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| 28 ott 2023 | 16:41

Interrare la ferrovia a Spini? La Provincia con il commissario straordinario boccia l'ipotesi: "A essere ottimisti servirebbe un anno solo per la progettazione"

Il commissario straordinario alla viabilità, Cesarini Sforza, sull'ipotesi di interramento della ferrovia a Spini: "Se da un punto di vista paesaggistico l’interramento della ferrovia costituisce senz’altro un elemento positivo di valore significativo, dall’altro evidenzia diverse criticità"

Interrare la ferrovia a Spini?
di Redazione

TRENTO. L'interramento della ferrovia a Spini di Gardolo? Un'ipotesi bocciata. Questa la posizione della Provincia di Trento. A dare semaforo rosso alla soluzione alternativa è il commissario straordinario alla viabilità. Le motivazioni? I costi, un sostanziale raddoppio della spesa, e i tempi di realizzazione che diventerebbero più lunghi.

 

"L'interramento della ferrovia a Spini di Gardolo è molto costoso e con un iter di realizzazione molto più lungo rispetto al sottopassaggio stradale”. Il sottopassaggio stradale in via Spini e ciclopedonale di via Palazzine, spiega piazza Dante, è nato per facilitare l’accesso alla zona industriale e residenziale, ma soprattutto permettere di rimuovere il passaggio a livello della Trento-Malè, generatore di code e ingorghi.

 

A seguito delle novità introdotte dal progetto Nordus, che prevede tra l’altro il potenziamento della linea ferroviaria tra il capoluogo e Lavis con il raddoppio dei binari, nei giorni scorsi si è ipotizzato di interrare la ferrovia al posto della strada. Ipotesi scartata dal commissario Cesarini Sforza.

 

Le criticità evidenziate al progetto alternativo proposto sono numerose e vanno dalla necessità di costruire una stazione interrata all’interferenza con il futuro deposito di Trentino Trasporti: “Se da un punto di vista paesaggistico l’interramento della ferrovia costituisce senz’altro un elemento positivo di valore significativo – chiarisce il commissario Gianfranco Cesarini Sforza – dall’altro evidenzia diverse criticità. Innanzitutto il progetto elaborato non affronta il problema del passaggio a livello di via Palazzine per il quale si può mantenere il progetto attuale oppure anticipare l’interramento della ferrovia di altri 270 metri, ma a quel punto ci sarebbe da valutare l’interferenza con il binario in direzione del futuro deposito di Trentino Trasporti".

 

Inoltre ci sarebbe la necessità di abbassare la fermata di Spini attualmente in superficie, "al livello dei binari - prosegue il commissario straordinario alla viabilità - con tutte le problematiche che ne derivano (luogo confinato, vie di fuga, illuminazione, ventilazione, servizi all’utenza e accessibilità per disabili), di predisporre un percorso alternativo per i sottoservizi che la linea interrata andrebbe a intercettare, e di affrontare il problema dell’interferenza con la falda presente per una lunghezza e profondità maggiori rispetto al progetto provinciale".

 

Si aggiungono anche problematiche riguardo gli aspetti normativi, la proposta non è prevista nel Pums, così come nel Prg di Trento, ambientali e di circolazione di accesso alla zona industriale, ma soprattutto lieviterebbero tempo e costi. 

 

"Il solo tempo di progettazione può essere stimato in un anno nella previsione più ottimistica e la linea Trento Malè rimarrebbe interrotta ben oltre l’anno e mezzo previsto dalla pianificazione comunale. A livello di costi servirebbero almeno 2 milioni di euro per la progettazione, più altri 56 per la realizzazione del sottopassaggio ferroviario, più del doppio del sottopassaggio stradale che è di circa 25,5 milioni di euro", conclude Cesarini Sforza.

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