Voci Negate, un grido contro la violenza sulle donne fatto di parole, musica e danza
Lo spettacolo diretto da Fanini che ebbe grande successo a Rovereto e a Trento approda giovedì 13 novembre al Cristallo di Bolzano prima di andare al Ristori di Verona. La mattina in scena per le scuole superiori e alla sera replica per tutti ad ingresso libero. Il linguaggio dell'arte per una comunicazione innovativa rivolta soprattutto ai giovani. Ma non solo a loro

Appuntamento da non mancare giovedì 13 novembre a Bolzano, al teatro Cristallo dove è in programma una doppia rappresentazione di "Voci negate", spettacolo intenso e "militante" contro la violenza sulle donne, Al mattino in scena per le scuole superiori e alla sera, alle 20.30, per tutti ad ingresso libero. La violenza sulle donne rappresenta sicuramente uno degli aspetti più drammatici e problematici della società in cui viviamo ed è partendo da queste considerazioni che prende forma Voci Negate, un'originale messa in scena che si avvale della regia di Paolo Fanini costruita con un intreccio di recitazione, immagini, coreografie e musiche suonate dal vivo. Lo spettacolo sarò il 16 e 17 novembre al Teatro Ristori di Verona, a testimonianza della qualità della proposta.
I numeri sono impressionanti, e oltre alle sempre più allarmanti statistiche sui femminicidi, ci dicono che una donna su tre, almeno una volta nella vita, è stata vittima di violenza sessuale, fisica e/o psicologica, a casa, a scuola, sul lavoro, per strada, online. La violenza contro le donne, che comprende tutti gli atti di aggressività che provocano morte, sofferenze di natura fisica, psicologica, sessuale, rappresenta a tutti gli effetti, non solo una forma di discriminazione, ma anche un'inaccettabile violazione dei diritti umani.
Oltre a sostenere, rafforzare e continuare a migliorare l'azione dei tanti soggetti che a vario titolo operano per cercare di arginare gli effetti di tali fenomeni, può essere sicuramente importante un'azione sempre più incisiva anche sul piano educativo, in particolare nei confronti dei giovani. Oggi viviamo in un contesto sociale nel quale sia la comunicazione che l'informazione, se non adeguatamente filtrate da un pensiero autonomo e responsabile, possono frequentemente veicolare messaggi spesso contraddittori, superficiali ed ambigui.
Basti pensare all'utilizzo del corpo della donna che accompagna la maggior parte degli annunci commerciali, e all'effetto negativo che può produrre sulle tante persone sprovviste degli strumenti e dei filtri necessari ad attivare una lettura critica di quei messaggi. Per non parlare anche dei sempre presenti ed ancora ampiamente diffusi e radicati retaggi culturali, soprattutto maschili e presenti in modo particolare in diverse aree geografiche, tendenti a far percepire la donna come sorta di oggetto sempre e comunque inferiore all'uomo.
Può risultare quindi importante, in particolare nei confronti dei giovani, sempre sensibili e attenti alle forme di comunicazione più innovative, proporre un'azione educativa sviluppata attraverso l'utilizzo di diverse forme di espressione artistica che costituiscano un'unica ed originale forma di comunicazione, in grado di essere particolarmente incisiva sul piano emotivo e di risultare di conseguenza particolarmente efficace e convincente. Voci negate, ha debuttato a fine novembre 2023, al teatro Zandonai di Rovereto. E' stato poi replicato lo scorso anno all'Auditorium S. Chiara di Trento, in entrambe i casi con una messa in scena aperta a tutti e una riservata soltanto agli studenti di scuole superiori.
Lo spettacolo ha avuto dei riscontri molto positivi, sia per le modalità attraverso le quali viene affrontato un argomento così delicato, sia per il notevole spessore artistico in scena, a partire dall'attrice protagonista Maria Giulia Scarcella, che con la sua recitazione incalzante ed appassionata, riesce a toccare le corde delle emozioni del pubblico. In scena, con l'attrice protagonista, anche 4 straordinari musicisti, tra i quali spicca, per le sue qualità vocali, la cantante Elisa Amistadi. C'è inoltre, in alcuni passaggi dello spettacolo, la presenza di una compagnia di danza costituita da allieve del quinto anno del Liceo Coreutico Bonporti di Trento.
La messa in scena prevede l'utilizzo di un grande schermo in tulle trasparente, dietro al quale sono posizionati i musicisti e che funge da schermo sul quale vengono proiettate delle immagini appositamente girate in ambientazioni e contesti diversi. Lo spettacolo racconta di una coppia e di quanto il vissuto della stessa sia stato contrassegnato dal ripetuto ricorso alla violenza dell'uomo nei confronti della donna. La protagonista femminile rivive i momenti di profonda sofferenza ed il percorso attraverso il quale riesce dopo anni, ad acquisire la consapevolezza necessaria a sottrarsi definitivamente da un rapporto che ha rappresentato una sorta di trappola infernale dalla quale non ha trovato in precedenza, per una molteplicità di motivazioni, la forza di liberarsi. Si racconta di come, sia pur tra innumerevoli difficoltà, si appresta ad affrontare il proprio futuro con determinazione e una nuova consapevolezza. Lo fa ampliando le sue riflessioni anche ad una serie di considerazioni che riguardano più in generale la condizione della donna nella società in cui viviamo. Lo spettacolo, attraverso momenti di narrazione fortemente simbolica, musiche eseguite dal vivo coreografie particolarmente evocative e suggestive immagini, intende rappresentare la condanna di qualsiasi forma di prevaricazione e violenza nei confronti delle donne da parte dell'uomo.
Voci Negate è una produzione di Fondazione Famiglia Materna di Rovereto e viene presentata a Bolzano con il sostegno del Gruppo Autonomie per il Senato, di Regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol e di Sparkasse. Ideazione e regia Paolo Fanini / Testi Maura Pettorruso e Paolo Fanini / Drammaturgia Maura Pettorruso / Con: Maria Giulia Scarcella (in scena e in video), Stefano Detassis, Maria Diletta e Giovanni Biondani (in video). E con i musicisti: Elisa Amistadi, voce / Renza Tavernini, pianoforte e voce / Michele Fanini, chitarre, tastiere, programmazioni e voce / Massimo Cristofolini, basso elettrico / Disegno luci Guido Girardi / Fonico Giacomo Plotegher / Coreografie Simone Zitelli e Sebastian Petris messe in scena da allieve/i del quinto anno del Liceo Coreutico Bonporti di Trento / Produzione Fondazione Famiglia Materna di Rovereto / Progetto realizzato con il sostegno di Gruppo Autonomie per il Senato e di Regione Trentino-Alto Adige/Suedtirol












