In città arriva "L'isola che non c'è", il parco giochi inclusivo che ospiterà fino a 130 bambini: trovati i 400 mila euro necessari alla sua realizzazione
Fruibile già dal prossimo autunno e realizzata grazie al contributo di cittadini, associazioni, aziende e diverse realtà, l'area accoglierà bambini con o senza disabilità che potranno giocare insieme. Il sindaco Oscar De Pellegrin: "Sarà un parco dove si abbatteranno le differenze e i bambini potranno crescere con quei valori di integrazione di cui abbiamo bisogno sempre più nella nostra società"

BELLUNO. “L’isola che non c’è” si farà. Sono stati trovati i 400 mila euro necessari per realizzare al Parco Città di Bologna la nuova area giochi inclusiva, a tema Peter Pan, e a breve inizieranno i lavori.
Belluno diventerà così una delle prime città italiane ad avere un parco giochi accessibile e tematico: attualmente ce ne sono pochissimi, sia su scala nazionale sia europea.
Fruibile già dal prossimo autunno, occuperà un’area di oltre 600 metri quadrati e potrà accogliere contemporaneamente fino a 130 bambini, con o senza disabilità intellettive e fisiche, che potranno giocare insieme, trascorrendo momenti di svago e usufruendo di oltre venti funzioni ludiche.
La raccolta fondi era partita lo scorso febbraio e in pochi mesi ha raggiunto la cifra necessaria a dare concretezza all’idea nata dal Circolo ricreativo dei vigili del fuoco di Belluno e da subito sposata dall’amministrazione comunale.
Nei mesi scorsi, apposite tabelle affisse in alcuni luoghi strategici della città, da piazza dei Martiri alla piscina, comunicavano il progetto. Grazie al contributo di privati cittadini, associazioni, aziende e diverse realtà bellunesi, in breve tempo l’obiettivo è stato centrato.
Fondamentale è stato il sostegno economico della Fondazione De Rigo, main sponsor dell’iniziativa. Così la presidente Barbara De Rigo: “Abbiamo deciso di sostenere questo progetto bellissimo, inclusivo e importante per la provincia di cui facciamo parte. Una provincia che ha dato tanto a noi e volevamo anche restituire qualcosa, per il presente e il futuro”.
Realizzare attività di solidarietà sociale e sostegno rivolte a bambini e giovani ragazzi rientra tra le finalità della fondazione. “Questa iniziativa ha l’obiettivo meraviglioso di tenere tutti i ragazzi assieme, senza nessun tipo di distinzione. Ci è sembrato uno dei progetti più belli possibili da realizzare in provincia, che stavamo aspettando da anni”, conclude De Rigo.
L’apporto della Fondazione De Rigo è notevole perché “andrà a sostenere circa i tre quarti dell'intero importo”, ha spiegato il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, ricordando come questa realtà negli anni abbia sempre “dimostrato di essere vicino alle mancanze, alle disabilità, all'inclusività e al mondo del sociale”.
Il primo cittadino ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al progetto, sottolineandone il valore per la collettività: “Sarà un parco dove si abbatteranno le differenze. I bambini potranno giocare insieme, potranno crescere con quei valori di integrazione di cui sempre più abbiamo bisogno nella nostra società. Come Comune non riuscivamo a sostenere questo progetto, quindi l'abbiamo lanciato alla città, ai cittadini, alle aziende del territorio. In poco tempo abbiamo avuto una risposta inaspettata”.
Grande la soddisfazione del presidente del Circolo Ricreativo dei Vigili del Fuoco di Belluno, Gianfranco Sommavilla: “Quando siamo partiti due anni fa si pensava di realizzare due o tre giochi, poi siamo arrivati a questo parco che è una cosa stupenda. L’idea è che ne possano usufruire non solo i bellunesi ma anche i visitatori che arrivano da fuori”.
Tutto è nato da un episodio a cui aveva assistito proprio Sommavilla al parco Città di Bologna: per caso, aveva sentito una mamma spiegare alla figlia, in lacrime in carrozzina, che non avrebbe potuto portarla a giocare perché non c’erano giochi adatti a lei. “Oggi finalmente possiamo dire che Belluno avrà il suo parco inclusivo per tutti i bambini”, afferma Sommavilla.
I giochi attualmente presenti nel Parco Città di Bologna troveranno una nuova collocazione in altri parchi cittadini, come ad esempio il parco San Lorenzo, il parco Emilio e il parco Arcobaleno.

















