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Bolzano
16 settembre | 23:56

Medicina a Bolzano, al via il secondo anno del corso: 174 iscritti complessivi, 53 sono altoatesini

Ai test di ammissione 426 candidati per soli 60 posti disponibili. "Chi oggi studia medicina contribuisce a plasmare l'assistenza sanitaria di domani. Per questo investiamo in una formazione di alta qualità sul territorio e creiamo prospettive per le giovani e i giovani dell'Alto Adige"

Medicina a Bolzano, al via il secondo anno del corso: 174 iscritti complessivi, 53 sono altoatesini
Foto di Fabio Brucculeri

BOLZANO. Alla Claudiana di Bolzano, dopo il debutto dello scorso anno, riparte in autunno il corso di laurea in Medicine and Surgery, che conta ad oggi complessivamente 174 studentesse e studenti iscritti alle diverse annualità, di cui 53 altoatesini.

 

Un numero che conferma quanto l'idea di studiare medicina in provincia sia riuscita a mettere radici in fretta.

 

A maggio si è svolta la prova di ammissione per il nuovo primo anno, quello dell'anno accademico 2026/2027, e i numeri raccontano di un corso ormai tutt'altro che di nicchia.

 

Per i 60 posti banditi, 50 riservati alla quota UE e 10 alla quota non UE, si sono presentate complessivamente 426 candidate e candidati da tutto il mondo: 301 domande per i posti UE e 125 per i soli dieci posti non UE, a testimonianza di quanto l'asticella dell'accesso resti alta. Tra chi ha tentato la prova, 100 erano altoatesine e altoatesini, e la maggior parte dei partecipanti ha comunque raggiunto la soglia minima richiesta.

 

"Chi oggi studia medicina contribuisce a plasmare l'assistenza sanitaria di domani. Per questo investiamo in una formazione di alta qualità sul territorio e creiamo prospettive per le giovani e i giovani dell'Alto Adige", commenta l'assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner.

 

Al di là dei numeri, quello che distingue il percorso bolzanino è il legame stretto tra le aule e i reparti. Su 77 docenti che insegnano complessivamente 133 discipline, 17 arrivano direttamente dall'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, portando dentro il corso l'esperienza maturata ogni giorno tra corsie e ambulatori. "In questo modo le esperienze maturate nella pratica clinica e nell'attività assistenziale quotidiana confluiscono direttamente nella formazione", spiega ancora Messner.

 

A sostenere l'insegnamento delle docenti e dei docenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, la Provincia mette sul piatto circa 992mila euro all'anno. "Si tratta di risorse ben investite, perché consentono alla Provincia di garantire la formazione di mediche e medici sul territorio e, allo stesso tempo, di rafforzare lo sviluppo a lungo termine del sistema sanitario altoatesino", conclude l'assessore.

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