"Sulle strade in quota? Tocca scendere e spingere", l'avventura di due giovani (attraverso l'Italia) su un'Ape camperizzata: "Momenti di difficoltà, ma grandi emozioni"
Le salite in quota fatte a 8 km/h (dovendo 'scaricare' peso dal mezzo per riuscire a proseguire) fra Alto Adige, valli di Fassa e Fiemme e ancora le pause per non surriscaldare l'Ape, le risate e, soprattutto, la voglia di vedere l'Italia in maniera diversa. È la storia di due giovani, Francesco Furlani (23enne di Verona) e Giulio Ballardini (27enne di Arco) che, partiti da Predoi, stanno attraversando lo Stivale a bordo di un'Ape 700 TM camperizzata: "Vedere quanta gente ci saluta e ci ferma ci fa capire quanto questo veicolo possa essere 'magico'"

BOLZANO. Da Predoi, in Alto Adige, alla Sicilia, a bordo di un'Ape camperizzata per coronare un sogno: quello di fare un viaggio fuori dal comune, facendosi bastare (a livello 'materiale') solo lo stretto necessario, ma con la consapevolezza di poter così collezionare preziosi ricordi.
Protagonisti della curiosa impresa Francesco Furlani e Giulio Ballardini, amici da una manciata di mesi conosciutisi in Norvegia: "Siamo due appassionati viaggiatori - esordiscono i due all'unisono, intervistati da Il Dolomiti -. Mentre Giulio ama i viaggi in bicicletta e quelli 'zaino in spalla', io sono un fan della vita nei mezzi camperizzati: ormai vivo a tutti gli effetti in un van", prosegue Francesco.
Mentre Furlani ha 23 anni ed è originario di Verona, Ballardini, originario di Arco, di anni ne ha 27. Insieme (su idea di Francesco) hanno deciso di partire dall'Alto Adige alla volta della Sicilia (ed in particolare di Catania) a bordo di un mezzo davvero particolare: un'Ape 700 TM, che i due, con l'aiuto del papà e dello zio di Francesco, hanno provveduto a camperizzare, dotandola di tutti i comfort.

C'è la cucina, la caldaia e una 'power station' per ricaricare le batterie, nonché una tenda da tetto (con apertura a libro) che diventa un comodo letto dove trascorrere le notti all'aperto: "Non è stato facile - ammettono - ma ce l'abbiamo fatta. Trovare un mezzo che tenesse abbastanza peso (circa 500-600 chili) non era così semplice, soprattutto perché l'idea era proprio quella di viaggiare in Ape car".
Poco più grande dell'italianissima Ape car Piaggio, l'Ape 700 TM è in grado di sorreggere fino a 7 quintali, diventando così mezzo perfetto per un'avventura come quella desiderata dai due giovani. L'Ape in questione è stata data in particolare a Francesco da un amico: "Era di suo nonno e non veniva più usata da anni - spiega -. Ho dovuto fare un enorme lavoro per sistemarla e cambiare molti pezzi, sostituiti sempre con componenti originali".
Una volta sistemata a livello meccanico, il veicolo è stato dotato di quanto serve per viverci, divenendo una piccola grande casetta su ruote. Il 20 agosto, il 23enne e il 27enne sono finalmente partiti, scegliendo Predoi come punto d'inizio del loro viaggio, in quanto "paese più a nord d'Italia".
La meta, come detto, è la Sicilia, che i due contano di raggiungere attorno al 29 o 30 di agosto. Un viaggio a 50 km/h, lento e che presenta non poche difficoltà, ma che sta facendo collezionare agli amici bellissimi ricordi, momenti che i giovani stanno provvedendo a catturare in fotografie e video: "Siamo seguiti da due ragazzi in auto che stanno facendo delle riprese: a settembre uscirà un piccolo docufilm per raccontare la nostra avventura".

Per ora, Giulio e Francesco hanno attraversato l'Alto Adige, passando per Bressanone e approdando poi a Cortina d'Ampezzo fino a raggiungere Passo Giau, dove hanno trascorso la prima notte. "Per arrivarci abbiamo dovuto scaricare 30 litri di acqua dall'Ape perché faceva troppa fatica - rivelano - ottimizzare il peso è fondamentale per riuscire a viaggiare, soprattutto in quota, con un mezzo del genere".
"Bisogna poi stare attenti a non surriscaldarla ed evitare le buche, altrimenti può finire molto male". Dopo Passo Giau hanno raggiunto Passo San Pellegrino (in Val di Fassa), ma anche questa volta non senza fatica: "Giulio è sceso dall'Ape e l'ha dovuta spingere: ci siamo ritrovati a fare tutta la (lunga) salita fino al Passo viaggiando ad 8 km/h sotto la pioggia e con la seconda (marcia) che non entrava: è stato faticoso ma ci siamo divertiti tantissimo".
Dalle valli di Fassa e Fiemme il viaggio è poi proseguito alla volta di Trento e ancora attraverso la Gardesana: "Abbiamo costeggiato tutto il Garda fino a Valeggio, poi abbiamo raggiunto Parma e il Passo della Cisa e ancora la Val d'Orcia e i Sibillini".
La meta finale? Catania, che i ragazzi dovrebbero raggiungere in mano di una settimana. "Siamo rimasti particolarmente, ma sopratutto felicemente, colpiti da quanto successo sta riscuotendo quota nostra avventura: ovunque andiamo, giovani e anziani ci salutano o ci suonano il clacson, facendoci capire quanto l'Ape sia un mezzo speciale, in grado, in qualche modo, di unire le generazioni. È un'esperienza bellissima: siamo davvero emozionati per come sta andando", concludono entusiasti.












