Dopo 26 anni chiude lo storico mercatino dell'usato "ReStore", i titolari: "Milioni gli oggetti selezionati e venduti, la speranza è che qualcuno rilevi il nostro testimone"
Il 31 agosto l'attività, che ha rappresentato negli anni un punto di riferimento per i numerosi clienti, chiuderà definitivamente i battenti. I titolari: "Motivi personali e lavorativi: era il momento giusto per lasciare. Ma se qualcuno volesse imparare il mestiere noi siamo disponibili ad aiutarlo"

TRENTO. Dopo ventisei anni di attività chiude lo storico "ReStore", il mercatino dell'usato e del riuso in via Padre Eusebio Iori a Trento.
L'attività ha aperto i battenti nel 1998, a Trento nord, prima in via Franceschini e poi in via Maroni, per poi trasferirsi nel 2017 nell'attuale sede in via Iori e ha rappresentato per la cittadinanza un vero e proprio punto di riferimento: negli anni sono stati infatti milioni gli oggetti e i capi d'abbigliamento selezionati e venduti dai titolari Giorgio Tavernini e Elisabetta Pasquali.
"Il 31 agosto sarà l'ultimo giorno di attività del nostro mercatino e la decisione è stata presa sulla base di varie motivazioni personali e lavorative" racconta a il Dolomiti Giorgio Tavernini, che specifica: "Sono tantissimi anni che facciamo questo mestiere e, alle porte dei sessant'anni, abbiamo pensato che fosse il momento opportuno per lasciare. Al di là di questo, bisogna dire che il mercato è cambiato e i numeri non sono più quelli di una volta, ed anche questo ha inciso sulla nostra scelta".
Il titolare lancia poi uno sguardo al passato, osservando come il mercatino abbia accolto negli anni una clientela fortemente eterogenea: "Dalle persone più povere che hanno la necessità di acquistare capi d'abbigliamento o oggetti di uso quotidiano ad un prezzo conveniente al cliente che cerca un pezzo pregiato da collezione o un particolare oggetto d'arredamento, fino agli studenti fuorisede con le loro esigenze che si sposano con la filosofia della nostra attività".
Tavernini ci tiene a sottolineare proprio quest'ultimo aspetto, raccontando in cosa consiste il loro lavoro che abbraccia concetti di grande attualità come quelli del risparmio e della sostenibilità: "Le persone portano da noi i loro oggetti: dall'abbigliamento, vero volano dell'attività, all'arredamento fino all'oggettistica varia, beni di pronto utilizzo, libri, vinili, oggetti d'elettronica e tanto altro. Questi vengono poi attentamente selezionati e rivenduti, con la metà del prezzo di vendita che va direttamente al proprietario. Negli anni, per offrire un servizio aggiuntivo e al passo con i tempi, abbiamo inoltre attivato un servizio di assistenza e riparazione informatica".
Al netto di una decisione ormai presa, con un brindisi fissato per l'ultimo giorno di apertura e volto a salutare tutti i clienti e gli amici del ReStore, la speranza dei titolari è però quella che qualcuno, magari qualche giovane, possa essere interessato a raccogliere il loro testimone.
"Proseguire avrebbe un senso se qualche persona fosse disposto a credere in quest'attività il cui senso forse, lo dico con una punta di amarezza, non è mai stato compreso appieno dalla comunità trentina" conclude Giorgio Tavernini, che puntualizza: "Se qualcuno volesse imparare il nostro mestiere e portarlo avanti noi siamo qui e disponibili a parlarne, e naturalmente siamo disposti a mettere a disposizione le nostre energie per agevolare un eventuale passaggio di consegne".












