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Trento
07 dicembre | 19:19

Ecco "Cortina di Stelle", la mostra che (aspettando le Paralimpiadi) trasforma il linguaggio “tattile” in esperienza artistica unendo arte, sport e inclusione 

Al Lagazuoi Expo Dolomiti, uno degli spazi espositivi più alti d'Europa, approda l'esposizione dell'ultimo capitolo del progetto "I limiti non esistono" dell'artista Fulvio Morella che celebra i luoghi simbolo delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali

di Giorgia De Santis

CORTINA D'AMPEZZO. Al Lagazuoi Expo Dolomiti, a quota 2.732 metri di altezza, in uno degli spazi espositivi più alti d’Europa, sarà ospitata l'inaugurazione "Cortina di Stelle", la nuova mostra dell'artista Fulvio Morella. L'esposizione rappresenta l'ultimo capitolo del progetto “I limiti non esistono” dedicato ai luoghi simbolo delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La mostra, inserita nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, resterà aperta al pubblico fino al 5 aprile 2026.

 

Con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e di Inja “Louis Braille”, il progetto, che unisce arte, inclusione e sport, arriva ora al Lagazuoi Expo Dolomiti, dopo le tappe in Val di Fiemme, al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, e a Milano, negli spazi di Palazzo Lombardia. 

 

Grazie anche alla testimonianza viva di atleti paralimpici, selezionati in collaborazione con Fisip (Federazione italiana sport invernali paralimpici) la mostra curata da Sabino Maria Frassà, presidente di Cramum, progetto non profit che dal 2012 sostiene le eccellenze artistiche in Italia e nel mondo , pone al centro opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali.  

 

Fulvio Morella è tra i più noti artisti italiani contemporanei, conosciuto per la sua arte immersiva e multisensoriale, vincitore del Premio alla Carriera Alfredo D’Andrade 2023 e presente in prestigiose collezioni internazionali come il Victoria and Albert Museum di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. 

 

Dopo aver celebrato nel 2024 a Parigi il bicentenario del braille con la mostra Ailes de Mouette (Ali di gabbiano), Morella ha continuato a interrogarsi sul senso del limite, elaborando opere che mostrano come e perché i limiti non esistono. "Per toccare il cielo con un dito — scrive — dobbiamo prima smettere di temere lo sguardo, la conoscenza e la comprensione dell’infinito che custodiamo dentro di noi. Guardiamoci dentro per andare oltre; guardiamoci intorno per scoprire l’arte e vincere insieme".

 

Il primo ciclo di opere denominato Blind Wood (legno e braille) è costituito da quadri-scultura in legno, metallo e scritte in braille in cui l’artista combina cerchi, quadrati, ovali, punti riflessi e colori che ripropongono per lo più monumenti famosissimi visti dall’alto: dal tempio di Delfi, all’Arena di Verona, passando per il Pantheon di Roma e le cupole rosse di Palermo.

 

Le suggestioni dell’artista, in braille, guidano lo spettatore alla scoperta del vero significato delle opere. Si tratta di opere concettuali nate per riflettere sul senso del limite, per mostrarci quanto la percezione di ognuno di noi sia parziale e limitata. La soluzione è quindi “vivere” questi quadri insieme, aiutandosi gli uni con gli altri, ciascuno con i propri limiti, che forse limiti non sono.

 

A questo primo ciclo si affianca, Braille Stellato: un ampio corpus ideato da Morella per celebrare il bicentenario dell’alfabeto braille. In questa serie i punti del braille diventano corpi celesti, costellazioni da leggere con le dita creando un cielo stellato con massime di San Francesco, Jung e Saint-Exupéry.

 

L’alfabeto ideato dallo stesso artista, trasforma i cieli notturni in rebus visivi e tattili. Solo chi conosce l’alfabeto Braille ha la possibilità di decodificare i messaggi racchiusi nelle sue opere. Le stelle di Fulvio Morella sono criptiche per chi ignora l’alfabeto Braille ma perfettamente leggibili per chi lo conosce. In questo modo Morella riesce a trasformare il Braille in un nuovo linguaggio estetico. 

 

Con il ciclo Braillight la luce si fa forma: una serie di sculture luminose in acciaio e legno di amaranto che utilizzano il Braille come fonte di luce. Le sculture presentate nel 2024 in Engadina (Svizzera), arrivano a Cortina di Stelle riunite per la prima volta come ciclo completo, con opere inedite. In alta quota la luce è più netta e radente: Braillight non abbaglia, ma orienta come la stella Polare, come la voce della guida accanto all’atleta ipovedente. È la tridimensionalità del braille: dalla costellazione tattile alla forma scultorea di luce.

 

"Che cos’è una cortina?" - chiede il curatore Sabino Maria Frassà - "In italiano è velo o tenda: separa e protegge, ma può anche nascondere. Anche Cortina d’Ampezzo porta nel nome questa ambivalenza: una conca abitata, una “corte” alpina circondata da cime aperte sul cielo. La mostra sceglie di stare qui per sollevare il velo e accompagnare lo sguardo in quota fino a “sfiorare le stelle” ".

 

E conclude: "”Cortina di Stelle” mostra che l’infinito fuori, cui l’essere umano anela da sempre, coincide con l’infinito dentro quando la comunità accetta di essere strumento reciproco: l’arte smette di essere immagine da contemplare e diventa lingua comune, lo sport smette di essere performance individuale e torna impresa corale. Qui, davvero, i limiti non esistono: esistono cortine da sollevare"-commenta Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi Expo Dolomiti-." Siamo onorati di accogliere nei nostri spazi l’arte di Fulvio Morella, un progetto artistico che unisce arte, sport e inclusione e che ci invita a superare i limiti che noi stessi ci poniamo, proprio come chi affronta una montagna" - e conclude - portando l’arte a 2.732 metri di altezza vogliamo trasformare le bellezze naturali in un palcoscenico, con questo obiettivo abbracciamo in pieno la visione di universalità che ci suggerisce l’arte di Fulvio Morella". 

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