Una radio per dare voce alle ragazze e ai ragazzi del liceo, è nata RdiR: ''Così possiamo trattare tematiche che vanno oltre la didattica tradizionale''
Il progetto, sotto la guida del docente referente Michele Noldin, con la collaborazione di Tania Pontillo, Lucia Candioli e Paolo Cortelletti, è stato reso possibile grazie al finanziamento del bando “Caritro – Comunità Giovani (Cig)”, a cui l’istituto ha partecipato nel 2024 e ha vinto. Grazie ai fondi ottenuti gli studenti hanno potuto acquistare le attrezzature di registrazione e l’organizzazione di corsi di formazione dedicati al mondo della radio e del podcasting

ROVERETO. Una radio gestita unicamente da studenti, pensata per dare voce ai ragazzi e a tematiche che vanno al di fuori della didattica tradizionale. È questo il progetto nato al liceo Rosmini di Rovereto, dove un gruppo di nove studenti delle classi terze e quarte - otto ragazze e un ragazzo - hanno dato vita ad un podcast unico, "RdiR" disponibile su Spotify.
Il progetto, sotto la guida del docente referente Michele Noldin, con la collaborazione di Tania Pontillo, Lucia Candioli e Paolo Cortelletti, è stato reso possibile grazie al finanziamento del bando “Caritro – Comunità Giovani (Cig)”, a cui l’istituto ha partecipato nel 2024 e successivamente vinto. Grazie ai fondi ottenuti gli studenti hanno acquistare le attrezzature di registrazione e l’organizzazione di corsi di formazione dedicati al mondo della radio e del podcasting. La radio, è inserita all’interno di un consorzio di web radio trentine, di cui fanno parte anche l'istituto Marconi di Rovereto, il liceo Tambosi di Trento, l'istituto Rosa Bianca di Cavalese, l'istituto Don Milani di Rovereto, l'istituto Guetti di Tione e il liceo Maffei di Riva del Garda.
Le radici del progetto però affondano nel 2023, da un lavoro portato avanti dalla professoressa Silva Filosi, oggi in pensione, dedicato alla biblioteca del liceo, alla preparazione di booktrailer e a pomeriggi di incontri di “Aperitivo e romanzi”.
"Tra il 2024 e il 2025 i ragazzi hanno seguito diversi corsi di formazione con dei professionisti e aziende come Felicetti, l'associazione Michelangelo, speaker di Radio Dolomiti che ci hanno svelato i segreti della radio, e un corso specifico di podcasting organizzato da HarpoLab di Trento, con il supporto di Marta Marchi e Guido Laino, che hanno accompagnato passo dopo passo i ragazzi. Molto importante è anche la collaborazione con altri istituti del territorio, come il Marconi di Rovereto e il Don Milani, dove gli studenti hanno potuto visitare gli studi e imparare direttamente i trucchi del mestiere" ha spiegato il referente Noldin.
Non si tratta però solo di una semplice radio scolastica. Il valore più grande che si nasconde dietro al progetto è proprio la libertà di espressione dei ragazzi : "Avere una radio all’interno della scuola significa poter esprimere i nostri pensieri e le nostre passioni in un modo che non è solo scuola - racconta Marica, membro della redazione - possiamo affrontare argomenti che in classe non riusciamo a rendere personali". Il primo episodio pubblicato, ad esempio, è dedicato alle superstizioni, un tema lontano dal classico programma scolastico ma che ha incuriosito molti studenti.
Un’esperienza e una formazione che incidono fortemente anche sul piano personale: "Ho imparato a comunicare liberamente e apertamente lavorando con i microfoni - spiega Camilla Bertoli - in un anno si è creato un grande lavoro di squadra e siamo diventati molto legati. In più scriviamo noi le puntate, e questo ci ha fatto crescere ed imparare tanto".
La radio diventa così uno strumento per dare voce agli studenti: "È utile perché permette a noi studenti di essere protagonisti, non solo dietro al microfono ma attraverso noi stessi. Inoltre può essere molto utile per parlare di temi che a scuola spesso non trovano spazio, come sport, cinema o musica, argomenti molto vicini ai giovani" ha raccontato Lucia Vambore.
Indimenticabile l’emozione delle prime registrazioni: "Aprire le scatole, vedere le attrezzature nuove e sapere che erano solo per noi è stato incredibile - racconta Michela Guglielmon - sentire le nostre idee prendere forma, essere montate e poi pubblicate è stata un’emozione fortissima, siamo molto felici di questo progetto".
Un progetto che punta anche a unire gli studenti e a durare nel tempo : "Abbiamo deciso di trattare temi che molti ragazzi della nostra età hanno in comune - spiega Camilla Bisinelli - e con il passare degli anni speriamo di coinvolgere nuovi studenti, così che la radio diventi una tradizione del liceo".
Grande è anche l’autonomia lasciata ai ragazzi: sono loro infatti, con il supporto dei docenti, a scegliere argomenti, tempi e frequenza delle pubblicazioni. "È un progetto nuovo e libero - spiegano - che ci permette di crescere e di assumerci responsabilità senza essere obbligati a determinate scadenze o contenuti".
Guardando al futuro, i progetti non mancano. Di recente è stata inaugurata ufficialmente la radio con la partecipazione della sindaca di Rovereto Giulia Robol. Tra le prossime iniziative, un podcast in collaborazione con Visit Trentino, pensato per promuovere il territorio come meta turistica per i giovani, e un’intervista a un cantante emergente che ha contattato direttamente la redazione. Le puntate usciranno due volte al mese, con l’obiettivo di continuare a raccontare il mondo dei giovani, attraverso la loro voce.












