“L’isola che non c’è”, il nuovo parco inclusivo in città è quasi pronto: arriva una tavola rotonda su gioco e inclusività
La tavola rotonda 'L’isola che non c’è: un progetto inclusivo per la comunità' sarà un’occasione di approfondimento sul valore sociale del nuovo parco inclusivo che sarà inaugurato con una festa pensata per i bambini e le famiglie

BELLUNO. “L’isola che non c’è: un progetto inclusivo per la comunità”. È questo il titolo della tavola rotonda prevista per mercoledì 7 maggio alle 10.30 in sala Bianchi: l’incontro è un’occasione di approfondimento sul valore sociale del nuovo parco inclusivo, che sarà inaugurato sabato 17. “Speriamo venga molta gente perché vogliamo trasmettere l’importanza di avere questo parco, ma anche far capire il valore di un progetto ambizioso che riguarda tutti, per augurarci che lo spirito dell’inclusione diventi la normalità e non l’eccezionalità” afferma Lorenza De Kunovich, assessora del comune di Belluno.
Dell’importanza di sport e inclusione abbiamo già discusso con Davide Giozet, presidente di Assi Onlus, in vista delle prossime Paralimpiadi (qui l’approfondimento). Sport, gioco e inclusività riguardano anche molte famiglie, che nella quotidianità devono fare i conti con infrastrutture spesso carenti da questo punto di vista. Il progetto “L’isola che non c’è” mira a offrire loro uno spazio inclusivo a 360 gradi nel cuore della città. “Mi ha affascinato vedere come sono progettati i giochi - prosegue l’assessora - perciò, assieme alla Fondazione Efesto, abbiamo pensato a questa tavola rotonda perché “L’isola che non c’è” non sarà solo un gioco per bambini. L’incontro vuole infatti approfondire il valore sociale e psicologico di un progetto che mira ad accogliere tutti senza barriere, un luogo dove gioco, relazione e movimento diventano strumenti di benessere e coesione sociale”.
Parteciperanno Barbara Parigi, responsabile progetti per Proludic, che realizza giochi innovativi e inclusivi, e Gianmarco Panizzo, psicologo dello sport, con la moderazione di Matteo Gobbo Trioli, segretario generale della Fondazione Efesto. “All’incontro esporrò le scelte progettuali - spiega Parigi - e com’è nata l’idea del parco. In particolare mi occuperò dell’inclusività, facendo capire cosa va bene per chi. Va infatti posta l’attenzione su tutta la famiglia, perché un problema o una patologia non colpisce soltanto il bambino ma l’intero nucleo, compresi i “grandi invisibili”, cioè fratelli e sorelle. Il parco inclusivo sarà dunque per tutti: offre al bambino con disabilità la possibilità di giocare, ma anche spazio a fratelli e genitori”.
“Che l’inclusione sia la normalità, non l’eccezionalità - aggiunge Gobbo Trioli - è uno dei cardini di Efesto, che si occupa di progettualità di cultura inclusiva e assistenza alla fragilità. Come Fondazione ci siamo subito allineati al progetto, proponendo anche la tavola rotonda perché è importante porre l’accento su quello che si fa. Abbiamo inaugurato altre realtà come questa, ma spesso le famiglie non erano a conoscenza di quello che il territorio stava facendo per loro. Creare quindi momenti di informazione tecnica, psicologica e sociale è fondamentale per una comunicazione inclusiva a 360 gradi. Importantissima poi la partecipazione del dottor Panizzo, che coinvolge molto la platea ma soprattutto, grazie alla sua esperienza, sottolinea quanto lui si sentisse incluso durante la scuola e quanto invece non lo è più da quando è entrato nel mondo del lavoro. L’inclusione è invece importante ovunque: Panizzo è uno psicologo e un atleta paralimpico e parlerà proprio dell’importanza del gioco a livello psicologico, visto in una dimensione inclusiva come il parco”.
Nel frattempo, il Parco va verso gli ultimi lavori. Manca il collaudo per la gomma colata sul pavimento e alcuni ritocchi, ma sarà pronto per l’inaugurazione di sabato 17 maggio (ore 11): evento pensato come una festa per i bambini, con una banda, giocolieri, scuole che cantano e il coro “Mani bianche”. Ancora da confermare, ma quasi certa, la presenza della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli.
Il costo totale inizialmente previsto era di 400 mila euro, ai quali - riferisce l’assessora - si sono aggiungi almeno 60 mila di costi aggiuntivi. Il Comune si è incaricato dei lavori di ripristino dei giochi già presenti e, in variazione di bilancio, sono stati inseriti i soldi per gli antitrauma per i bambini. Non è ancora pronto il rendiconto finale, ma i soldi in più saranno coperti dalle realtà coinvolte (sponsor principale è la fondazione De Rigo). “Il Circolo ricreativo vigili del fuoco di Belluno si è occupato di tutto: abbiamo consegnato loro il Parco che, quando finiranno i lavori, tornerà al Comune. Inoltre le aziende coinvolte hanno dato un contributo anche tramite materiali e forza lavoro: è ormai infatti inevitabilmente che pubblico e privato vadano sempre più a braccetto in questo tipo di iniziative” conclude De Kunovich.












