Gli Stati Uniti d'Europa spiegati con le Olimpiadi: 164 medaglie contro le 33 degli Usa e le 15 della Cina. ''Dato che mostra una verità che in tanti fanno fatica a riconoscere''
A fare il conto è Più Europa, il partito fondato da Emma Bonino che spiega: ''La forza c’è già. È distribuita, frammentata, dispersa dentro ventisette paesi che continuano a difendere quote di sovranità sempre più simboliche mentre il mondo si organizza in blocchi compatti''

TRENTO. E' un gioco, un esercizio ipotetico, la gara dei se, quello che vi pare. Ma dà anche un po' il senso di quello che è l'Europa e cosa potrebbe fare se si unisse davvero e agisse come una sola, grande, forza. ''Se i Paesi europei si fossero presentati alle Olimpiadi come Stati Uniti d’Europa oggi sarebbero primi nel medagliere per distacco, con 164 medaglie e 54 ori, davanti agli Stati Uniti e a tutti gli altri'', a fare il conteggio è Più Europa il partito fondato da Emma Bonino che ha come principi cardine quello di essere europeisti, ecologisti e progressisti per le libertà.
Ed effettivamente le 164 medaglie conquistate dagli Stati dell'attuale Unione Europea sarebbero comunque di più di quelle di Norvegia, Usa, Svizzera, Giappone, Canada e Cina (di fatto i primi paesi del mondo per medaglie conquistate a Milano-Cortina 2026, tolti gli europei, appunto). Addirittura i 54 ori conquistati dagli Stati Ue sarebbero solo di poco inferiori a quelli di tutto il resto del mondo (tutti gli altri Stati ne hanno conquistati 67).

''Questo grafico rappresenta nel modo più semplice una verità che in politica tanti fanno fatica a riconoscere. La forza c’è già - spiegano da Più Europa -. È distribuita, frammentata, dispersa dentro ventisette paesi che continuano a difendere quote di sovranità sempre più simboliche mentre il mondo si organizza in blocchi compatti. Cinquecento milioni di cittadini, un mercato immenso, una capacità industriale e scientifica che potrebbe incidere sugli equilibri globali, ma che resta sulla carta. Una potenza capace di tener testa agli Stati Uniti di Trump, alla Russia di Putin e alla Cina di Xi Jinping. L’Europa invece continua a muoversi come una somma di interessi nazionali che raramente coincidono con un interesse europeo''. Non possiamo che sottoscrivere questo pensiero. Sarà un gioco, un esercizio ipotetico, la gara dei se, ma ci piace anche noi de il Dolomiti immaginare un'Europa sempre più centrale e capace di contare.












