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Trento
18 settembre | 16:26

Una flotta di droni sull'A22 per migliorare la sicurezza e (in futuro) i flussi di traffico: "L'innovazione tecnologica per abbassare il numero di incidenti"

L'Autostrada del Brennero ha attivato una flotta di 6 droni e ha formato 24 collaboratori. Inoltre la società ha aderito al progetto "Scale" per rendere più smart l'infrastruttura autostradale

di Redazione

TRENTO. L'Autostrada del Brennero continua a puntare sull'innovazione tecnologica per aumentare la sicurezza e l'efficienza del servizio. Ecco che arriva una flotta di sei droni con la formazione di 24 collaboratori per utilizzare questi strumenti per l'ispezione dell'infrastruttura. L'intenzione è poi quella di migliorare la gestione della mobilità.

 

Si punta poi anche sulla ricerca a livello europeo. E' di pochi giorni fa, infatti, l’adesione della società al progetto "Scale", che punta a sviluppare ulteriormente tecnologia e applicazioni di guida connessa.

 

"La stragrande maggioranza degli incidenti stradali, parliamo del 93%, dipende ormai dal fattore umano", commenta Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero. "Per abbattere questi numeri l’investimento più utile è quello in innovazione tecnologica. Che ci permette sia di arrivare laddove l’uomo non può, come nel caso dei droni. Sia di lavorare su quella che è la guida del futuro, la guida autonoma: con il progetto “Scale” proseguiremo il percorso verso una guida sempre maggiormente connessa di cui siamo già oggi fra le realtà più all’avanguardia; con l’utilizzo sistematico dei droni aumenteremo la sicurezza dell’autostrada e degli addetti alle ispezioni, costruendo nel contempo un importante patrimonio di dati digitali sull’infrastruttura”.

 

Nell’ottica di incrementare ulteriormente il livello di monitoraggio dell’infrastruttura autostradale e delle sue opere, A22 ha deciso di ampliare le competenze di 24 collaboratori attraverso un percorso di abilitazione alla conduzione di droni per la categoria Open e Specific.

 

Nel frattempo la società ha acquisito una flotta di 6 droni, di varia tipologia, che verrà in seguito implementata. In questo modo sarà possibile ispezionare ponti, senza impattare sul traffico, viadotti e altre opere anche nei punti più remoti e inaccessibili, controllare lo stato delle strutture e condurre rilievi topografici, così come monitorare la stabilità dei versanti.

 

Due i training che si sono già svolti nelle scorse settimane, sul ponte sul Po e sul viadotto di Colle Isarco. Sarà possibile anche, in prospettiva, utilizzare questi sistemi per raggiungere rapidamente il luogo di un incidente e supportare i rilievi, ma anche monitorare l’andamento dei flussi veicolari, raccogliendo, sempre in prospettiva, dati utili a gestire in maniera più razionale il traffico.

 

"Il nostro obiettivo – spiega Carlo Costa, direttore tecnico dell'Autostrada del Brennero – è quello di rendere sempre più smart l’infrastruttura: questi strumenti si configurano ora e ancora più in futuro come uno straordinario supporto per reperire informazioni in tempo reale utili a una gestione sempre più connessa e cooperativa della mobilità. I dati raccolti saranno elaborati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale in modo da evidenziare immediatamente eventuali anomalie e implementare progressivamente un vasto database".

 

E si inserisce in questa cornice l’adesione della società, insieme a 88 partner di tutta Europa, al progetto europeo “Scale”. Con la partecipazione a progetti co-finanziati dalla commissione europea fin dal 2001, Autobrennero è tra le infrastrutture più all’avanguardia nello sviluppo di sistemi C-Its che consentono cioè una comunicazione in primis tra infrastruttura e veicolo con l’obiettivo di andare verso una guida sempre più connessa e cooperativa.

 

Con il progetto C-Roads, di cui a dicembre si è conclusa la terza edizione, Autobrennero ha sviluppato tutta l’infrastruttura di base, creato un server C-Its e dotato l’arteria di 68 Rsu, “antenne speciali” per questo tipo di comunicazioni. Il progetto “Scale” rappresenta l’ideale prosecuzione di questa progettualità.

 

“L'obiettivo di 'Scale' è di aumentare la diffusione dei servizi C-Its e a sostenere lo sviluppo tecnico e la valutazione dell’impatto su larga scala di vari casi d’uso in 10 diversi progetti pilota in 4 Paesi europei", conclude Costa.

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