Tecnologia e programmazione per abbattere gli stereotipi di genere: "La mia voce è un'arma" è il progetto "Girls Code It Better" delle ragazze della "Damiano Chiesa"
Le 13 ragazze hanno scelto di affrontare un tema di stretta attualità e che a loro sta molto a cuore: la disparità e la violenza di genere. Per sensibilizzare i loro compagni hanno ideato il progetto “La mia voce è un’arma” e programmato, partendo da zero, tre diversi videogiochi attraverso la piattaforma Scratch: "Le donne nella storia", "La violenza di genere" e "Rapimento horror", un’escape room digitale pensata per diffondere e far memorizzare i numeri telefonici anti violenza

ROVERETO. Per il settimo anno consecutivo la scuola secondaria di primo grado "Damiano Chiesa" dell’Istituto Comprensivo Rovereto Est ha aderito al progetto GCIB (Girls Code It Better) di Officina Futuro Fondazione W-Group, che mira ad abbattere le differenze di genere nel campo STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).
Più che un semplice corso sulle applicazioni digitali, il progetto si è dimostrato un vero laboratorio creativo e imprenditoriale. Le 13 ragazze hanno scelto di affrontare un tema di stretta attualità e che a loro sta molto a cuore: la disparità e la violenza di genere. Per sensibilizzare i loro compagni hanno ideato il progetto “La mia voce è un’arma” e programmato, partendo da da zero, tre diversi videogiochi attraverso la piattaforma Scratch: "Le donne nella storia", un quiz interattivo per scoprire il ruolo femminile nelle diverse civiltà, "La violenza di genere", un percorso di domande basato su casi di cronaca e dinamiche quotidiane, progettato per far immedesimare e riflettere i coetanei, "Rapimento horror", un’escape room digitale pensata per diffondere e far memorizzare i numeri telefonici anti violenza.
Il team di studentesse - composto da Abrar, Aida, Alice, Amelia, Anna, Annalia, Bassma, Camilla, Ines, Miriam, Monika, Noria e Sofia - è stato guidato in questo percorso dalle docenti Federica Scottini e Lorena Giongo e dal coach maker Kevin Toninelli.

Le ragazze hanno affrontato il lavoro con una vera metodologia di progetto: prima la ricerca e la riflessione sui dati online, poi lo sviluppo pratico dei videogiochi su Scratch. Un'esperienza che ha rafforzato le loro competenze tecnologiche e di cittadinanza attiva: affinché "La mia voce è un'arma" raggiungesse tutte le classi della scuola e i genitori, le ragazze hanno realizzato un video in cui le loro voci raccontano il progetto.
La proiezione in Sala Filarmonica ha aperto un dibattito, a tratti acceso e polemico. Un confronto che si è rivelato importante e decisivo per far emergere come gli stereotipi di genere, purtroppo, risultino ancora fortemente radicati anche tra i ragazzi e le ragazze più giovani.
Il progetto ha maturato e rafforzato nelle studentesse la convinzione che sia fondamentale lottare per ottenere la parità dei diritti e dei doveri tra maschi e femmine. Educare alle pari opportunità significa semplicemente insegnare ai giovani a credere in se stessi, indipendentemente dal genere, rispettando le inclinazioni e i talenti di tutti.
La conclusione finale delle ragazze è un appello chiaro: "Visto che i giovani sono il futuro, bisogna trattare questo argomento maggiormente. E bisogna farlo a scuola!".












