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Dopo la distruzione del Drago Vaia conto alla rovescia per la nuova opera di Martalar: "Lavoro giorno e notte: il fumo e il fuoco sono due elementi caratterizzanti"

Dopo l'incendio dell'agosto scorso che ha distrutto il Drago Vaia, sono state tantissime le persone che hanno partecipato alla raccolta fondi per la ricostruzione dell'opera. A Lavarone è ormai conto alla rovescia per la nuova creazione di Marco Martalar

Di LA - 22 maggio 2024 - 19:59

LAVARONE. E' conto alla rovescia sull'Alpe Cimbra per la nuova opera di Marco Martalar. Dopo l'incendio dell'agosto scorso che ha distrutto il Drago Vaia, sono state numerose le persone che hanno partecipato alla raccolta fondi per sostenere la ricostruzione della scultura. L'artista è al lavoro e manca poco.

 

"Lavoro giorno e notte alla nuova opera e posso solo rivelare che il fumo e il fuoco sono due elementi caratterizzanti", commenta Martalar. "Del resto è un drago, un drago che rinasce più forte e potente di prima".

 

Il Drago Vaia è stato realizzato tra ottobre e novembre 2021 dallo scultore di Asiago all’interno del progetto Lavarone Green Land. Con i suoi 6 metri di altezza e 7 metri di lunghezza, l'opera era costituita da 2.000 pezzi di legno della tempesta Vaia e da 3.000 viti.

 

Era un'opera unica nel suo genere. Solitamente lo scultore toglie il legno per arrivare al risultato finale, qui i pezzi di legno rimasti dalla terribile tempesta, che ha abbattuto milioni di alberi nei boschi di tutto l’arco alpino, sono stati assemblati per creare qualcosa di unico, simbolo di resilienza e forza.

Durante il primo anno di vita del Drago, nato per mantenere il ricordo di quanto era successo con l'arrivo della tempesta Vaia, le persone che hanno visitato l’opera sono state più di 40 mila e il fenomeno ha avuto particolare risonanza sui social grazie alle tante condivisioni di foto delle persone insieme alla scultura.

 

Nell’agosto del 2023 il Drago brucia per mano di un piromane, lasciando solo cenere e grande sconforto nell’autore e in tutta la comunità, ma anche in tutte le persone che in qualche modo si erano affezionate alla sua storia. Viene immediatamente lanciata una campagna di crowdfunding a cui partecipano più di 1.600 persone, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero (molte delle quali non avevano avuto modo di visitare il drago di persona), e che permette di iniziare i lavori per la ricostruzione dell’opera. Qualche giorno più tardi un uovo spunta tra i resti del Drago: è l’inizio della rinascita.

 

Recentemente è stata inaugurato l'Haflinger di Strembo, "Il cavallo di legno più grande d'Europa, e ora l'artista è attivo per un'altra creazione. Il nuovo Drago, che vedrà la luce a inizio estate 2024, sempre all’interno del progetto Lavarone Green Land, simboleggia la volontà di ricominciare. Da settimane Marco Martalar è impegnato nel lavoro sulla sua nuova creazione che rimane però ancora un mistero. La nuova opera non sarà una copia di quella distrutta ma poterà con sé il suo vissuto, quello di un Drago che è bruciato e che è rinato dalle sue stesse ceneri.

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