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Belluno
07 ottobre | 15:48

Il futuro dell’ortopedia: ricostruzioni in 3D e nuove tecnologie per le protesi. “Molti giovani vogliono lavorare da noi, i cittadini si curino qui per garantire il servizio”

L’Ulss 1 Dolomiti fa il punto sull’ortopedia bellunese, puntando soprattutto sull’integrazione tra gli specialisti e le tecnologie disponibili a Belluno, Feltre e Agordo. Diversi i giovani neoassunti e quelli in arrivo: “la migliore garanzia sul fatto che l’ortopedia c’è, continuerà a esserci e sarà sempre meglio”

Il futuro dell’ortopedia: ricostruzioni in 3D e nuove tecnologie per le protesi

BELLUNO. “Sono convinto che l’ortopedia di Belluno, nonostante i rumors esterni, faccia un buon lavoro e possa garantirlo in futuro. Molti giovani medici sono attratti dall’esterno e questa è la migliore garanzia sul fatto che l’ortopedia c’è, continuerà a esserci e sarà sempre meglio”.

 

C’è ottimismo e volontà di rassicurare sulla capacità di intervento dell’ortopedia bellunese da parte dell’Ulss 1 Dolomiti, che fa il punto sulle strutture di Belluno, Agordo e Feltre. A parlare è il direttore dell’unità operativa del capoluogo, Corrado D’Antimo, in linea con la direzione sanitaria. “Abbiamo da subito parlato della necessità di integrazione tra le strutture - specifica Achille Di Falco, direttore generale - trovando linee di specializzazione ma con una visione di insieme. In questo spicca proprio l’ortopedia, per la quale abbiamo l’intenzione di andare verso un sistema sempre più integrato”.

 

L’idea è infatti sfruttare le competenze dei tre ospedali sia per sopperire alla mancanza di personale in Agordo sia per soddisfare i tempi rapidi richiesti dai traumi - spostando i medici tra le sedi, ma anche trasferendo quando possibile i pazienti.

 

Vediamo però anzitutto i numeri. I posti letto sono di per sé limitati: 24-32 a Belluno, 20 a Feltre e 20 in Agordo. Tuttavia, l’attività è rilevante: 1.785 i ricoveri ad oggi nel 2026, più di 1.800 interventi ordinari e oltre 22mila prestazioni in ambulatorio. A livello protesico, nel 2025 si sono impiantate 1.078 protesi: primeggia l’anca (539) seguita da ginocchio e spalla.

 

Ma Belluno, si sa, è provincia montana nonché territorio soggetto a invecchiamento. Questo significa anzitutto la necessità di una rapida risposta ai traumi legati all’attività sportiva, in integrazione operativa con l’elisoccorso. “Il nostro reparto - spiega infatti Matteo Borella, direttore dell’ortopedia di Agordo - conta molti accessi concentrati nelle stagioni estiva e invernale. Ciò comporta un’alta traumatologia sportiva, con pazienti perlopiù giovani, ma anche mesi di minore afflusso nei quali possiamo dedicarci nello specifico alle protesi di anca e ginocchio e, in collaborazione con Belluno, alla chirurgia di piede e mano”.

 

Dall’altro lato, la gestione ordinaria sono soprattutto gli over 65 (la “traumatologia della fragilità”), in particolare per le fratture al femore (319 nel 2025 e 176 nel 2026). L'obiettivo indicato a livello nazionale in questi casi è intervenire entro 48h: una tempistica rispettata nell’82,5% dei casi in provincia.

 

“Belluno fa un po’ tutto - prosegue D’Antimo - e gran parte dell’attività chirurgica è garantita da un sistema capace di tutelarci nella varietà di manovre richieste sui pazienti più a rischio. L’ospedale di Belluno va però difeso, rafforzando nell’opinione pubblica l’importanza di farsi curare qui se vogliamo garantire il servizio in futuro. Oggi abbiamo tecnologie che garantiscono una crescente personalizzazione sul paziente, oltre a un percorso formativo in chirurgia della mano e microchirurgia in collaborazione con strutture come Pieve di Cadore. Inoltre, stanno arrivando nuovi giovani, che utilizzano tecniche ecoguidate di infiltrazione all’anca (iniezioni mirate fatte con la guida di un ecografo) che garantiscono maggiore precisione”.

 

I giovani sono infatti uno degli elementi su cui si punta. Belluno conta su un nuovo assunto, più due specializzandi di Siena che hanno chiesto di lavorare qui: si aggiungeranno all'organico del San Martino che conta dieci medici, in maggioranza under 42. Anche Feltre accoglie un neo strutturato, più tre in arrivo tra cui una dottoressa appassionata di montagna che vuole trasferirsi da Genova (qui si arriverà a sette). Soffre invece Agordo, dove sono in tre: un paio di medici farebbero comodo, ma c’è ampio supporto da Belluno e Feltre.

 

“Nel 2022 - spiega il direttore del reparto feltrino Stefano Di Fabio - eravamo solo in quattro, ma la collaborazione con Belluno ci ha permesso piena operatività: oggi restituiamo questo scambio supportando l’ortopedia di Agordo. Un clima fondamentale per i giovani, che possono girare e acquisire competenze diverse, dalla chirurgia del ginocchio avanzata del dott. Borella alla nostra chirurgia della spalla. Grazie alla partnership con l’Università di Roma, inoltre, facciamo pubblicazioni scientifiche di livello internazionale che ci danno ampia credibilità, mentre sul piano tecnologico abbiamo strumenti che ci consentono di pianificare gli interventi in 3D ed effettuare così interventi altamente personalizzati”.

 

Giovani medici che, però, avranno bisogno di una casa. Sul tema l’Ulss ha già incontrato enti come Provincia e Gal: "L'azienda ha bisogno del territorio come quest’ultimo dell’azienda. Se noi diventiamo attrattivi in termini di competenze, rischiamo poi di infrangerci sull'incapacità di dare loro un supporto abitativo e di socialità. Stiamo quindi affrontando il tema con tutti gli interlocutori e la mia sensazione è che possiamo fare da catalizzatore delle iniziative in atto” conclude Di Falco.

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