sindaco. “Ma non c’è rispetto nelle parole di chi oggi ha accusato di leggerezza il vescovo – spiega - e lo ha censurato con argomentazioni che non esito a definire intimidatorie. La storia è affollata di esponenti politici che provano a zittire la voce moralmente scomoda di un’autorità religiosa. Da laico, mi meraviglio che queste ingerenze si verifichino in Trentino, che ha sempre cercato di essere il territorio del dialogo inquieto e del confronto plurale, non certo del pensiero unico”.












