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| 17 set 2023 | 15:38

L'Italvolley si arrende alla Polonia e non riesce il bis europeo. Il percorso costruito con il raduno in Trentino: "La nazionale lavora da 16 anni qui"

Le nazionali di volley maschile e femminile ormai da anni preparano i maggiori appuntamenti internazionali in val di Fiemme: "Per il perfetto funzionamento di questi ritiri è fondamentale il supporto dell’intero tessuto sociale e sportivo del territorio"

Foto di Gaia Panozzo
di Redazione

CAVALESE. La corsa dell'Italvolley maschile si è scontrata contro la Polonia in finale. Un 3-0 secco che però nulla toglie al cammino quasi perfetto compiuto dalla formazione guidata da Fefè De Giorgi negli Europei. Gli azzurri non si confermano campioni d'Europa ma chiudono sul podio per la terza consecutiva dopo le vittorie nella rassegna continentale e ai Mondiali.

 

Per l’Italvolley si tratta dell’ennesimo risultato da ricordare, una medaglia che ha radici in Trentino, da anni ormai la casa del volley azzurro. Da diversi quadrienni olimpici, infatti, le nazionali italiane di pallavolo lavorano per lunghi periodi a Cavalese, in val di Fiemme, sfruttando il palazzetto Árpád Weisz dell’Istituto d’istruzione La Rosa Bianca-Weisse Rose come quartier generale per gli allenamenti tecnici e la logistica dell’intera valle per curare al meglio tutti i diversi dettagli della preparazione per ogni grande appuntamento.

 

"Ci è sfuggito l’oro - commenta Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing - ma da italiani e da trentini non possiamo che fare i complimenti alla nostra nazionale di pallavolo, che dal 2021 continua a stupirci e a regalarci grandi emozioni. La soddisfazione è ancora più grande, perché sentiamo questi successi un po’ nostri, dato che tre dei giocatori di questo gruppo arrivano da un club di casa nostra, mentre altri due vi sono nati e cresciuti. Soprattutto li sentiamo nostri perché per arrivare al top nei grandi appuntamenti la nazionale italiana lavora in Val di Fiemme da ben 16 anni, preparando 4 quadrienni olimpici. La presenza dell’Italvolley rappresenta un’autentica risorsa per il territorio, arricchita dalla possibilità che offrono a tutti di conoscere da vicino l’entusiasmo e la professionalità di atleti di assoluto valore. In questi anni i risultati raccolti dal commissario tecnico De Giorgi e dai suoi ragazzi sono stati clamorosi e la Val di Fiemme non può che dirsi orgogliosa per avervi potuto contribuire".

 

Il legame che connette le nazionali azzurre, incluso naturalmente il team femminile, quarto classificato agli Europei appena conclusi, con la valle è andato via via rafforzandosi, trasformando i vari Lavia, Michieletto, Giannelli e compagni autentici “cittadini” del territorio, un affetto che si è manifestato con la folta presenza di pubblico negli appuntamenti “open”, che hanno caratterizzato il percorso di preparazione, nello specifico il Dhl Test Match Tournament, che a fine maggio ha contrapposto Italia, Olanda e Bulgaria, e gli allenamenti a porte aperte di agosto che hanno registrato il tutto esaurito.

 

In tanti anni di allenamento in Val di Fiemme i campioni della pallavolo azzurra hanno potuto sperimentare le numerose opportunità offerte dal territorio, arricchendo preparazione e spirito di gruppo con attività collaterali come il trekking, la mountain bike, il rafting o, in questa estate, il curling, sperimentato il 10 agosto scorso con un evento che al PalaCurling di Cembra ha coinvolto anche la nazionale azzurra della disciplina del ghiaccio in una giornata che ha fatto convergere il percorso verso i rispettivi appuntamenti olimpici dei due team, Parigi 2024 per Fefè De Giorgi e i suoi uomini, Milano-Cortina 2026 per il campione olimpico Amos Mosaner e compagni.

 

"Il lavoro di squadra è particolarmente sentito dall'intera comunità. Per il perfetto funzionamento di questi ritiri è fondamentale il supporto dell’intero tessuto sociale e sportivo della valle, con le diverse società del territorio pronte a mettersi a disposizione per garantire agli azzurri la miglior logistica possibile, nella consapevolezza che la collaborazione sia una risorsa per tutti", conclude Paolo Gilmozzi, presidente dell'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra.

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