"La musica per abbattere alcune barriere imposte dall'Alzheimer", intervista al musicoterapista Giovanni Dallapè in scena con lo spettacolo "Attraverso i tuoi occhi"
L'artista trentino, che da anni collabora con il Centro diurno Alzheimer dell'Apsp Civica, sarà protagonista sabato 21 settembre sul palco dell'auditorium del conservatorio "Bonporti" di Trento: "Un singolo e uno spettacolo, sospeso tra musica e parole, per far conoscere attraverso l'arte la malattia"

TRENTO. Utilizzare la musica per accompagnare le persone affette dalla malattia di Alzheimer, ma anche per contribuire a farla conoscere a più persone possibile. È questo l'obiettivo alla base degli ultimi due progetti artistici – uno spettacolo e un singolo – del cantautore trentino Giovanni Dallapè, che da anni collabora inoltre come musicoterapista con il Centro Diurno Alzheimer dell' Apsp Civica di Trento.
E proprio in occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer, dopo il debutto lo scorso weekend nell'ambito dell'Alzheimer Fest di Levico Terme, sia la canzone "Così lo puoi chiamare" che il concerto-spettacolo "Attraverso i tuoi occhi" saranno protagonisti sul palcoscenico dell'Auditorium del Conservatorio "Bonporti" di Trento (sabato 21 settembre alle 16, ingresso libero) in un evento che "fonde musica e narrazione" e che vedrà protagonista lo stesso Dallapè, accompagnato dal pianista Stefano Bonatti e dalla "voce narrativa" dell'attore Luca Pedron.
"La canzone nasce dalla mia esperienza diretta di musicoterapista – racconta l'autore – e, per quanto riguarda lo spettacolo, il protagonista è Marco, un uomo di 68 anni: la nuova fase di vita che sta attraversando lo ha portato a scoprire la musica sotto una nuova luce, elemento fondamentale per mantenere il legame con il suo grande amore, la moglie Anna".
Dallapè, partiamo dal singolo "Così lo puoi chiamare": si tratta di un dialogo a cuore aperto tra padre e figlio che si trovano ad affrontare la malattia.
È un brano ispirato da alcune immagini che mi sono rimaste impresse nella mente: nel periodo natalizio, al Centro Diurno Alzheimer, abbiamo organizzato una festa che ha coinvolto ospiti e familiari: è stata un'occasione per cantare tutti insieme e ciò che mi ha colpito è stata la sorpresa di alcuni parenti nel vedere i loro cari, madri o padri, così felici e quasi esaltati durante il canto. Alcuni di loro sembravano provare un po' di imbarazzo di fronte al loro modo di cantare o muoversi e la canzone nasce proprio per rispondere a questo imbarazzo che ho percepito. Il padre, in sintesi, vuole far capire al figlio che, anche se dall'esterno tutto può sembrare brutto, lui ha trovato una dimensione in cui la musica e il canto gli donano gioia.
Ci parli meglio della sua attività di musicoterapista e del suo apporto nell'accompagnare le persone colpite dalla malattia.
Sia la musica che il canto continuano a dimostrarsi canali fondamentali per offrire vie d’espressione in grado di abbattere alcune delle barriere imposte dalla malattia. È però essenziale comprendere quale sia il canale più adeguato alle specificità di ogni persona, poiché è evidente che non tutte le attività possano essere "adatte" a tutti: c’è infatti chi ama cantare, chi preferisce ascoltare la musica ed esprimere le proprie emozioni o raccontare la propria vita e chi, invece, trova sfogo e stimolo nel suonare insieme. La musica, insomma, offre molteplici modalità per garantire alle persone uno spazio creativo e stimolante, sia dal punto di vista cognitivo che emotivo.
E ha scelto di racchiudere queste esperienze nel concerto-spettacolo "Attraverso i tuoi occhi", da cosa prende le mosse e come si sviluppa il suo lavoro?
Partirei dal titolo “Attraverso i tuoi occhi”, scelto perché desidero far comprendere quali possano essere i vissuti di una persona affetta dalla malattia di Alzheimer. Per raccontare tutto questo mi sono affidato ad un canale artistico perché il mio incontro con queste persone avviene proprio attraverso la musica, che mi permette di vederle nella loro bellezza e autenticità. In concreto, sul palcoscenico viene portata la lettura di un racconto che ho scritto e che rappresenta la quotidianità, come dicevo, del 68enne Marco: durante il giorno egli "incontra" varie volte la musica, e fondamentale è poi il rapporto con la moglie. La lettura sarà accompagnata dalle canzoni, alcune composte da me e altre sclte ad hoc: insomma, un intreccio di parole e musica per far comprendere come il suono, il canto e le parole siano in grado di mantenere viva, anche in una situazione difficile, la parte d’identità più profonda e offrire l’opportunità di trovare nuove vie d’espressione.
E in futuro, possiamo svelarlo, vedrà la luce anche un Ep dedicato al tema.
Questa è l'intenzione. Desidero infatti raccogliere le canzoni che ho scritto, affiancandole anche ad alcune letture che anticipano ogni brano, in modo da offrire all'ascoltatore un assaggio dello spettacolo. Ora però stiamo ancora lavorando agli arrangiamenti dei brani e non voglio rovinare la sorpresa, però vi anticipo che l'uscita è prevista al massimo entro la fine dell'anno o al massimo all' inizio del 2025.














