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Belluno
24 febbraio | 10:05

Il lavoro dipinto tra ottocento e novecento tra paesaggio, ricostruzione dopo le guerre e le donne: "Da sempre un tema portante nell'arte"

A Palazzo delle Contesse a Mel di Borgo Valbelluna una nuova esposizione: "Il lavoro dipinto tra Otto e Novecento". Il progetto, realizzato da ArtDolomites e Comune di Borgo Valbelluna, è inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

BORGO VALBELLUNA. Dopo l’enorme successo ottenuto con la mostra delle grafiche di Gustav Klimt, ammirate da oltre 9mila visitatori in pochi mesi, Palazzo delle Contesse a Mel di Borgo Valbelluna è pronto ad ospitare una nuova esposizione, questa volta di pittura, intitolata “Il lavoro dipinto tra Otto e Novecento” che sarà inaugurata sabato 28 febbraio e si concluderà domenica 10 maggio.

 

Il progetto, realizzato da ArtDolomites e Comune di Borgo Valbelluna, è inserito come il precedente nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e permetterà al pubblico di apprezzare una sessantina di opere che indagano in profondità il ruolo della forza lavoro nel paesaggio sociale tra la fine dell’Ottocento e gli anni Sessanta del secolo scorso, periodo di passaggio epocale da un mondo agricolo e rurale alla nascita della civiltà industriale.


Questa tematica verrà vista attraverso lo sguardo di grandi maestri quali Afro Basaldella, Armando Pizzinato, Mario Sironi, Zoran Mušič, Renato Guttuso, Fortunato Depero, Vittorio Emanuele Bressanin, Luigi Querena, Virgilio Guidi, Masi Simonetti, Emilio Vedova, Luigi Cima, Luigi Nono, Edmondo Bacci, Giuseppe Zigaina, Cagnaccio di San Pietro, Mario Deluigi, Albin Egger-Lienz, Ida Barbarigo, Vittorio Basaglia e molti altri.

La mostra si divide in tre sezioni specifiche: la prima sezione è dedicata al lavoro nel paesaggio, dove il paesaggio non è più visto come una scenografia ma diventa proprio il luogo dove si svolge il lavoro. In questa sezione vi sono artisti quali Luigi Nono, artista veneziano vissuto tra la fine dell'Ottocento e l’inizio del Novecento, Luigi Cima già conosciuto dal pubblico di Palazzo delle Contesse e Renato Guttuso che presenta l'opera del boscaiolo creando un collegamento diretto con il territorio.

La seconda sezione è dedicata ai costruttori che si sono occupati della ricostruzione dopo i due eventi bellici. Qui si possono apprezzare pittori come Gennaro Favai, artista veneziano della Prima Novecento che presenta la costruzione del Ponte della Libertà, Giulio Turcato che raffigura la miniera, ripresa anche da Vittorio Basaglia che presenta proprio sul tema della miniera la tragedia di Marcinelle, la miniera in Belgio che ha visto tra le molte vittime anche emigranti veneti.

 

La terza sezione è dedicata al lavoro femminile e alle artiste che raccontano il lavoro femminile: in questo settore della mostra si vedono gli ambiti domestici delle cucitrici, delle stiratrici, come quella di Afro, ma anche un caso particolare di cucitrici rappresentate dall’artista Lina Rosso: il quadro presente in mostra si chiama “le cucitrici al teatro La Fenice nel 1917” e mostra che durante il primo conflitto mondiale il teatro La Fenice, non potendo più fare spettacoli per via della guerra, trasforma le sue sale in sartoria per i soldati dove le donne confezionano gli abiti per i soldati che sono al fronte.

 

Stefano Cecchetto, curatore della mostra, ha così commentato l’iniziativa: “Stiamo parlando del lavoro proprio perché, in questo momento, è un tema attualissimo sia per la criticità degli incidenti sul lavoro, sia per il fatto che il lavoro è sottostimato quando c'è, e quando non c'è è proprio una carenza sociale. Il lavoro è sempre stato rappresentato dagli artisti dalla fine dell'ottocento fino al secondo dopoguerra in maniera molto puntuale e categorica, al di là dei linguaggi pittorici che chiaramente cambiano nel corso degli anni, rimanendo sempre un tema portante per l'arte”.

 

Dal canto suo Renzo Limana, presidente di ArtDolomites, ha fatto notare che “questa è una mostra che non ha un nome di spicco, ma ha un insieme di artisti di livello assoluto con opere di qualità che vanno a rappresentare il mondo del lavoro in ogni suo aspetto. Interessante è vedere che vi sono rappresentati anche lavori che non esistono più e anche per questo motivo credo che per molti ragazzi e molti bambini sarà sicuramente una novità vedere queste opere”.

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