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Trento
22 luglio | 19:39

Il Muse festeggia 10 anni di attività: 4.660.000 i visitatori arrivati a Trento. Lanzinger: “Qui c'è sempre qualcosa di nuovo da fare e imparare”

Il Muse in 10 anni è riuscito a diventare un punto di riferimento per le persone di tutte le età e le provenienze: fra le sale del museo sono custodite 336 collezioni, ben 5.067.500 i singoli reperti che le compongono

Il Muse festeggia 10 anni di attività: 4.660.000 i visitatori arrivati a Trento
di Martina Grandis

TRENTO. È grande la festa per i dieci anni del Muse, orgoglio della città di Trento nonché uno dei più importanti musei di scienze naturali d’Italia. Il compleanno però, oltre che per celebrare i grandi risultati, è anche l’occasione di tracciare un bilancio e pensare a nuove proposte per il futuro. Il Muse in 10 anni è infatti riuscito a diventare un punto di riferimento per le persone di tutte le età e le provenienze, in molti casi tornate più volte a visitare i suoi spazi perché "al Muse, c'è sempre qualcosa di nuovo da fare e imparare", ricorda il direttore Michele Lanzinger.

 

I numeri sono importanti, anzi “spettacolari – dice Lanzinger – non solo in una prospettiva turistica ma anche culturale”. Ogni anno sono state proposte più di 200 attività educative, mentre fra le sale del museo sono custodite 336 collezioni, ben 5.067.500 i singoli reperti che le compongono. Dal canto loro i ricercatori hanno prodotto 858 pubblicazioni scientifiche. Sono state invece 135 mostre temporanee allestite. Ottimi i numeri dei visitatori: 4.660.000 in dieci anni, il 71% provenienti da fuori provincia mentre il 20% è legato alle presenze scolastiche. Circa 900.000 le persone che hanno partecipato alle attività educative.

 

Cosi Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento: “È giusto festeggiare ed essere orgogliosi. Il Muse ha rappresentato e rappresenta un passaggio fondamentale per la nostra città”. E ancora, Mirko Bisesti assessore dell’istruzione della Provincia: “Speriamo di rivederci tra altri 10 anni per parlare di cosa, in questi anni, abbiamo costruito puntando a fare sempre di più per migliorare sia l’aspetto dell’accoglienza, dei servizi, della qualità che i progetti da offrire ai visitatori”.

 

E quando Lanzinger ricorda che il capoluogo un museo così se lo meritava, l’assessora al Comune di Trento, Elisabetta Bozzarelli aggiunge: “Il Muse per la città di Trento ha segnato una sorta di prima e un dopo. La città ha fatto un grande salto di qualità, si è ritagliata uno spazio prestigioso e autorevole. Il nostro compito sarà portare avanti negli anni futuri, con responsabilità, questo primo traguardo raggiunto”.

 

Il margine di miglioramento, come in tutte le cose c’è sempre, e il Muse nonostante sia fiero e orgoglioso dei propri risultati, vuole migliorare guardando a un pubblico più internazionale. I dati parlano chiaro: ogni anno al Muse arrivano oltre 400mila visitatori, di questi il 17% proviene dalla provincia di Trento, il 31% dal Veneto, il 23% dalla Lombardia e soltanto l’8% dall’estero. “Se il numero dei visitatori provenienti dell’estero aumentasse – afferma il presidente del Muse Stefano Zecchi – di conseguenza anche a livello economico si avrebbe una crescita esponenziale e questo favorirebbe l’economia del museo”.

 

In particolare, tra i progetti in cantiere c'è quello di sviluppare ancor più percorsi e azioni sul tema dell'accessibilità e dell'inclusione. Progetti rivolti alle persone con disabilità o più fragili, con un’attenzione particolare anche alle povertà educative e alle persone con un background culturale differente. "È quello che oggi passa sotto il nome di welfare culturale - spiega il direttore Lanzinger - un nuovo modello integrato di promozione del benessere e della salute degli individui e delle comunità, attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale. È uno dei compiti importanti per un museo, oggi. Su questo stiamo investendo molto".

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