Si chiude un'era alla Bookique, Serena Tomasi lascia dopo 10 anni: "Abbiamo gestito il locale con il cuore per far sentire le persone a casa"
Sabato 6 dicembre, alle 10, la Bookique ospiterà un evento speciale per celebrare i suoi quasi 15 anni di attività. Un’occasione per ripercorrere la storia del locale e riflettere sul futuro dei luoghi di cultura e rigenerazione a Trento: "Una scelta difficile ma la città è cambiata e fare riferimento a un bando scritto nel 2010 non è più attuale"

TRENTO. Dopo dieci anni di attività, la Bookique di Trento, uno dei luoghi più emblematici della città per eventi culturali, sociali e letterari, si prepara a passare il testimone.
Serena Tomasi, storica gestora del locale, ha deciso di non rinnovare il contratto di gestione che scadrà nel 2026, optando invece per un recesso anticipato in occasione del 15esimo compleanno del locale, previsto per il prossimo giugno.
Un momento simbolico che segna la chiusura di un ciclo, ma anche l’inizio di una riflessione sul futuro degli spazi culturali e sociali di Trento.
"Non è una decisione facile" - confessa Serena Tomasi, che nel 2015 è entrata in società con Marco Rosi, il fondatore, che nel 2011 ha dato vita a quella che oggi è diventata una vera e propria istituzione cittadina -."Ho un grandissimo senso di colpa in questo momento nel lasciare la Bookique, ma credo che questo posto sia stato gestito con il cuore. Mi piacerebbe che, anche dopo di me, rimanga un luogo dove le persone si sentano a casa".
La scelta di non riparticipare al bando per la gestione della Bookique nasce da una riflessione profonda sul cambiamento che ha vissuto Trento e sulla necessità di adattare gli spazi alle nuove esigenze culturali e sociali: “Fare riferimento a un bando scritto nel 2010 non è più attuale” - spiega Tomasi- “Trento è cambiata molto, soprattutto dopo la pandemia, e fortunatamente è diventata una realtà con molte più opportunità di intrattenimento e culturali. Anche San Martino, il quartiere dove la Bookique ha trovato la sua identità, ha visto una rigenerazione significativa, ma la sfida ora è capire se sarà possibile mantenere questo equilibrio nel futuro”.
Negli anni, la Bookique è diventata un punto di riferimento per una Trento che, spesso, fatica a trovare spazi dove poter esprimere e sviluppare le proprie idee. Non solo un luogo di presentazione di libri e conferenze, ma una vera e propria “casa” per le realtà cittadine più vulnerabili, per i giovani, gli studenti e tutti coloro che sentono il bisogno di ritrovarsi, confrontarsi e creare: "Soprattutto dopo la pandemia, la necessità di spazi di incontro è diventata ancora più urgente" - racconta Tomasi -. "La Bookique è stata una casa per tutti, un luogo dove ogni idea e ogni progetto poteva essere accolto con calore e apertura. Era importante che fosse un punto di riferimento anche per chi, nel resto della città, faceva fatica a trovare il proprio posto".
Il legame con il quartiere di San Martino è sempre stato forte e le iniziative promosse dalla Bookique hanno contribuito a trasformarlo in un polo culturale vivace. Ma il futuro del quartiere è incerto: “San Martino ha fatto molta strada, ma bisogna capire se riuscirà a mantenere la sua identità in un contesto cittadino che tende sempre più a concentrare risorse e attenzioni nei centri storici, a favore del turismo”- riflette Serena.
Il rischio che i quartieri periferici vengano trascurati è una preoccupazione che accomuna molti, ma è anche grazie al lavoro collettivo di realtà come la Bookique e il comitato "San Martino dentro" che si è riusciti a dare nuova vita a questo angolo di Trento.
Sabato 6 dicembre, alle 10, la Bookique ospiterà un evento speciale per celebrare i suoi quasi 15 anni di attività. Un’occasione per ripercorrere la storia del locale e riflettere sul futuro dei luoghi di cultura e rigenerazione a Trento. Il programma della giornata include un racconto emozionale di Serena Tomasi e Marco Rosi, dal titolo "Come crescere un luogo senza manuale di istruzioni", seguito da un talk sul rapporto tra luoghi di cultura e rigenerazione civica, con focus sul quartiere di San Martino e la riqualificazione del Parco della Predara. Al centro del dibattito, anche la prospettiva del "Caffè Letterario Predara", un progetto che potrebbe rappresentare un nuovo capitolo per il quartiere.
“Questa non sarà una chiusura, ma un nuovo inizio”- conclude Serena-. “Ci saranno nuove proposte, nuovi bandi, e sicuramente altre opportunità per pensare al futuro di questi spazi. L’importante è che la cultura continui a essere il cuore pulsante della città”.












