Vescovo e migranti, Cia rilancia e non arretra: “Predicare non è governare”. Il caso Tisi tiene banco, le Acli : “Integrazione chiave per il futuro del territorio”
In queste ore solidarietà al vescovo di Trento è stata espressa anche dal presidente delle Acli Trentine, Walter Nicoletti: "La difesa della dignità della persona e di chiunque, indipendentemente dal Paese di origine, dallo stato sociale in cui si trova, dalla lingua che parla e dalla religione che pratica, è compito precipuo di ogni cristiano e di ogni sincero democratico"

TRENTO. “Nessuno ha negato al vescovo il diritto di parlare. Ma nessuno può nemmeno pretendere che, quando un’autorità religiosa entra nel merito di una questione pubblica così delicata, le sue parole diventino intoccabili o sottratte a ogni replica”. Il caso nato dalle parole sui migranti pronunciate dall'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, continua a tenere banco ed oggi è il consigliere provinciale Claudio Cia che torna sulla questione.
Quest'ultimo, nelle scorse ore, con altri consiglieri di centrodestra Walter Kaswalder e Luca Guglielmi, avevano deciso di uscire con una nota comune con la quale mettere in chiaro la propria posizione, opposta a quella del vescovo. Un attacco a cui ha risposto il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, assieme ad altri partiti del centrosinistra.
LE PAROLE DEL VESCOVO
L'arcivescovo di Trento è intervenuto durante la veglia per i missionari martiri nel ricordo del beato Alfredo Dall'Oglio, animata dai canti di fedeli provenienti da diversi continenti, esprimendosi in maniera netta ed inequivocabile su due temi assai "caldi" e attuali, i migranti e i Cpr, i Centri per Rimpatri, uno dei quali verrà realizzato - prossimamente - anche a Trento.
"Questi fratelli migranti - queste le sue parole, ricordando anche gli incontri della Visita Pastorale con comunità provenienti da Ucraina, Sudan, Marocco e con i lavoratori del Biafra ospitati nella canonica di Castelnuovo - sono la nostra salvezza, la nostra benedizione. Guai se non ci fossero".
L'Arcivescovo ha poi denunciato con parole molto nette la condizione di molti migranti trattenuti nei centri di permanenza per il rimpatrio: "Pensiamo ai Cpr - ha concluso -: che tragedia! Questi fratelli ci stanno tenendo in piedi e noi li trattiamo con durezza, con negligenza, con freddezza. Cari fratelli migranti, perdonateci".
L'INTERVENTO DEL CENTRODESTRA
Parole che non sono piaciute a alcuni esponenti del centrodestra trentino. “Sui migranti, dal pulpito una lettura semplicistica. Una cosa è predicare, altra è governare” hanno affermato i consiglieri provinciali Claudio Cia, Walter Kaswalder e Luca Guglielmi. “Nessuno mette in discussione il valore della dignità umana. Ma proprio la dignità, se richiamata seriamente, non può essere evocata in modo da rimuovere il tema della legalità. I Centri di permanenza per il rimpatrio non sono una deviazione morale dello Stato, ma strumenti previsti dall’ordinamento per gestire situazioni di irregolarità. Si può discutere della loro efficacia, delle modalità di gestione, delle garanzie da assicurare. Ma non si può fingere che il problema non esista o ridurlo a una colpa collettiva da espiare”.
E ancora: “Colpisce, piuttosto, la leggerezza con cui da certi ambienti ecclesiali si tende a trasformare una questione così complessa in una narrazione quasi esclusivamente sentimentale, nella quale le istituzioni appaiono fredde e i cittadini che chiedono regole rischiano di essere dipinti come moralmente carenti. È una rappresentazione ingiusta, oltre che divisiva”.
Ad intervenire contro il vescovo nelle scorse ore è stato anche il movimento di Vannacci con il proprio rappresentante a Trento, Emilio Giuliana che, riferendosi alle parole di Lauro Tisi, ha parlando di “discorso che riteniamo un pensiero personale, legittimo, ma no come vescovo, perché differenti dall’insegnamento della Chiesa Cattolica”.
L'assessora provinciale Francesca Gerosa, presidente Fratelli d’Italia Trentino e il consigliere provinciale Daniele Biada hanno invece voluto rimarcare come il “Governo guidato da Giorgia Meloni stia affrontando il tema migratorio con serietà, equilibrio e senso di responsabilità, ma sempre e solo nel rispetto delle regole del corretto vivere civile e della legittimità di ogni azione. Le politiche messe in campo mirano a coniugare umanità e legalità, contrastando l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani, e al contempo garantendo accoglienza a chi ha diritto di protezione”.
I due rappresentanti del partito di Meloni ritengono poi “fondamentale” il ruolo dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), “strumenti – spiega - necessari per assicurare l’effettività delle procedure di espulsione nei confronti di chi non ha titolo per rimanere sul territorio nazionale. Si tratta di strutture che, gestite nel pieno rispetto delle norme e dei diritti della persona, contribuiscono a rendere il sistema più credibile ed efficiente, attuando il principio secondo cui in Italia si entra solo legalmente”.
LA SOLIDARIETA' AL VESCOVO
“Sono preoccupanti gli attacchi rivolti nelle ultime ore al vescovo Lauro Tisi, a cui esprimo tutta la mia solidarietà. Si può essere d’accordo o meno con i concetti espressi durante la sua ultima omelia. Quello che non è ammissibile è arrogarsi il compito di stabilire quale sia il compito della Chiesa, quale sia perimetro degli argomenti consentiti, quale sia la sua missione” sono le parole arrivate dal sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che ha espresso solidarietà al vescovo Tisi.
“La laicità dello Stato – ha proseguito Ianeselli - principio che risale al Concordato di un secolo fa, ha come contraltare la libertà della Chiesa. E come conseguenza il rispetto tra istituzioni che, pur nella diversità dei punti di vista, non deve mai mancare”. “Ma non c’è rispetto nelle parole di chi oggi ha accusato di leggerezza il vescovo – spiega - e lo ha censurato con argomentazioni che non esito a definire intimidatorie. La storia è affollata di esponenti politici che provano a zittire la voce moralmente scomoda di un’autorità religiosa. Da laico, mi meraviglio che queste ingerenze si verifichino in Trentino, che ha sempre cercato di essere il territorio del dialogo inquieto e del confronto plurale, non certo del pensiero unico”.
Ad esprimere solidarietà in queste ore al vescovo Lauro Tisi è anche il presidente delle Acli Trentine, Walter Nicoletti. “La difesa della dignità della persona e di chiunque, indipendentemente dal Paese di origine, dallo stato sociale in cui si trova, dalla lingua che parla e dalla religione che pratica, è compito precipuo di ogni cristiano e di ogni sincero democratico” viene spiegato.
“Come sottolineato da altri rappresentanti delle forze economiche e produttive – continuano le Acli - il Trentino si trova nella necessità di promuovere politiche di integrazione per assicurare stabilità e competitività al proprio tessuto produttivo. Venir meno a queste prerogative significherebbe rinunciare al compito di disegnare il futuro delle nostre comunità che hanno bisogno di dialogo, collaborazione e condivisione”.
Interpretando l’autentico spirito del Vangelo, le Acli ribadiscono pertanto la necessità che “la comunità trentina e le istituzioni perseguono un’azione di inclusione, crescita civile e professionale, educazione civica e rispetto delle regole per costruire un futuro d’integrazione e sviluppo all’insegna dell’emancipazione sociale, della promozione umana e della responsabilità”.
“ABBIAMO SCRITTO CHE UNA COSA E' PREDICARE, ALTRA E' GOVERNARE. E LO CONFERMO”
A seguito delle polemiche nate dopo l'uscita dei tre consiglieri di centrodestra, Walter Kaswalder, Luca Guglielmi e Claudio Cia è proprio quest'ultimo che nelle scorse ore ha sentito la necessità di intervenire nuovamente per cercare in qualche modo di spiegare ulteriormente il proprio pensiero.
“Ieri si è scatenato un piccolo teatro politico costruito, più che sui fatti, su una lettura volutamente distorta delle nostre parole” ha scritto sui social il consigliere provinciale Cia citando nuovamente le dichiarazioni del vescovo Tisi definendole “parole pubbliche, forti, che entrano pienamente in un tema politico e istituzionale”.
“Insieme ai colleghi Walter Kaswalder e Luca Guglielmi – spiega ancora - abbiamo espresso un giudizio altrettanto limpido: su questioni così complesse non basta una lettura emotiva; servono equilibrio, realtà, legalità, responsabilità istituzionale. Abbiamo scritto che una cosa è predicare, altra cosa è governare. E lo confermo”.
Cia punta il dito contro i titoli sul “vescovo sotto attacco”, accuse di lesa maestà e richiama anche le dichiarazioni del sindaco di Trento che parla di “toni intimidatori”.
“Intimidatori? Dove, esattamente? Nel ricordare che i Cpr sono strumenti previsti dall’ordinamento? Nel dire che umanità e legalità devono stare insieme? Nel rifiutare l’idea che chiedere regole significhi essere moralmente inferiori? E, puntuale, si è mosso compatto anche il centrosinistra. Pd, Campobase e sindaco di Trento non hanno davvero risposto al merito delle nostre parole” afferma Claudio Cia.
Per il consigliere il centrosinistra e il sindaco “Non hanno spiegato perché sarebbe sbagliato ricordare che i Cpr sono previsti dalla legge. Non hanno spiegato perché sarebbe fuori luogo sostenere che immigrazione, sicurezza, integrazione e legalità vadano tenute insieme. Non hanno spiegato perché, su un tema come l’immigrazione irregolare, non basti una rappresentazione sentimentale. Hanno scelto una strada più comoda: spostare il dibattito. Non confrontarsi su ciò che il vescovo ha detto e su ciò che noi abbiamo risposto, ma costruire la narrazione del 'vescovo attaccato', così da delegittimare chiunque osi dissentire”.
Secondo Claudio Cia, invece, “nessuno ha negato al vescovo il diritto di parlare”. “Il nostro comunicato non conteneva insulti, minacce o censure. Conteneva un dissenso politico, argomentato e legittimo. Trasformarlo in un 'attacco al vescovo' o addirittura in un gesto 'intimidatorio' è una forzatura utile solo a evitare il confronto sul merito”.












