Treni storici da record: 21 corse da tutto esaurito e oltre 13mila passeggeri che hanno scelto la mobilità lenta su binari secondari o recuperati
Numeri da record per i treni storici del FVG nel 2025, 13.384 passeggeri e 21 corse da tutto esaurito, collegamenti d'oltre confine dal respiro transfrontaliero e la promozione di un turismo lento che fa scoprire il territorio. Obiettivi ambiziosi per il 2026, tra Pordenone Capitale italiana della Cultura e treni speciali per il cinquantesimo del terremoto del Friuli

TRIESTE. “La programmazione dei treni storici 2025 si è conclusa con risultati eccellenti, superiori anche alle aspettative. I numeri confermano – ancora una volta – come si tratti di un progetto capace di unire mobilità sostenibile, valorizzazione turistica e promozione culturale del territorio“. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, durante la conferenza stampa di ieri a Trieste, voluta dalla regione per tracciare un bilancio sui treni storici per la chiusura del 2025 con vista agli obiettivi del 2026, alla presenza anche del presidente di Tpl Fvg Maurizio Marzi Wildauer.
E in effetti il bilancio dei treni storici in Friuli Venezia Giulia nel 2025 si chiude con numeri eccezionali: tra il 6 aprile e l'8 dicembre di quest'anno sono stati 13.384 i passeggeri trasportati, con un riempimento medio del 77% e ben 21 corse da tutto esaurito, superando così ogni aspettativa e confermando il valore di un progetto in grado di coniugare mobilità sostenibile, turismo esperienziale e promozione culturale del territorio. Sempre nei mesi tra aprile e dicembre 2025, i treni storici hanno percorso le tratte programmate registrando una crescita del 20% rispetto all’anno precedente, a dimostrazione dell’apprezzamento dei cittadini, dei visitatori e dei territori coinvolti. Dei 40 treni previsti 39 sono stati realizzati, mentre uno è stato annullato a causa di uno sciopero nazionale del personale Trenitalia. Un elemento distintivo del 2025 è stato inoltre il collegamento con GO!2025 – Nova Gorica/Gorizia Capitale europea della Cultura, con dieci treni specificatamente dedicati alla programmazione transfrontaliera e alla valorizzazione dei valori condivisi nelle aree di confine.
“Gli obiettivi per il 2026 – ha spiegato Amirante – riguardano innanzitutto il consolidamento della programmazione dei treni storici, capitalizzando l’esperienza estremamente positiva del 2025. Parallelamente intendiamo sviluppare nuove sinergie in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e valorizzare il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, ricorrenza alla quale dedicheremo due treni speciali con il coinvolgimento di Gemona e dell’Associazione Alpini. Al tempo stesso proseguiremo nella preparazione delle attività collegate al nascente Polo museale ferroviario di Trieste Campo Marzio, destinato a diventare uno dei principali centri espositivi ferroviari del Paese”. L'assessore ha poi concluso ringraziando Tpl Fvg, per la collaborazione grazie alla quale sono stati garantiti i collegamenti con tutte le destinazioni, Fs Treni turistici italiani, Fondazione Fs per aver messo a disposizione i materiali storici, PromoTurismoFvg e i volontari dei comuni e della realtà dell'ex stazione di Campo Marzio a Trieste.
La Regione sta definendo in questi giorni il programma 2026, che sarà presentato ufficialmente a febbraio e avrà inizio nuovamente in aprile. Alle richieste di conferma inviate ai 44 Comuni coinvolti nel 2025 hanno già risposto 33 amministrazioni locali, per un totale di 53 proposte di treni, di cui 37 conferme e 16 nuove iniziative. Entro fine anno l’elenco sarà trasmesso a Treni Turistici Italiani per le verifiche di fattibilità. Anche per il prossimo anno la collaborazione coinvolgerà Trenitalia, Ferrovie Udine-Cividale e il gestore dei servizi Tpl Fvg con le sue consorziate.
I treni storici del Friuli Venezia Giulia si confermano pertanto un’esperienza unica di trasporto lento, pensata per chi desidera scoprire il territorio prendendosi il tempo necessario, in cui lo scopo non è da intendersi come un comune mezzo di trasporto, ma come un'opportunità di visitare i centri storici, esplorare borghi e paesaggi caratteristici e più isolati che compongono la regione. Inoltre le carrozze storiche che viaggiano anche su binari ferroviari secondari o talvolta recuperati dall'abbandono, permettono di valorizzare il territorio anche sul fronte turistico, poiché propongono quelle caratteristiche di sostenibilità e valore culturale in grado di offrire un'esperienza particolarmente immersiva.












