Turismo, l'Unione Albergatori incontra la Provincia: "Nuove aree a destinazione alberghiera, più alloggi per i dipendenti e urge contenere i posti letto extralberghieri"
Al centro dell'incontro con l'assessore provinciale Mattia Gottardi il tema delle riqualificazioni alberghiere, delle strutture ricettive dismesse e dello spreco del territorio. L'Unat: "Dal duemila ad oggi contiamo 183 alberghi e circa 3mila letti in meno a fronte di 25mila letti in più fra extralberghiero e seconde case"

TRENTO. Riqualificazioni alberghiere e Piano regolatore generale, strutture ricettive dismesse e "spreco" del territorio.
Sono queste alcune delle tematiche affrontate nel corso dell'incontro tra il Consiglio Generale dell'Unat-Unione Albergatori, l'organizzazione sindacale che rappresenta le aziende che operano nel settore turistico ricettivo, e l'assessore all'urbanistica della Provincia di Trento Mattia Gottardi.
Centrali anche la competitività e lo sviluppo del settore turistico in Trentino, con l'Unat che ha voluto porrre l'accento su alcuni temi cruciali per il futuro del turismo in provincia: in primis la necessità che il piano urbanistico e i Prg comunali rendano agevole presentare progetti di riqualificazione.
"Dal duemila ad oggi contiamo 183 alberghi e circa 3mila letti in meno a fronte di 25mila letti in più fra extralberghiero e seconde case a cui aggiungere gli alloggi per turisti che ancora sfuggono in parte alla statistica – viene spiegato dall'organizzazione – e ad uscire dal mercato sono le strutture più vetuste a una e due stelle. Resiste invece chi si è riqualificato aumentando capacità ricettiva e qualità dell’offerta: ne consegue che, contrariamente a quanto deciso in Alto Adige, in Trentino non serve una moratoria dei letti alberghieri, ma piuttosto urge contenere quelli dell’extralberghiero. In merito alla riqualificazione alberghiera riteniamo sia necessario prevedere la messa a disposizione di nuove aree a destinazione alberghiera: la mera ristrutturazione di strutture esistenti non permetterebbe infatti di raggiungere il livello qualitativo atteso per una struttura a cinque stelle costruita ex-novo".
Altro tema affrontato è stato quello del problema del reperimento di alloggi per i dipendenti, alla luce della "penuria di disponibilità, soprattutto nelle località turistiche".
"La soluzione individuata si è focalizzata sull’utilizzo come foresterie degli alberghi dismessi: questi ultimi, secondo un censimento del 2022, hanno una superficie coperta stimata pari a circa sei 6 ettari e impegnano una superficie fondiaria pari a circa 19 ettari" spiega l'organizzazione sindacale, che precisa: "La stima della superficie utile lorda è pari a 228mila metri quadrati e il volume è pari a circa 685mila metri cubi: qualcosa come 2200 appartamenti di 100 metri quadrati l'uno completamente inutilizzati. Ci risulta pertanto difficile capire come le amministrazioni comunali, alle prese con la salvaguardia del territorio, non abbiano mai preso in esame la possibilità di cambiare destinazione d’uso a questi immobili".
Unat sottolina poi come il fenomeno degli alloggi per turisti rischi di avviare una nuova stagione di "spreco" del territorio: "La domanda propria del mercato turistico ha favorito la corsa alla riconversione, senza nessun tipo di procedura urbanistica, di edifici esistenti e di altri in costruzione: ciò comporta che i residenti si vedano sottrarre disponibilità alloggiativa e siano costretti a spostarsi in centri meno turistici, affrontando un costo maggiore per l’acquisto dell’appartamento. Inoltre i centri storici stanno cambiando volto con presenze brevi e limitate nei mesi, l'allontanamento dei residenti, il cambio della socialità e della rete commerciale spostata più sul turista che sul residente".
Durante la riunione l’assessore Mattia Gottardi ha risposto alle varie questioni sollevate, confrontandosi poi coi consiglieri Unat: in particolare ha ripercorso alcune tappe fondamentali della legislazione urbanistica provinciale - dalla legge Gilmozzi a quella Daldoss - ricordando anche il ruolo di alcuni strumenti quali la variante semplificata al Prg che "previa negoziazione con il Comune, consente di aggiornare la destinazione finale dell’immobile".
L'assessore Gottardi ha sottolineato poi come la norma sugli alberghi dismessi sia anche l’esito di una negoziazione fatta con i Comuni che premevano per mantenere il vincolo di 12 mesi "al fine di disincentivare la dismissione di strutture ricettive in difficoltà ma con la speranza che esse potessero rimanere operative", considerando che "non c'è stata la corsa alla riconversione perché gli immobili dismessi oggi sono per il 90% in località a bassa densità turistica, cioè sono stati chiusi perché sono andati fuori mercato.”
Dopo aver precisato che "la norma può essere migliorata, e quindi si possono pensare degli strumenti alternativi” e dopo essersi soffermato sul tema urbanistico del recupero dei centri storici, l'assessore provinciale ha infine ricordato, con riferimento agli alloggi turistici, "che la recente trasformazione dei portali di intermediazione turistica, quali Airbnb e Booking, in sostituti d'imposta ha fatto emergere tutta una serie di immobili che venivano affittati fuori controllo, e che analogo risultato dovrebbe portare la prossima introduzione del codice identificativo nazionale".


















