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Belluno
11 agosto | 21:41

Dal pane fatto di segatura alla zuppa nella gavette, una App racconta la Prima guerra mondiale sulle Dolomiti in modo ancora più immersivo

Si cammina sui sentieri e nelle gallerie scoprendo di passo in passo tanti contenuti multimediali che arricchiscono l’esperienza. Una App che funziona anche offline, 130 targhe in acciaio, altrettante schede contenenti una narrazione emozionante, basata su testi, registrazioni e immagini. Sul Lagazuoi il fronte viene raccontato ai visitatori in modo originale

Foto del Museo Grande Guerra (Stefano Zardini)
di Redazione

CORTINA D'AMPEZZO. La zuppa nelle gavette e il pane fatto con la segatura, il freddo, i reticolati e i cunicoli dentro la montagna, la durissima vita di trincea, segnata da estenuanti attese. Il racconto della Prima guerra mondiale diventa ancora più immersivo con una nuova App.

 

Siamo sul Lagazuoi, teatro bellico riunito nel Museo all’aperto della Grande Guerra dell’area Cortina Delicious – il più grande, nel suo genere, in Europa. Qui da 25 anni si investe nella memoria, adattando i percorsi di scoperta alle nuove possibilità tecnologiche, in un territorio è disseminato di buche, trincee e gallerie che raccontano la guerra tra l'esercito italiano e austro-ungarico nel biennio 1915-1917. 

 

Oggi questo racconto trova nuove parole, più coinvolgenti, per lasciare traccia nelle coscienze.  Basta scaricare l’App inquadrando uno dei tantissimi Qr Code riportati lungo il percorso, sulle 130 targhe indistruttibili. Un lavoro complesso di realizzazione e posizionamento, delle targhe, effettuato dai volontari alpini AnaAssociazione nazionale alpini sezione Treviso, aderenti al Comitato Cengia Martini Lagazuoi, guidati da Sergio Furlanetto.  

 

L’applicazione rimane accessibile anche se ci si trova offline, ad esempio nelle gallerie, dove il segnale di rete è assente. Si sale a bordo della funivia per raggiungere Lagazuoi Expo Dolomiti, punto di partenza di questo viaggio. Le targhe contrassegnano tutti i luoghi significativi, posizionate sui due sentieri – quello che segue la linea del fronte e quello dei Kaiserjaeger – e nelle gallerie scavate nella montagna più di un secolo fa per ripararsi dall’inverno, estese su più di un chilometro, con 600 metri di dislivello. 

 

Ogni punto significativo dell’itinerario è associato a un codice: digitandolo sullo smartphone si apre una scheda ricca di contenuti: testi, immagini, e registrazioni audio e video che illuminano, sintetizzandoli, aspetti meno noti della guerra e offrono uno spaccato vivo e impressionante del tema trattato. 

 

Camminando a passo lento ci si mette in ascolto, scoprendo cosa ha significato questa guerra per una generazione di giovani. Si alternano capitoli legati ai luoghi – la prima linea, le trincee di cresta, i reticolati italiani, le gallerie di mina, le cengie, le baracche degli ufficiali e gli alloggi dei soldati, le postazioni di vedetta, i magazzini – e alla vita quotidiana, che permettono di apprendere come si viveva al fronte, combattendo, oltre al nemico, anche il freddo, la fatica, la fame e la paura. L’escursione tra le trincee e le gallerie diventa un’esperienza ancora più avvincente, trasformata in una narrazione che rende immediatamente comprensibile un capitolo della storia. 

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