Cure per la salute mentale, l'Alto Adige è primo della classe con una spesa di 115 euro a testa e il tasso più basso di Tso
Conferma al primo posto tra 21 Regioni e Province autonome su 14 indicatori, dai posti letto al personale. Ma la fotografia dell'Italia resta spaccata in due

BOLZANO. Centoquindici euro a testa. Tanto spende ogni anno l'Alto Adige per la salute mentale, quaranta euro sopra la media italiana e più del triplo della Campania, che ne spende 37. Non stupisce che la Provincia autonoma di Bolzano risulti prima in Italia nel Rapporto SIEP 2026 sulla qualità dell'assistenza per la salute mentale in Italia, presentato il 28 settembre alla Camera dei deputati.
L'Alto Adige si piazza al primo posto tra le 21 Regioni e Province autonome, con alle spalle Liguria e Friuli Venezia Giulia, mentre Trento chiude il poker di testa al quarto posto, due gradini più in basso rispetto alla graduatoria precedente. Al quinto posto si colloca la Puglia.
A stilare questa classifica è la Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, che ha messo insieme 14 indicatori ricavati dai dati del ministero della Salute, riferiti al 2024.
Dentro ci sono i posti letto, il personale, i ricoveri, i trattamenti sanitari obbligatori e la continuità delle cure dopo la dimissione. Il capoluogo altoatesino e il resto della provincia tengono la vetta come già l'anno scorso e i numeri, in effetti, parlano da soli.
La spesa pro capite per la salute mentale in Alto Adige arriva a 115 euro all'anno, contro una media italiana di 75 e i 37 euro della Campania, che chiude la forbice dal lato opposto. Sul fronte dei trattamenti sanitari obbligatori, quelli che nessuno vorrebbe mai dover usare, la provincia registra 0,1 casi ogni 10mila abitanti.
La media nazionale è di 0,9 e la Valle d'Aosta sale a 1,5, il valore più alto. C'è poi un dato che fa riflettere: Bolzano, insieme a Calabria e Sicilia, ottiene in psichiatria risultati migliori di quanto il suo piazzamento generale nei Livelli essenziali di assistenza lascerebbe immaginare.
Il rapporto, però, non è solo una pagella da appendere in bacheca ma uno strumento per capire dove intervenire e per paiutare i cittadini a capire cosa aspettarsi dal proprio servizio.
Perché la fotografia è anche allarmante. Le regioni che brillano nei Lea generali non brillano affatto sulla salute mentale: il Veneto, primo nei Lea, è solo quattordicesimo nell'indice SIEP, mentre Piemonte, Lombardia e Veneto restano a metà o in fondo alla classifica. La Lombardia perde quattro posizioni. In coda ci sono Sardegna, Molise e Abruzzo, quest'ultimo penalizzato anche dalla mancanza di dati. Rispetto all'anno scorso nove Regioni migliorano, sette scendono e cinque restano più o meno dove erano. Tra chi recupera terreno spiccano Campania e Toscana, salite di nove posizioni.
Secondo gli esperti l'efficienza della rete dipende dall'organizzazione e non solo dalle risorse, tanto che alcune realtà con poco a disposizione ottengono comunque buoni risultati. Per questo è stato chiesto al Ministero di sbloccare subito i fondi già stanziati.
In Alto Adige, intanto, il lavoro continua. A febbraio la Provincia ha annunciato il raddoppio dei posti per gli psicologi scolastici e l'ampliamento dell'offerta per gli adulti attraverso le Case della comunità.













