“Cooperazione internazionale, la volontà politica della Pat è quella di cancellarla?”. ‘Farete’ alza la voce: “Va modificata la manovra di assestamento di bilancio”
Trento è capitale europea del volontariato, ma da ‘Farete’ (Rete Trentina Organizzazioni di Cooperazione Internazionale) arriva la ferma richiesta alla Provincia Autonoma di Trento di un impegno nel bilancio a sostegno della cooperazione e delle associazioni di volontariato internazionale: "Stiamo parlando di risorse limitate, considerando il generoso bilancio della Autonomia e i sistematici avanzi dello stesso, ma a quanto pare la volontà politica è quella di cancellare una pagina importante dell'Autonomia stessa"

TRENTO. Il Comitato di Coordinamento di Farete - Rete Trentina Organizzazioni di Cooperazione Internazionale ha mandato un appello a tutti i consiglieri e le consigliere della Pat: parole nette e dirette che si rivolgono a una classe dirigente chiamata a “ridare dignità alle esperienze di volontariato internazionale che sono il vanto del nostro territorio in più di 50 paesi del mondo”.
Parole ancora più significative se si pensa che il 2024 è l’anno di Trento Capitale Europea del Volontariato: il presidente Mattarella non più tardi dello scorso febbraio lo ha inaugurato alla presenza di migliaia di operatori volontari e delle tante associazioni che costituiscono in Trentino un patrimonio prezioso e insostituibile.
Tra queste ci sono quelle che si occupano di cooperazione internazionale e 50 di queste fanno parte di Farete.
“È noto che, nel 2019, ad inizio Consigliatura, è stata cancellata la norma che vincolava la Provincia Autonoma di Trento a destinare lo 0,25% del proprio Bilancio alla Cooperazione internazionale”, recita il comunicato di Farete.
L’associazione aveva infatti contestato questo passo indietro e avanzato un insieme di proposte per evitare di perdere un “intero patrimonio sociale”.
“La giunta provinciale – riprende il testo - aveva sostenuto che la cancellazione di un vincolo legislativo non comportava la cancellazione dell’impegno provinciale in materia di solidarietà internazionale e che sarebbero stati definiti nuovi criteri che prevedevano il coinvolgimento di imprese private e il reperimento di nuove risorse. Farete aveva chiesto una gradualità nell'applicazione delle modifiche, un tavolo di concertazione, il sostegno alle associazioni e la disponibilità di risorse che permettessero la continuità dei progetti di cooperazione”.
Ma le cose non sono andate come il comitato di coordinamento aveva sperato: “Quello che è successo è stata la decimazione delle risorse provinciali e il continuo rinvio dell'adozione dei nuovi criteri. È rimasto solo un piccolo fondo per le emergenze, assolutamente inadeguato rispetto ai tanti campi di intervento che hanno mobilitato gruppi e associazioni sparsi in tutto il Trentino. A fine 2022 almeno tre proposte, ritenute meritevoli dal nucleo di valutazione, non sono potute iniziare per mancanza di fondi destinati”.
Con la diretta conseguenza che solo le realtà più grandi, quelle in grado di attingere a fondi europei o nazionali, hanno potuto continuare la loro attività: “Molte associazioni sono state costrette, nella impossibilità di reperire da sole nuove risorse, a ridurre al minimo la loro attività con un impoverimento del volontariato trentino, che trovava nella progettualità resa possibile dalle risorse pubbliche un formidabile collante di coesione sociale, oltre a compromettere pluriennali rapporti di scambio con tante realtà del Sud del mondo in cerca di uno sviluppo equo. Stiamo parlando di risorse limitate, considerando il generoso bilancio della Autonomia e i sistematici avanzi dello stesso, ma a quanto pare la volontà politica è quella di cancellare una pagina importante dell'Autonomia stessa”.
“Il nostro auspicio e le nostre richieste - sottoscritte dalle associazioni - era che questa linea di chiusura venisse ri-considerata, mantenendo la promessa di adottare nuovi criteri a fronte della disponibilità di nuove risorse. Ma senza criteri si dice che “non ha senso stanziare nuove risorse” e “senza risorse non ha senso emanare nuovi criteri”. Il classico gatto che si morde la coda. Ci chiediamo come sia possibile che nell’anno di Trento Capitale Europea del Volontariato si neghi ad un pezzo importante dello stesso di poter continuare il proprio impegno”.
Nella manovra di assestamento della Pat non sono arrivati i segnali auspicati: “Confidavamo che nella manovra di assestamento del bilancio ci fosse l’attenzione e il rispetto per il mondo che rappresentiamo e invece vediamo che rimane, ulteriormente ridotto, un piccolo fondo per l’emergenza e nessuna risorsa ordinaria per la cooperazione, se non riservata alla Provincia come iniziativa diretta, che peraltro pare finalizzata a fini utilitaristici anziché al sostegno delle popolazioni in difficoltà. Chiediamo quindi a tutte le forze politiche e a tutti i Consiglieri e le Consigliere, alla maggioranza come alle minoranze, di modificare la manovra di assestamento del bilancio: prevedendo il ripristino degli stanziamenti necessari per la cooperazione internazionale, l’adozione dei criteri necessari, il sostegno operativo alle associazioni che non hanno professionalità sufficienti per affrontare i nuovi impegni burocratici e per recuperare risorse sostitutive rispetto a quelle provinciali. Chiediamo altresì che sia valorizzato il riconoscimento di Trento Capitale Europea del Volontariato con la previsione di un fondo straordinario per la cooperazione internazionale e di un bando, i cui criteri siano oggetto di concertazione, che sia prioritariamente rivolto alle piccole associazioni, premiando la loro capacità di mettersi in rete per condividere progetti comuni”.













