Fognature intasate, guerra al grasso nei ristoranti: la svolta di Castelrotto che fa risparmiare i cittadini
Stretta sulle cucine di ristoranti e hotel per evitare occlusioni e spese extra a carico dei contribuenti

CASTELROTTO. Piccole rivoluzioni che partono dal tubo di scarico: il Comune di Castelrotto ha deciso di dare una stretta decisa ai grassi delle cucine che finiscono nelle condotte fognarie. Il motivo? Quei 45mila euro all'anno che l'amministrazione era costretta a sborsare solo per disincrostare i tubi e rimuovere gli intoppi lasciati dalla ristorazione.
Per evitare che la spesa finisca sulle spalle di tutti i cittadini nelle bollette dell'acqua, la giunta ha abbassato drasticamente la soglia d'obbligo per l'installazione dei separatori di grasso negli esercizi pubblici: l'obbligo scatterà già a partire da 50 pasti serviti al giorno, mentre prima la soglia era fissata a 200.
Un cambio di passo approvato a pieni voti dall'associazione dei consumatori Robin: "Castelrotto dimostra che i Comuni non devono restare a guardare mentre i costi di uno smaltimento scorretto dei grassi finiscono per gravare su tutti i contribuenti attraverso le tariffe fognarie. È un passo importante verso una maggiore equità e verso una concreta applicazione del principio 'chi inquina paga'", sottolinea il direttore Walther Andreaus.
Il nodo della questione riguarda infatti le tasche dei cittadini. Secondo i calcoli dell'associazione, i depositi negli impianti di depurazione arrivano a pesare circa 150mila euro all'anno per ogni singola struttura, una cifra che moltiplicata su scala provinciale si trasforma in una voragine da milioni di euro coperta indistintamente dalla collettività. Tanto più che la Provincia stessa ha ammesso di non avere stime precise sul peso economico che grava sulle famiglie né su quanti costi siano direttamente imputabili ad attività turistiche e ristorazione.
La vera novità di Castelrotto sta nel metodo, che abbandona la vecchia equivalenza tra numero di posti letto e carico della cucina per guardare al lavoro effettivo dei fornelli tra colazioni, pranzi e cene. Una linea condivisa anche dall'Unione Albergatori locale (HGV), che ha informato gli associati per trasformare il nuovo vincolo in un punto a favore della sostenibilità.
L'auspicio è che l'iniziativa faccia da apripista per il resto del territorio: "Ogni euro risparmiato grazie a un'efficace prevenzione alleggerisce le tariffe per i cittadini e contribuisce a proteggere le nostre acque — conclude Andreaus — Castelrotto dimostra che il principio 'chi inquina paga' non deve rimanere uno slogan, ma può essere concretamente applicato. Ci auguriamo che questo esempio venga seguito da tutti i Comuni dell'Alto Adige".


















