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Trento
26 novembre | 17:25

Il ricordo di Giulio Giovannini: l'avvocato che ha fatto grande lo sport trentino

Il convengo commemorativo, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Trento, ha riunito in suo ricordo amici, professionisti del mondo legale, dirigenti sportivi, accademici e rappresentanti politici. Tutti con il forte desiderio di rendere omaggio ad un uomo figura chiave nella storia dello sci e dell’alpinismo italiano: non un semplice sportivo o appassionato, ma un organizzatore, un legislatore morale e pratico, un visionario che ha saputo coniugare professionalità, amore per la montagna e passione per lo sport

di Giorgia De Santis

TRENTO. Manca poco più di un mese all’inizio delle Olimpiadi Invernali Milano- Cortina, in programma a febbraio 2026, un evento che riunisce appassionati di sport e montagna da ogni parte d’Italia proprio qui, in Trentino. E proprio la città di Trento ha ospitato un evento che ha saputo intrecciare memoria, analisi e prospettive. Un’intera giornata dedicata al ricordo di Giulio Giovannini, avvocato e protagonista assoluto della storia dello sci italiano, ricordato come uno dei pionieri del diritto sportivo e artefice di molti dei traguardi che hanno portato il Trentino a diventare un punto di riferimento internazionale, che quest'anno avrebbe compiuto 100 anni. 

 

Il convengo commemorativo, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Trento, ha riunito in suo ricordo amici, professionisti del mondo legale, dirigenti sportivi, accademici e rappresentanti politici. Tutti con il forte desiderio di rendere omaggio ad un uomo figura chiave nella storia dello sci e dell’alpinismo italiano: non un semplice sportivo o appassionato, ma un organizzatore, un legislatore morale e pratico, un visionario che ha saputo coniugare professionalità, amore per la montagna e passione per lo sport.

 

La giornata ha ripercorso le tappe principali della vita di Giovannini: Fin da giovane si è avvicinato all’ambiente montano, e da studente di giurisprudenza presso l’Università di Bologna partecipò attivamente alla sezione universitaria dell’Sat (Società degli Alpinisti Tridentini) di cui fu membro dal 1939. Il suo impegno verso la montagna si concretizzò anche con la rifondazione della scuola di alpinismo e scialpinismo Giorgio Graffer, di cui fu direttore dal 1947 al 1951.

 

L’impegno nello sport e nell’organizzazione sportiva di Giovannini ha svolto un ruolo centrale per decenni nell’organizzazione e promozione dello sci alpino e nordico in Italia: È stato membro della commissione tecnica della Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi) per lo sci alpino dal 1950 al 1962 e dal 1966 al 1970.

 

Dal 1970 al 1995 fu membro della sottocommissione Piste della Federazione Internazionale Sci (Fis), contribuendo a definire standard tecnici e regolamentazioni per le piste da sci.

 

Il suo impegno come dirigente e tecnico ha avuto un impatto reale sullo sviluppo dello sci in Italia, non solo come sport, ma anche come fenomeno sociale e turistico. Il contributo più duraturo e noto di Giovannini al mondo sportivo è la creazione della Marcialonga, la famosa competizione di sci di fondo che coinvolge la valle di Fiemme e la valle di Fassa. Inoltre, per anni la sua visione contribuì a far crescere lo sci nordico in Italia, promuovendo eventi e dando impulso al turismo in montagna, specialmente nelle valli del Trentino.

 

Tra i ricordi più vividi, la direzione tecnica della storica “3Tre” di Madonna di Campiglio, concorso internazionale di sci alpino, sul finire degli anni 40, espressione del desiderio delle località Bondone, Folgaria e Paganella di valorizzare se stesse, con la città che si mette a disposizione attraverso le istituzioni, Coni e Fisi e i volontari del gruppo sportivo Ata Battisti, e che dopo 75 anni il suo fascino è tuttora attuale.

 

“Stiamo ricordando un concittadino, un avvocato di Trento – ha commentato il sindaco Franco Ianeselli - e la figura di Giovannini rappresenta quelle persone di intelligenza, competenza, passione e apertura al mondo che anche viaggiando hanno portato innovazione e sviluppo. Pensiamo alla Marcialonga: quando nel 2023 abbiamo festeggiato i 50 anni, lo abbiamo fatto perché è partita da dei trentini, andando alla Vasalopet e hanno deciso di realizzare in trentino questo grande evento, per cui mi sembra che sia importante per il territorio celebrare persone che anche con un enorme amore per le montagne e il territorio hanno portato innovazione. La 3Tre stessa nasce a Trento, in Bondone e credo che eventi come questi che parlano delle valli, della montagna e dello sci, in una città che arriva fino al Bondone, ci parlino di essere un’unica comunità di destino”.

 

Tanti gli interventi in ricordo dell’Avvocato Giovannini: Antonio Angelini, presidente dell’Ordine degli avvocati, Enrico Ballardini che ha affrontato il tema della responsabilità nello sci agonistico, il magistrato Riccardo Dies che ha analizzato le evoluzioni giurisprudenziali in materia contrattuale, e in particolare Lorenzo Conci, consigliere della Federazione Internazionale degli Sport Invernali e presidente del comitato 3Tre, insieme a Ernesto Rigoni, direttore di Apt Trento.

 

“Vogliamo ricordarlo come sarebbe piaciuto a lui, con un approfondimento sui temi molto attuali della sicurezza sulle piste da sci, sia per gli utenti che per gli agonisti: argomenti di cui si era occupato con passione coniugando la conoscenza profonda dell’ambiente con il talento del giurista” ha ricordato Lorenzo Conci.

 

Il ricordo di Giulio Giovannini ha visto anche l’intervento del notaio Marco Dolzani, Marco Dallafior, Angelo Corradini, Alberto Pedrotti, Tito Giovannini membro del board delle Olimpiadi Milano- Cortina per il Trentino, ma anche Mario Cristofolini, cofondatore della Marcialonga ed ex presidente del Consiglio Provinciale, Valeria Ghezzi presidente della Federazione Internazionale degli Esercenti Impianti a Fune e vicepresidente di Federturismo, che ha ricordato il forte legame personale che la univa alla famiglia Giovannini.

 

Il suo contributo, attraverso la Marcialonga, l’impegno istituzionale, la promozione di standard tecnici e organizzativi, ha contribuito a fare dello sci e della montagna non solo una pratica, ma un fenomeno culturale e sociale.

 

“E’ stato, anche in questo senso, un grande modello da seguire – ha dichiarato Lorenzo Conci - Lo vogliamo ricordare ancora perché, assieme ad altri protagonisti della sua generazione, ha portato avanti la visione di una città capoluogo in simbiosi con il territorio che la circonda, con le montagne che devono contribuire a definire il nostro senso di identità e costituire quel tessuto connettivo che lega il fondo valle alle comunità montane”.

 

Il fatto che ancora oggi, a distanza di decenni, si continuino a dedicare cime, vie e sentieri al suo nome, e che si svolgano eventi in suo ricordo (su temi come sicurezza, sport, montagna) testimonia la portata e la durata del suo lascito.

 

La giornata si è conclusa in un clima di sincera condivisione, quasi simbolicamente accompagnata dalla prima neve della stagione, caduta proprio mentre il Trentino si prepara all’appuntamento olimpico. Un segno, per molti dei presenti, dell’eredità lasciata da Giulio Giovannini: quella di un territorio che continua a crescere grazie alla passione, alla cultura e alla visione di chi lo ha amato profondamente.

 

 

 

 

 

 

 

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