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| 02 gen 2023 | 21:14

''Un evento per i bambini malati di rene'', ritorna dopo 2 anni il concerto di beneficienza dell'epifania del Coro Lago Rosso di Tuenno

Quest'anno il concerto del Coro Lago Rosso di Tuenno è dedicato all'associazione "Il sogno di Stefano", realtà di Padova che si occupa dei bambini malati di rene

Un evento per i bambini malati di rene'', ritorna dopo 2 anni il concerto di beneficienza dell'epifania del Coro Lago
di Redazione

CLES. Ritorna dopo due anni il concerto di beneficenza dell’Epifania del Coro Lago Rosso di Tuenno. Quest'anno l'iniziativa è dedicata all'associazione "Il sogno di Stefano", realtà di Padova che si occupa dei bambini malati di rene. L'appuntamento alla Chiesa dei Frati di Cles alle 20.30 di giovedì 5 gennaio. La partecipazione è libera e gratuita.

 

L’Associazione è da molti anni punto di riferimento nazionale per i bambini con malattie renali e urologiche e con necessità di trattamento dialitico. Da più di 30 anni è attivo un programma di trapianto renale pediatrico, primo in Italia per numero di trapianti (oltre 500 a oggi) in pazienti ad alto rischio, provenienti non solo dal Triveneto, ma da tutte le regioni italiane.

 

Dopo aver combattuto con forza e coraggio per molti anni una grave patologia renale, Stefano ha lasciato, ai familiari e a tutti coloro che lo hanno curato e amato, la speranza che i bambini e ragazzi affetti da gravi malattie possano essere più fortunati traendo beneficio da nuove forme di diagnosi e terapia: questa speranza viene ora raccolta da questa associazione. L'obiettivo è quello di aiutare i tanti bambini malati di rene ad avere una vita normale, sostenendo bisogni logistici e psicologici dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.

 

E il Coro Lago Rosso, diretto dalla maestra Enrica Pedron, dedica il tradizionale concerto di beneficienza dell'Epifania a questa associazione. Oggi il coro presenta un organico di circa 30 coristi di varie età, con un'importante presenza di giovani che ha permesso a questa associazione di rilanciare la propria decennale tradizione canora grazie ai "ricambi generazionali" che, sempre meno frequentemente, possono vantare i cori popolari.

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