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In mezzo al lago spunta una piattaforma in legno con sopra un albero, è "L'isola che non c'è": ecco di che cosa si tratta

La struttura è in grado di resistere agli eventi climatici e di adattarsi ai cambiamenti del livello dell'acqua e avrà una funzione pratica ma anche di valorizzazione del territorio

Di Federico Oselini - 25 giugno 2024 - 16:57

CLES. "Forse è proprio l'isola che non c'è" canta Edoardo Bennato in uno dei suoi apprezzati successi, specificando poi che "se ci credi ti basta, perché poi la strada la trovi da te".

 

È quello che devono aver pensato i soci del circolo nautico di Santa Giustina che, un po' per gioco e con spirito visionario, hanno deciso di realizzare un isolotto galleggiante in mezzo al lago, chiamandolo proprio "L'isola che non c'è".

 

Si tratta di una piattaforma galleggiante di 25 metri quadrati e di forma esagonale che sulla sua superficie in legno di larice, sostenuta da elementi galleggianti in poliestere estruso, ospita inoltre della vegetazione quasi a voler diventare un'aiuola sospesa sull'acqua.

 

La sua funzione sarà principalmente quella di garantire ai natanti di medie dimensioni l'ormeggio, attualmente possibile solo alle Plaze del molo a riva, struttura che risulta insufficiente alla luce dello sviluppo degli sport nautici sul lago.

Ma non è solo questo il punto. Come spiega a il Dolomiti il presidente del circolo nautico di Santa Giustina Giorgio Bianchini, "l'intenzione è quella che l'isola possa trasformarsi in un elemento che caratterizzi il lago promuovendo la sua immagine anche dal punto di vista turistico".

 

"L'idea è nata quasi per scherzo tra i vari soci e pensare di realizzare un'isola all'inizio ci ha fatto quasi sorridere – inizia a raccontare Bianchini – ma poi ci siamo resi conto che la cosa era effettivamente possibile, con strutture del genere che sono molto rare nel mondo, ma che hanno una grande valenza estetica e l'esempio più famoso è l'oasi galleggiante di Copenaghen in Danimarca".

 

Costruita interamente dai soci, l'isola è in grado di resistere agli eventi climatici e di adattarsi a cambiamenti di livello del bacino artificiale: "La priorità nella costruzione è stata naturalmente la sicurezza della struttura che in inverno, quando la quantità d'acqua diminuisce, si trasformerà quasi in un'aiuola in grado di appoggiarsi sul fondale".
 

"Ci abbiamo lavorato per quasi un anno e guardando al futuro l'intenzione è quella di triplicare la sua superficie con altri due moduli analoghi" specifica il presidente Giorgio Bianchini, che spiega come all'inizio il suo utilizzo sarà riservato ai soci del circolo ma che non sono escluse evoluzioni future: "Sicuramente rimarrà un approdo per i natanti, ma lanciando un po' più in là lo sguardo immaginiamo un suo utilizzo un po' più 'spinto': la struttura si presterebbe infatti perfettamente ad ospitare anche dei concerti, dal momento che si affaccia su un vero e proprio anfiteatro naturale con sullo sfondo il Brenta, la Catena delle Maddalene e il castello di Cles".

 

Il nastro de "L'isola che non c'è" verrà tagliato, anche se in modo non ufficiale, domenica 30 giugno: "Non organizzeremo una vera e propria inaugurazione ma, meteo permettendo, abbiamo dato appuntamento a tutti i soci per un picnic galleggiante attorno all'isola, un modo simpatico per dare il La alla sua storia".

 

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