Conciliazione famiglia-lavoro, all'Apsp "Opera Romani" fino a 50 turni di riposo all'anno
Chi lavora su turni avrà 3 giorni lavorativi e 2 di riposo, con la possibilità di un recupero psico-fisico più efficace e di più tempo per la propria vita familiare e sociale. Il vice segretario generale di Fenalt Roberto Moser: "All’origine dei mali spesso c'è l’incapacità di organizzare le cose: siamo di fronte ad un esempio che potrebbe fare scuola".

NOMI. Un sistema di turni che permette ai dipendenti di usufruire dai 26 ai 50 riposi in più all'anno: è quello messo in pratica in via sperimentale, nell'ambito dell'applicazione del Family Audit, dall'Apsp "Opera Romani" di Nomi e Volano dopo una progettazione condivisa con il proprio personale.
A porre l'attenzione sull'applicazione - definita "una buona notizia dopo anni che nelle case di riposo si sente parlare di Family Audit senza vedere nessun tipo di conciliazione famiglia lavoro" - è il vice segretario generale di generale di Fenalt Roberto Moser che specifica come ad essere coinvolti siano 170 dipendenti.
"Chi lavora su turni avrà 3 giorni lavorativi e 2 di riposo, con la possibilità di un recupero psico-fisico più efficace e di più tempo per la propria vita familiare e sociale – dichiara Moser – e i riposi aggiuntivi di cui il dipendente può fruire vengono recuperati in meno di un’ora in più di lavoro al giorno. Il tutto è in via sperimentale, ma noi crediamo che funzionerà. A dimostrazione che non occorre girare il mondo per cercare modelli organizzativi validi: quelli virtuosi ce li abbiamo anche qui in Trentino, la questione è avere l’umiltà di riconoscerlo e imparare”.
Ad essere specificato è come - con Fenalt che è da sempre molto critica con i problemi che affliggono il sistema delle Apsp trentine "perché spesso l’origine dei mali sta nell’incapacità di organizzare le cose" - oggi sia corretto segnalare un esempio virtuoso che potrebbe fare scuola, e che sindacati di altre province si sono attivati per avere informazioni in merito alla collaborazione con Opera Romani.
“Per la prima volta possiamo dire che il sistema Family Audit, applicato con raziocinio, funziona – conclude Roberto Moser – e quello che chiediamo alle altre Apsp è di implementare sistemi analoghi”.












