Alfredo Dall’Oglio: il coraggio della fede operaia, recital a Trento per ricordare il giovane martire del nazismo
L’appuntamento è mercoledì 26 marzo alle ore 20.30 nell’Aula Magna del Collegio Arcivescovile. Sarà ripercorsa la biografia di Dall’Oglio con letture e musica. Voci narranti: don Piero Rattin (autore del testo) e Giacomo Anderle (con l’affiancamento di Camilla Da Vico); al pianoforte Alessandro Martinelli. L'ingresso sarà libero

TRENTO. Approda a Trento il recital dedicato ad Alfredo Dall’Oglio, nato a Borgo Valsugana nel 1921 ed emigrato in Francia con la famiglia a soli 3 anni. Paladino della gioventù operaia cattolica, morì nel lager di Wulheide, vicino a Berlino, nell’ottobre 1944.
L’appuntamento è mercoledì 26 marzo alle ore 20.30 nell’Aula Magna del Collegio Arcivescovile. Sarà ripercorsa la biografia di Dall’Oglio con letture e musica. Voci narranti: don Piero Rattin (autore del testo) e Giacomo Anderle (con l’affiancamento di Camilla Da Vico); al pianoforte Alessandro Martinelli. L'ingresso sarà libero.
Il recital su Dall’Oglio è un doveroso tributo, a ottant’anni dalla sua morte, a questo figlio della terra valsuganotta ma poco noto ai trentini, ampiamente citato dall’arcivescovo Lauro nella sua Lettera alla comunità “La scommessa” dove ne ha sintetizzato la biografia, dopo la partenza della famiglia Dall’Oglio da Borgo nel 1924 verso la periferia più povera di Parigi.
In memoria di Alfredo – chiamato familiarmente Fredo – il Comune di Borgo Valsugana ha posato nell’ottobre scorso una pietra di inciampo davanti alla sua casa natale in via della Gora.
“Infaticabile lavoratore – scrive don Lauro a proposito di Alfredo -, conobbe in Francia la Gioventù operaia cattolica, divenendone uno dei più assidui sostenitori. Perseguitato per questo dal Reich venne trasferito a forza nei campi di lavoro in Germania. Qui proseguì il suo impegno di evangelizzazione insieme e tra gli operai, con grande mitezza e senza alcuna paura. Perseguito e incarcerato dalla Gestapo, venne destinato al lager di Wulheide, vicino a Berlino, dove il 31 ottobre 1944 morì a causa degli stenti e di ripetute torture. Aveva solo 23 anni. Il 14 settembre 1988 la Chiesa francese ha avviato il processo di beatificazione di Alfredo Dall’Oglio e di altri cinquanta giovani, come lui martiri della persecuzione nazista in odium fidei”.














