“Incontriamoci al parco”, domenica 21 settembre un evento per una "visione" diversa dell'Alzeheimer
"Il nostro sguardo vuole essere diverso, vogliamo pensare alla persona con demenza non solo come a chi convive con la malattia, ma come un individuo che vive all’interno di una comunità, frequenta negozi, incontra vicini, prende l’autobus e vivono di relazioni e routine"

TRENTO. Settembre è il mese dedicato alla sensibilizzazione sull’Alzheimer, e in occasione della "32esima Giornata mondiale", a Trento nasce l’iniziativa “Incontriamoci al parco”.
L’appuntamento è per domenica 21 settembre, dalle 16 alle 20: l'evento sarà dedicato alla prevenzione di alcuni fattori di rischio e alla promozione di uno stile di vita sano. Un'opportunità importante per promuovere la consapevolezza e combattere lo stigma che ancora circonda la malattia.
"Quando parliamo di demenza pensiamo subito ad una malattia legata ad un età avanzata e a una conseguente perdita delle abilità e delle autonomie - spiega Giorgia Caldini, infermiera e coordinatrice dell’Apsp (Azienda pubblica di servizi alla persona) -. Il nostro sguardo vuole essere diverso, vogliamo pensare alla persona con demenza non solo come a chi convive con la malattia, ma come un individuo che vive all’interno di una comunità, frequenta negozi, incontra vicini, prende l’autobus e vivono di relazioni e routine".
Proprio da questa visione prende avvio la "Cabina di regia per lo sviluppo di comunità amiche delle persone con demenza", un gruppo di lavoro finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, per la costruzione di una comunità, una città, un paese, una porzione di territorio in cui le persone con demenza e le loro famiglie sono rispettate, comprese, sostenute, fiduciose di poter contribuire alla vita della comunità, garantendo loro l’opportunità di continuare a vivere il più a lungo possibile nel proprio ambiente.
L’iniziativa si realizzerà domenica 21 settembre, dalle 16 alle 20 presso il giardino ex caserme Duca d’Aosta in via Matteotti 38 a Trento, in caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà presso l’Auditorium San Giuseppe – Santa Chiara in via Giusti 35.
Saranno allestiti quattro stand informativi - formativi che tratteranno temi legati al dormire bene, ad un'alimentazione corretta e alla presentazione di una comunità amica delle persone con demenza, coordinati da esperti nel settore.
In un’area del parco sarà realizzato un workshop laboratoriale dal titolo "Giardino inclusivo: dove, quando, perché?" con la partecipazione di professionisti attivi in diversi ambiti: ingegneri, architetti, il direttore dell’Apsp di Cadine e di Nomi, Livio Dal Bosco, il presidente dell’Associazione Alzheimer Renzo Dori.
Il Gruppo scintille, dodici persone con deterioramento cognitivo, passeggerà nel parco sperimentando "cosa c’è – che cosa manca" nel parco per renderlo un "Giardino inclusivo". Per tutto il pomeriggio il parco verrà animato da sessioni di ginnastica dolce e giochi in legno per i bambini ma ci saranno anche attività per i più giovani come le sessioni di calisthenics e attività di crochet.
Il pomeriggio si concluderà con l’intervento "Custodire la mente: dalla prevenzione alla promozione della salute" a cura del neurologo Giorgio Fumagalli, ricercatore presso il Cimec dell’Università di Trento. Al termine, un buffet preparato dai volontari della parrocchia San Giuseppe – San Pio X ,il tutto allietato dal cantautore trentino Giovanni Dallapè che sarà accompagnato al pianoforte.
Quando si parla di demenza e di prevenzione, difficilmente si pensa ai giovani, ma la sfida per la sensibilizzazione sta anche nell’incontro tra generazioni. Da anni è attivo all’interno dell’Istituto comprensivo Trento 3 un progetto che coinvolge studenti e insegnanti a impegnarsi nella conoscenza della demenza per abbattere lo stigma e costruire una comunità inclusiva.
Il progetto realizzato dalla Cabina Regia con i ragazzi e insegnanti del Liceo artistico, porterà loro a conoscere la demenza, con laboratori, lezioni e incontri, per poi condividere la loro passione per la musica all’interno della comunità (parchi, centri diurni). Dal 2023 a oggi sono stati coinvolti più di 500 ragazzi. L’obiettivo della Cabina è proprio questo: trasformare spazi comuni in luoghi di comunità, dove ogni persona, anche con fragilità cognitive, possa continuare a sentirsi parte della società.














