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A 50 anni lasciano il lavoro per girare il mondo in camper con i loro cani, storia di Barbara e Cristian: "Sacchi alla mano, ripuliamo tutti i luoghi che visitiamo"

Sono usciti dal loro "porto sicuro" lasciando il lavoro e salendo a bordo del loro camper con Buddy e Bottone alla volta di un viaggio che li sta portando ad attraversare l'Europa (e non solo) cercando di lasciare ogni posto "in condizioni migliori rispetto a come lo abbiamo trovato, portando via la spazzatura abbandonata: così il nostro viaggiare ha acquisito un nobile fine"

Di Sara De Pascale - 21 febbraio 2024 - 19:30

TRENTO. Una celebre citazione di Mark Twain invita i 'meno temerari' ad uscire dalla propria comfort zone, alla scoperta del mondo: "Tra vent’anni non sarai deluso dalle cose che avrai fatto, ma da quelle che non avrai fatto. Quindi molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele". Un inno alla vita che qualcuno ha fatto proprio al punto da scegliere di lasciare un "ottimo lavoro a tempo indeterminato per inseguire la mia felicità, facendo ciò che da sempre sognavo di fare".

È la storia di Cristian Deflorian e della compagna Barbara Cornetti, che hanno scelto di salire a bordo del proprio camper per vivere un'avventura che sta consentendo loro di collezionare ricordi tanto preziosi quanto incredibili (QUI la loro pagina Instagram): "Tutto è partito dalla volontà di viaggiare ed esplorare il mondo. Una volta partiti, siamo stati contattati dai referenti del progetto "Un sacco pulito", creato da Armando Costantino e Corrado Bonfiglioli - spiegano i due, intervistati da Il Dolomiti -. Così abbiamo deciso di diventare ambassador dell'iniziativa, dando un nuovo 'significato' e fine al nostro viaggiare". 

La società benefit "Un sacco pulito" (che conta 31 ambassador italiani che operano in tutto il mondo) nasce per rispondere con determinazione alla sfida legata alla plastica invasiva, "che minaccia i nostri preziosi ecosistemi naturali". Come? Invitando i singoli a rimboccarsi le maniche, adoperandosi per lasciare i posti visitati "meglio di come li si è trovati". Sacchi della spazzatura alla mano, il progetto spinge quindi ad essere più sensibili alle tematiche ambientali: "Un movimento che punta sulle piccole grandi azioni quotidiane, che messe tutte assieme fanno la differenza".

 

Un obiettivo che ora condivide anche la coppia trentina, che ormai 8 mesi fa partiva con il camper (e in ottima compagnia giacché accanto a loro ci sono i cani Bottone e Buddy ndr) alla volta di un viaggio che sta portando i due ad attraversare l'Europa (e non solo), ora cercando di lasciare ogni posto "in condizioni migliori rispetto a come lo abbiamo trovato, anche se non è sempre semplice". 

 

"Sono stati mesi incredibili - proseguono nel racconto -. Ne abbiamo davvero viste di ogni: dalle iniziative che raccontano la bellezza di fare comunità, come nel caso di un pub in Inghilterra 'salvato' dai locali affinché non venisse demolito e trasformato in condomini agli episodi che hanno fatto male al cuore, come la vista dei tanti cani abbandonati in Albania (in alcuni casi anche trovati senza vita a bordo strada)", riferiscono.

 

Tante le esperienze vissute in 8 densi mesi e tanti anche i rifiuti trovati lungo la strada: "Abbiamo trovato spazzatura anche in posti inaspettati, come in alcune zone remote della Norvegia, dove abbiamo raccolto cocci di vetro e ceramica probabilmente abbandonati dai locali nel corso dei loro spostamenti - rivelano -. Siamo passati poi da zone dove ripulire non è risultato poi così complesso ad altre dove i rifiuti erano moltissimi o addirittura mancavano i bidoni dove gettare la spazzatura raccolta: in diversi Paesi la 'cultura del riciclo' è pressoché assente". 

 

Nel corso del tempo, non è mancato anche qualche curioso 'rinvenimento': "Fra le cose che ci hanno colpito ci sono sicuramente i bidoni per il pane raffermo (FOTO DI SEGUITO) che abbiamo trovato in Turchia. L'idea è quella di evitare gli sprechi. Iniziativa meravigliosa, se non fosse che sono davvero pochissime le persone che li utilizzano". 

Il viaggio di Barbara e Cristian sarebbe dovuto proseguire ancora a lungo, fino a Samarcanda, "ma ci fermeremo prima, perché a giugno dovremo rientrare in Italia per un'operazione (per uno dei due cani) - concludono -. Siamo partiti non senza timori, lasciando tutto per 'vedere' il mondo (e ora anche per dare il proprio contributo a livello ambientale) - sottolinea Deflorian -. Mi hanno dato del pazzo, perché ho lasciato il mio lavoro a tempo indeterminato come direttore vendite Italia del Pastificio Felicetti per viaggiare (Barbara invece è insegnante ed ha chiesto un anno sabbatico ndr), ma per me è più pazzo chi sceglie di non rincorrere la propria felicità. La vita è una e noi a 50 anni abbiamo avuto il coraggio di fare quello che desideravamo fare da tempo: girare il mondo con i nostri Bottone e Buddy ed essere felici". 

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