Scuola, dalle cattedre alle segreterie vacanti, Gerosa risponde ai sindacati: “Dare così i numeri crea allarmismo, tutto il sistema è al lavoro per iniziare al meglio"
A pochi giorni dall'inizio delle scuole sono molte le incertezze sul fronte organizzativo, dalle centinaia di cattedre vacanti ai ruoli nelle segreterie scoperti, fino alla carenza dei docenti di sostegno: l'assessora provinciale all'istruzione Francesca Gerosa, intervistata da il Dolomiti, fa il punto della situazione e risponde alle principali criticità sollevate nei giorni scorsi dalla Cisl Scuola

TRENTO. Anno nuovo e vecchi problemi, verrebbe da dire. A pochi giorni dall'inizio della scuola in Trentino, prevista per il 10 settembre, a lanciare un campanello d'allarme su molti "temi caldi" riguardanti il mondo dell'istruzione in provincia era stata la segretaria generale della Cisl Scuola Monica Bolognani (QUI ARTICOLO). E a "tener banco" sono questioni già note: dalle centinaia di cattedre vacanti e appese alla chiamata unica (circa 800) alla carenza di insegnanti di sostegno (ne mancano 250) – che apre anche a quello dell'inclusione degli studenti Bes – e di docenti stabilizzati nelle materie scientifiche. Ma anche le difficoltà di dover coprire più di 200 ruoli nelle segreterie, spesso con dipendenti precari, e le richieste del sindacato di prevedere sia un concorso per gli assistenti educatori ma anche una Card Docenti per potenziare l'accesso alla formazione. Infine, ultime ma non per importanza, le richieste di scendere ad un massimo di 20 studenti per classe e, riguardo al tema del disagio giovanile, di regolamentare la figura del Faber (docente Facilitatore del Benessere Emotivo e Relazionale) attraverso il contratto.
A partire da questi "campanelli d'allarme" fatti suonare dalla Cisl Scuola, l'assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa - impegnata inoltre nella giornata di ieri nell'inaugurazione del nuovo anno scolastico delle scuole dell’infanzia provinciali ed equiparate - fa il punto della situazione, cercando di dare una risposta alle principali criticità emerse. "Credo che dare così i numeri crei ogni anno allarmismo nelle famiglie – queste le sue parole in prima battuta a il Dolomiti – e tutto il sistema è al lavoro affinché l’anno scolastico inizi al meglio".
Assessora Gerosa, partiamo dall'alto numero di cattedre ancora da assegnare: una delle richieste, definita "inascoltata", è quella di riuscire ad anticipare la presa in servizio dei precari, è una strada percorribile?
Quest’anno abbiamo rilevato il numero più alto di pensionamenti nel triennio, che sicuramente ha inciso. Ricordo che abbiamo già approvato una programmazione triennale dei concorsi di stabilizzazione per la secondaria di primo e di secondo grado, abbiamo anticipato di un anno i concorsi di stabilizzazione per la primaria su posto comune, lingue e sostegno, e affiancheremo con concorsi ordinari sulle classi di concorso più critiche. Un lavoro di reclutamento molto importante e impegnativo avviato con questa legislatura. Anticipare la presa in servizio dei precari non è proposta inascoltata, fin da quando mi è stata fatta ho avviato diversi approfondimenti, sia organizzativi e gestionali, che economici. Anticiparla comporterebbe anche anticipare tutto il lavoro delle scuole che dovrebbero essere operative già nel mese di agosto. Non ho preclusioni ideologiche, non ho mai chiuso la porta a questa possibilità, ma va pensata molto bene.
È stata poi sottolineata la "cronica mancanza di insegnanti di sostegno", ma anche di docenti stabilizzati nelle materie scientifiche e tecnologiche.
Nessuno ha la bacchetta magica, e pensare che potessi risolvere io un problema decisamente annoso peraltro in così poco tempo è un po' azzardato. Abbiamo implementato il numero di Assistenti Educatori e per rispondere alle crescenti necessità abbiamo modificato quest'anno i criteri per definire i posti sul sostegno, cosa questa che ha portato inevitabilmente a un maggiore fabbisogno, che copriremo con i prossimi concorsi. Da qualche parte dovevamo iniziare, stiamo lavorando, nella consapevolezza che le necessità dei ragazzi con bisogni educativi speciali sono tutte diverse tra di loro, e hanno bisogno di risposte e prese in carico diverse. Sto analizzando anche i dati relativi ai trasferimenti da posto di sostegno a posto comune per avere un quadro ancora più completo. Va detto infatti che non “in assoluto” mancano docenti specializzati nel nostro sistema, semplicemente molti di loro non occupano i posti di sostegno. Ho chiesto anche in questo caso di fare un'analisi, per ragionare a 360° sul modello organizzativo a supporto dell’inclusione, numeri alla mano, consapevoli proprio che il reclutamento non sarà mai esaustivo come risposta a tutte le necessità.
Raccogliendo l'assist sugli studenti Bes, la richiesta è quella di definire maggiormente, all’interno del contratto, i docenti dedicati e di attivare inoltre un'interlocuzione con l'Università di Trento nell'ottica di un percorso di specializzazione sul sostegno all'infanzia.
I sindacati hanno già indirizzato questa richiesta ad Apran, e li si attiverà il confronto. Non credo peraltro che sia solo e tanto una questione di ridefinire la figura professionale, così tout court, quanto più importante è invece affrontare la riflessione su un modello di assistenza, che deve vedere valorizzate tutte le figure a supporto, in un sistema sinergico che si mette al sostegno di alunni e studenti con bisogni educativi speciali. Le interlocuzioni con l'Università di Trento sono attive su tanti fronti.
Dalle aule alle segreterie: il timore è che si vada incontro ad una serie di difficoltà in quanto la maggior parte del personale sarà precario, con i sindacati che rimarcano l'importanza, pensando ai concorsi, di valorizzare l'esperienza maturata con continuità. Sarà questa la linea?
Intanto fino al prossimo anno abbiamo previsto, con un intervento normativo, la possibilità di conferma del personale delle segreterie per tre annualità, proprio per garantire continuità alle scuole. Al contempo abbiamo avviato un percorso di semplificazione proprio per alleggerire le segreterie e rendere il lavoro più agevole. È poi previsto in norma che a concorsi riservati, ovvero di stabilizzazione, si affianchino concorsi pubblici, e così faremo, così come abbiamo fatto nella programmazione concorsuale triennale già approvata in giunta. Ed in questa logica il prossimo anno ci sarà il concorso pubblico per i coadiutori amministrativi e quello riservato per gli assistenti amministrativi.
Sempre in tema concorsi, viene richiesto che ne sia previsto anche uno per gli assistenti educatori.
Il concorso pubblico si è svolto due anni fa, ma abbiamo ancora una graduatoria da esaurire. Il tema è comunque già alla mia attenzione, dato che per quest’anno abbiamo implementato il numero di assunzioni di assistenti educatori.
Passiamo al tema della formazione docenti, oggi gestita soprattutto da Iprase: Cisl chiede di istituire la Card Docenti per potenziarne l'accessibilità. È un'aspetto che state prendendo in considerazione?
In merito alla card docenti, che ricordo non viene utilizzata solo per corsi di formazione, e che come ormai noto a tutti che non è un obbligo istituirla, ci sono aspetti positivi ma anche negativi. In tema formazione, oltre ad aver già avviato un confronto con Iprase e il Dipartimento, sto comunque svolgendo importanti approfondimenti per una riflessione ad ampio raggio, tenendo conto in particolare che le ore di formazione obbligatoria previste in contratto sono dieci.
C'è poi l'aspetto delle classi numerose, la proposta dei sindacati quella di scendere ulteriormente ad un massimo 20 alunni. Qual è la sua opinione in merito?
Fin da inizio legislatura mi ero presa l’impegno di analizzare in modo complessivo la situazione di presenze nelle classi, e posso garantire che in Trentino i numeri sono contenuti, salvo qualche raro caso o i casi di classi articolate che però si sdoppiano per gran parte delle ore. Abbiamo già abbassato il precedente limite a 23 studenti per classe nel primo ciclo. Teniamo monitorati i numeri nelle scuole superiori, ma in entrambi i cicli le classi raggiungono di rado il limite previsto, anzi, abbiamo tantissime classi che già non raggiungono i 20 studenti.
Infine, una battuta sul tanto discusso disagio giovanile a scuola: dopo la sperimentazione, è prevedibile la regolamentazione della figura del Faber attraverso il contratto?
Il benessere all’interno delle nostre scuole, sia degli studenti che di tutto il personale, è una delle priorità all’interno delle strategie di legislatura, e in questo stiamo investendo, anche mettendo a terra nuove progettualità. Abbiamo terminato la prima fase di formazione di docenti Fber delle scuole superiori, ai quali consegneremo gli attestati durante Didacta Italia a Riva del Garda in ottobre, partiamo adesso con le medie per poi procedere con le elementari, per poi implementare la figura nelle varie scuole in base a quanto abbiamo stabilito nella delibera di giunta. La formazione è avviata in via sperimentale, per poi introdurre questa figura in legge e quindi in contratto. C’è già stato un confronto con le sigle sindacali e sì, è per ora intrapresa la strada dello scarico di ore, andando incontro ad una richiesta proprio dei docenti neoformati. Ricordo che sin da subito ho chiarito che quando sarà messa a regime la figura, dovrà essere prevista in legge e poi in contratto.














