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Belluno
17 aprile | 18:05

"La biblioteca, punto di riferimento per la comunità", a Limana tanti progetti e attività culturali: "Un luogo multifunzionale di accoglienza e di crescita"

Si è conclusa la 28esima edizione di Fantalibrando, con centinaia di persone che hanno partecipato a una delle principali rassegne culturali del territorio. Ma non è l’unico servizio che la biblioteca offre ai giovani: i progetti con le scuole proseguono tutto l’anno scolastico e hanno portato i bambini, e tramite essi i genitori, a conoscere la biblioteca come un luogo inclusivo e multifunzionale. Continua dunque il nostro focus sul mondo giovanile con Sonia Bogo, responsabile della biblioteca e delle attività culturali a Limana

(foto Biblioteca Limana)
(foto Biblioteca Limana)

LIMANA. Si è conclusa la 28esima edizione di Fantalibrando, con centinaia di persone tra ragazzi, famiglie ed educatori che hanno partecipato a una delle principali rassegne culturali del territorio. Ma non è l’unico servizio che la biblioteca offre ai giovani, a partire da progetti con le scuole durante tutto l’anno scolastico. “È lì che fai centro: quando la biblioteca diventa un punto di riferimento, anziché solo un luogo dove prendere in prestito i libri” afferma a Il Dolomiti Sonia Bogo, responsabile della biblioteca e delle attività culturali.

 

Limana ha due fiori all’occhiello nell’educazione: il coro Arcobaleno, i cui fondatori ci hanno già raccontato la loro esperienza con i ragazzi, e la biblioteca. Siamo perciò andati anche qui per capire perché, e in che modo, il tema dell’educazione merita oggi un’attenzione maggiore, continuando un focus doveroso sulla situazione sempre più precaria dei giovani anche nel nostro territorio.

 

“Per Fantalibrando sono arrivati tanti complimenti - prosegue Bogo - sulla qualità degli incontri e dei contenuti. Il clou sono stati gli incontri con l’autrice Antonella Sbuelz. Da cinque anni infatti porto avanti un progetto con le scuole medie nel quale propongo la lettura di un libro per ragazzi o giovani adulti, alla quale segue un momento di confronto con lo scrittore: mai come quest’anno i ragazzi sono stati così presi dalla storia e dall’autrice, al punto da tornare anche per il secondo incontro in orario extrascolastico. Inoltre, nei due mesi precedenti la rassegna, i bambini di quarta elementare hanno potuto realizzare dei bellissimi laboratori con la creazione di libri, sia componendoli materialmente sia scrivendone il contenuto.

 

Si tratta dunque di un progetto ad ampio raggio, che ha coinvolto centinaia di famiglie, dai bambini ai nonni, ma anche insegnanti ed educatori, compresa una bancarella dei libri frutto della collaborazione con alcune librerie”.

 

La biblioteca come punto di riferimento per la comunità

 

Le attività per i giovani non si limitano però a Fantalibrando. Nel 2017 la sede della biblioteca è stata spostata vicino alle scuole, agevolando lo spostamento degli studenti durante l’orario scolastico. Da allora è stata incrementata la collaborazione con materne, elementari e medie per permettere a bambini e studenti di familiarizzare con un luogo che ha ormai cambiato la sua funzione per la comunità.

 

“Il focus dell’ufficio cultura - spiega - è sempre sulle nuove generazioni. Dal 2011 abbiamo aderito al progetto nazionale “Nati per leggere”, quindi partiamo con i neonati consegnando ogni anno il libro dono, per avvicinare i genitori nella speranza che tornino. Se poi non lo fanno, li facciamo tornare tramite i bambini.

 

Essendo ora più vicina alle scuole, infatti, ho proposto a tutte le classi un progetto di incontri mensili in orario di chiusura al pubblico per frequentare la biblioteca e farli “fidelizzare” a questo luogo fin da piccoli. Ci sono oltre 20 classi e più di 70 incontri da ottobre a maggio. È un’ora dedicata a loro: vivono la biblioteca e imparano a conoscerla, capire quali risorse ci sono, poi prendono i libri in prestito e sono invitati a tornare con le famiglie a restituirli. E questo ha portato ad esempio una bambina di prima elementare, venuta qui per la prima volta con la scuola, a tornare con la mamma per fare il giro dell’edificio. Si sono in qualche modo ribaltati i ruoli: solo se fai questo intenso lavoro con le scuole li raggiungi quasi tutti, altrimenti la frenesia odierna rende difficile che sia la famiglia a portarli qui.

 

È un lavoro faticoso e ti mette in discussione tutto l’anno, ma i risultati ci sono perché facciamo capire che a Limana c’è un luogo amico dove andare, incontrare i compagni e fare i compiti, giocare o bere una cioccolata. Ed è esattamente quello a cui volevo arrivare: il mondo delle biblioteche in generale sta assumendo il ruolo di luoghi inclusivi della società, la cui neutralità significa accoglienza perché non c’è giudizio, non c’è niente da pagare, non si chiede niente a nessuno. Ci è capitato di accogliere un clochard o di aiutare un ragazzo che dall’Inghilterra era arrivato per capire chi fossero i suoi antenati, ma non sapeva a chi rivolgersi. Ed è lì che fai centro: quando la biblioteca diventa un punto di riferimento”.

 

E i bambini come sono cambiati?

 

“Il cambiamento è evidente. Non hanno più la pazienza né il tempo dell’attesa - conclude Bogo - per cui deve cambiare la nostra modalità di approccio nel relazionarci con loro, ad esempio fornendo spiegazioni brevi e incisive, poche parole ed efficaci. Chiaramente lavorare sulla promozione della lettura in questo contesto è ancora più difficile, perché la lettura è l’opposto della fretta. Per catturarli, bisogna allora capire i loro gusti e da lì partire.

 

Ad esempio, 20 anni fa ai bambini delle elementari spiegavo come si fanno le ricerche: individuare le fonti, fare attenzione alla loro veridicità e leggerle tutte, per poi costruire ex novo la propria ricerca. Con gli anni però il feedback è cambiato, perché Internet ha reso più facili le ricerche e disincentivato la curiosità della scoperta. Certamente non vale per tutti, gli studenti brillanti e curiosi ci sono ancora, però il trend generale si percepisce”.

 

 

 

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