Il nuovo direttore degli ospedali di Arco e Tione, Ziglio: ''L'obiettivo è valorizzare le vocazioni delle singole strutture e integrarle concretamente con il territorio''
Il trentino rientra in provincia dopo molti anni in Emilia Romagna, prima alla guida del Ramazzini di Carpi e poi all'Irccs di Bologna. Il direttore medico Andrea Ziglio pronto a prendere le redini degli ospedali di Arco e Tione: "E’ una grande emozione poter lavorare per la mia comunità"

TRENTO. "L'obiettivo è quello di consolidare il modello a rete degli ospedali trentini, valorizzare le vocazioni delle singole strutture e integrarle concretamente con il territorio". A dirlo Andrea Ziglio, il direttore di 37 anni è pronto a prendere le redini dei poli di Arco e di Tione dal prossimo 1 marzo, recentemente nominato da Antonio Ferro, direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari (Qui articolo). "Si può lavorare bene e sviluppare modelli organizzativi innovativi garantire anche la prossimità delle cure e la continuità della presa in carico".
Il medico trentino rientra in provincia dopo un lungo periodo in Emilia Romagna. Laureato con lode in medicina e chirurgia all'Università di Verona e specializzato in igiene e medicina preventiva, Ziglio ha poi perfezionato la formazione all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e alla Graduate School of Management del Politecnico di Milano per indirizzare poi il proprio orientamento professionale prevalentemente alla direzione medica di presidio ospedaliero.
In Trentino ha prestato servizio alla direzione medica dell'ospedale di Rovereto, prima di iniziare a fine 2017 il percorso in Emilia Romagna. Dipendente dell’Azienda Usl di Modena, Ziglio, dopo un breve periodo in staff alla direzione aziendale, a novembre 2018 è stato nominato alla guida dell’ospedale Ramazzini di Carpi, paragonabile per numero di posti letto a quello della città della Quercia.
Nell'esperienza modenese il trentino ha affrontato e gestito l'emergenza della pandemia Covid. "E’ stato un periodo molto impegnativo - evidenzia Ziglio - umanamente e professionalmente, che siamo riusciti a superare solo grazie allo spirito di servizio di tutto il personale sanitario e di supporto. Questa esperienza, nella sua tragicità, ci ha insegnato quanto sia importante il lavoro di squadra per superare anche i momenti più difficili".
Nonostante la pandemia, durante la sua direzione l'ospedale di Carpi è riuscito a raggiungere diversi riconoscimenti, in particolare nel campo dell’endocrinologia e dell'endoscopia digestiva. Il nosocomio è stato infatti riconosciuto tra i centri di riferimento nazionali per la termoablazione laser dei noduli tiroidei benigni. E' stato anche protagonista delle pagine della prestigiosa rivista "Endoscopy" per aver dimostrato per la prima volta in Europa la sicurezza della sedazione profonda utilizzata dalla struttura per le indagini endoscopiche.
Da Carpi a Bologna, un ulteriore salto con il trasferimento in un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) incardinato nell’Azienda sanitaria locale della città felsinea. “E’ una struttura inserita nella rete degli ospedali di eccellenza - spiega - che ha da una parte finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico e in quello dell'organizzazione e gestione dei servizi sanitari, dall’altra finalità di assistenza attraverso l’erogazione di prestazioni di ricovero e cura di altissima specializzazione. Il tutto sotto la stretta supervisione del Ministero della Salute. Ci tengo a ringraziare per questa opportunità il direttore generale dell’Ausl di Bologna, Paolo Bordon, che ha creduto e investito su di me".
Ora il ritorno in Trentino per dirigere gli ospedali di Arco e di Tione. "E’ una grande emozione poter tornare a lavorare nella terra dove sono cresciuto e mettermi a servizio della mia comunità. Gli ospedali di Arco e Tione sono strutture che hanno una dimensione ideale - prosegue Ziglio – per poter lavorare bene in piena integrazione con i servizi territoriali. La sfida sarà anche permettere alle due strutture di esprimere al meglio la propria vocazione e caratterizzazione, anche in un’ottica di rete ospedaliera dove ogni struttura è sussidiaria e complementare rispetto alle altre. Sono convinto che si potranno sviluppare anche modelli organizzativi innovativi".
Recentemente annunciato e ufficializzato dall'Apss, il mandato inizia mercoledì 1 marzo e il trentino è pronto a raccogliere la sfida. "Il Sistema sanitario nazionale sta attraversando un momento difficile, caratterizzato dalla difficoltà a reclutare i professionisti sanitari. L'Azienda sta mettendo in campo diverse iniziative per valorizzare e reclutare professionisti, ma sono consapevole che non sarà facile".
In questo contesto sono molti e complessi i temi da affrontare. "E' mia intenzione, appena preso servizio, confrontarmi con la direzione aziendale e con i professionisti delle due strutture. Oltre al consolidamento delle attività già presenti nelle due strutture, penso per esempio alla riorganizzazione della psichiatria provinciale, caratterizzata da un modello innovativo di dipartimento transmurale a cavallo tra ospedale e territorio, che è stata recentemente presentata dall’Apss e che riguarderà anche Arco. Penso poi alla progettualità sul nucleo di cure intermedie a Tione. Ritengo però che una delle maggiori sfide che dovremo affrontare sia riuscire a organizzare gli ospedali e i servizi territoriali in modo tale da creare un approccio integrato dal punto di vista professionale e organizzativo, creando dei percorsi che mettano al centro i bisogni dei pazienti. Su questo aspetto intendo lavorare insieme al direttore del distretto", conclude Ziglio.














