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Belluno
15 ottobre | 20:36

I 25 anni di Ados Feltre: "Oggi gli interventi al seno sono meno invasivi, ma c’è bisogno di più supporto psicologico per le giovani donne"

Si prepara a festeggiare i suoi primi 25 anni la sezione feltrina di Ados, nel tempo cresciuta con un ambulatorio anche a Primiero Tonadico e molte attività sul territorio: il massaggio Nemez per le pazienti, ma anche divulgazione e prevenzione, corsi sportivi e momenti di convivialità. Lo farà con uno spettacolo de Le bretelle lasche domenica 18 ottobre: nell’attesa, le volontarie spiegano com’è nata e si è evoluta l’associazione

I 25 anni di Ados Feltre: Oggi gli interventi al seno sono meno invasivi

FELTRE. Ados Feltre si prepara a festeggiare il suo primo quarto di secolo. “Siamo arrivate ai 25 anni grazie alla perseveranza delle volontarie, tra cui per fortuna non mancano nuove leve. In questi anni abbiamo puntato sul sostegno alle donne operate al seno con la cura oltre la sfera propriamente medica, in particolare con il massaggio Nemez effettuato in presenza di linfedema dopo l'intervento”.

 

Con queste parole la presidente Maria Cristina Luise commenta il traguardo della sezione feltrina di Ados, che conta 130 iscritte e circa 30 volontarie attive tra le sedi di Feltre e, dallo scorso anno, Primiero Tonadico. Negli anni l’attività svolta è cresciuta: 745 gli accessi nel 2009 all’ambulatorio, quasi raddoppiati nel 2025 (1.455).

 

“La nostra principale attività è il massaggio - spiega Luise - con il quale non abbiamo la pretesa di offrire un trattamento medico, ma qualcosa che lenisce il gonfiore post operatorio. Oltre a ciò, lavoriamo per far sì che le donne ritrovino fiducia nella vita di tutti i giorni e recuperino l’immagine di se stesse. Cerchiamo quindi di agire in senso ampio, affinché la malattia non sia un’esperienza così condizionante”.

 

Nell’ambulatorio, infatti, le donne condividono anche le loro esperienze, mentre sul territorio si promuove la prevenzione. “Crediamo non sia affidata solo alle istituzioni e al servizio sanitario - specifica - ma anche alla propria consapevolezza, in particolare con l’adesione ai programmi di screening, l’autopalpazione e un corretto stile di vita”.

 

In più le donazioni: dal 2017 Ados Feltre ha raccolto e donato oltre 90 mila euro, soprattutto per l’acquisto di apparecchiature mediche. Ne citiamo solo alcune: nel 2015 un macchinario per il lipofilling alla chirurgia (4.500 euro) e un sistema di collegamento dati in radiologia, nel 2018 un estrattore di dna in anatomia patologica, nel 2022 un software per la lettura delle mammografie (19 mila euro) e l’anno successivo un contributo per il bagno disabili alla casa di riposo di Lentiai grazie al lascito di una paziente. Ma ci sono stati anche il sostegno a una famiglia la cui casa era bruciata, il contributo alla ricostruzione del Parco della Rimembranza dopo Vaia e quello per l’acquisto di un cane addestrato al sostegno delle patologie diabetiche per un ragazzo di 12 anni.

 

L’ultima, ufficializzata a breve, sarà invece pari a 11mila euro e porterà in radiologia una penna bioptica, utile a migliorare le biopsie alla mammella.

 

Per festeggiare, quindi, il ritrovo sarà all’auditorium dell’Istituto Canossiano domenica 18 ottobre alle 18, con lo spettacolo “Le Reteghe” de Le bretelle lasche. “Una commedia - commenta Luise - che fa sorridere ma anche riflettere attorno a valori importanti. Sarà inoltre un’occasione per farci conoscere nel territorio, perché molti magari pensano che siamo confinati all’ospedale ma non è così".

 

Da dove è partito tutto ciò? “L’associazione nasce a Feltre nel 2001 - spiega l’ex presidente Prisca Perenzin - perché l’allora presidente Ados Belluno riteneva opportuna una sede anche nel feltrino. Si è così rivolta a un gruppo di infermiere volontarie molto attive, che diedero disponibilità ad aprire un ambulatorio. Al tempo gli interventi chirurgici erano meno numerosi, ma demolitivi: le infermiere hanno quindi imparato a Trieste il metodo Nemez, che dopo alcuni anni l’ideatrice ci ha autorizzato a nostra volta a insegnare”.

 

Questo permette all’associazione di formare nel tempo nuove volontarie e avere copertura per le attività. L’ambulatorio è infatti oggi aperto più giorni e per più ore, oltre al lavoro di divulgazione sul territorio. “All’inizio - prosegue - abbiamo fatto molte conferenze supportate dai medici dell’ospedale. Una delle prime fu all’avanguardia perché non si parlava molto del problema: la sala convegni era colma di donne e tutti furono sconvolti quando la presidente raccontò la sua testimonianza. Dare voce a questi temi aiutò però a capire che vanno affrontati insieme. Oggi abbiamo ridotto tali incontri, visti i mercoledì della salute già promossi dall’Ulss, però facciamo corsi di nuoto, ginnastica, gite e convegni in Italia, la camminata nordica ma anche pranzi e cene tutti insieme”.

 

“Inoltre - conclude - se oggi c’è meno presenza di linfedema perché nell’intervento si tende a conservare e ricostruire, c’è forse più necessità di supporto psicologico. Il tumore è infatti diffuso tra le giovani che, da questo punto di vista, hanno più difficoltà. Per questo è importante la presenza in Primiero, perché la nostra filosofia è stare più vicino possibile alle donne”.

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