Dal "rispetto e gentilezza" al "patrimonio di umanità, ascolto e cortesia": l'affetto per Flora e Favilla. La proposta di Civico: "E se ci aiutassero al Punto d'Incontro?"
Dopo quasi 30 anni il chiosco di piazza Dante chiude, tantissimo l'affetto per Flora e Favilla. Molti i messaggi di ringraziamento sui social e lunghe giornate di passaggio degli affezionati clienti

TRENTO. Saracinesca abbassata per il chiosco di Flora a Favilla in piazza Dante. La città di Trento dice così definitivamente addio a un pezzo di storia (Qui articolo). E l'ultima giornata è stata contraddistinta da un via e via di affezionati clienti e amici delle due esercenti per un saluto, due chiacchiere e un caffè.
A parlare di "lezione di Flora" è Mattia Civico, prima di prendere il treno. "Passo dal bacuchél per il mio ultimo caffè da Flora. Preparato con affetto e servito con un sorriso come sempre. Ci salutiamo", commenta il direttore del Punto d'Incontro. "Poi mi chiede del Punto d’Incontro e parliamo dei nostri comuni amici, che da noi frequentano la mensa: alcuni di loro per anni li ha incontrati anche lei in questa piazza".
Un luogo davvero speciale, dove incontrarsi, chiacchierare, confidarsi, chiedere aiuto e anche sfogarsi. "In 27 anni mai un problema, mai avuto paura, mai subito visite spiacevoli. Sai perché? Perché se c’è rispetto e gentilezza non bisogna avere paura", aggiunge Civico. "E mi racconta di un ragazzo che dormiva su una panchina vicina e che ora è sposato e ha una bambina e che viene a prender il caffè con la sua famiglia, e di altri che ha visto passare. Rispetto e gentilezza. Quasi parole identiche a quelle usate da don Dante molti anni fa. 'Non solo un pasto, ma rispetto e cordialità'. Anche da Flora non solo un caffè. E' questo che mancherà. Ci salutiamo dandoci appuntamento al Punto d’Incontro. Ma vi immaginate se un giorno ci fosse Flora ad accogliere gli ospiti nostri a colazione?".
Negli scorsi giorni a intervenire anche il sindaco Franco Ianeselli (Qui articolo), mentre a passare in queste ore anche il presidente della Provincia. "Per molti non è stata solo un’edicola e un bar sempre aperti per 12 mesi l’anno - le parole di Maurizio Fugatti - ma un punto di riferimento di Piazza Dante. Qui Flora e Favilla sono state un patrimonio di umanità, ascolto e cortesia. Oggi Flora e Flavia hanno chiuso ufficialmente la loro attività dopo 27 anni di onorato servizio e ho voluto salutarle e dire loro grazie per la loro presenza e il loro servizio a favore della città".
Un pensiero anche da Mirko Bisesti. "Due persone davvero speciali che al posto dei like e delle mode del momento hanno fatto loro un concetto antico, quello della cordialità", spiega l'ex assessore. "Da 27 anni con il loro lavoro ma soprattutto con il loro sorriso e la loro solarità hanno caratterizzato quel piccolo spazio di piazza Dante rendendolo un'isola di gioia per tutti. Due donne, due sorelle, Flora e Favilla hanno dato un tocco di magia ai tanti trentini che arrivano a Trento con i mezzi pubblici, ad autisti, politici, passanti, turisti appena arrivati alla stazione dei treni e in generale a tutto il mondo che in questi quasi trent'anni è passato da lì. Flora e Favilla non hanno solo gestito lo spazio, da noi tutti chiamato 'el bacuchèl', ma lo hanno reso un luogo vivo, di umanità e di scambio. Purtroppo non potranno continuare nella loro attività ma hanno sicuramente lasciato il segno. Un bellissimo segno".
Ma sono state tantissime le persone che sono passate o che hanno lasciato un messaggio sui social network. Un affetto bipartisan anche dalla politica. "Ci sono luoghi, in una città, dove ti sentivi particolarmente a casa. Potevi passarci per prendere i giornali, prima di salire sul primo treno per Roma. O per prendere un caffè (le tazzine si riportano al banco vero?) per sentire le voci della città, per parlare con Flora e Favilla, termometro verace degli umori di Trento. Lì è 'circolata' la città. Con i suoi umori, con i suoi sogni, con le sue incazzature. Una Trento che lì, mescolata tra classi sociali diverse, provenienze diverse, trovava e ritrovava il suo essere città in continuo profondo cambiamento. Flora e Favilla, attente ad ognuno ed ognuna di noi che al "bacuchel" si affacciava, hanno contribuito a costruire la nostra Trento. Con autenticità e profondo amore per le persone, tutte, e per quella piazza. Grandissime Flora e Favilla, ora potrete non alzarvi sempre alle quattro di mattina. Però mi mancheranno la vostra genuinità, i vostri sorrisi, i vostri commenti. Mancheranno a tutte e a tutti, credo. Un abbraccio", conclude Lucia Maestri (Partito Democratico).


















