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Bolzano
16 settembre | 16:00

Arrivano gli assistenti infermieri: 250 richieste per 100 posti. Chi sono e cosa fanno queste nuove figure

Una nuova figura professionale che si colloca tra OSS e infermieri. I primi diplomati sono attesi nell’estate 2027 e potranno svolgere alcune mansioni aggiuntive rispetto agli operatori socio-sanitari

Arrivano gli assistenti infermieri: 250 richieste per 100 posti

BOLZANO. Inizia la scuola e inizia anche la formazione degli assistenti infermieri, una nuova figura professionale, che nei prossimi anni si affiancherà ad infermieri e OSS. Un tentativo di colmare, almeno in parte, la mancanza di personale che affligge il settore socio-sanitario.

 

Sono infatti un centinaio gli operatori socio-sanitari che quest’anno inizieranno il corso per diventare assistenti infermieri presso la scuola Levinas. “Abbiamo attivato cinque classi da circa venti studenti – racconta il dott. Alberto Conci, direttore della scuola –. Abbiamo dovuto fare un test d’ingresso perché le richieste erano quasi duecentocinquanta”.

 

La figura dell'assistente infermiere nasce da un accordo Stato-Regione del 2024, poi recepito dalla Provincia con la delibera 163 del 27 febbraio 2026.

 

Si tratta di una figura intermedia tra l’operatore socio-sanitario e l’infermiere. La speranza è che riesca ad alleggerire il carico di lavoro di questi ultimi, facendosi carico di alcune mansioni pratiche.

 

Attenzione, però, la responsabilità rimane dell’infermiere. Come sottolinea Michael Mayr, direttore del dipartimento per la prevenzione sanitaria e la salute, “l’assistente infermiere non va a sostituire gli infermieri, è più una progressione di carriera per gli OSS, che con questa nuova qualifica potranno ampliare i propri compiti e ricevere anche un relativo compenso economico”.

 

Per accedere ai corsi serve infatti esperienza lavorativa come operatori socio-sanitari. Nello specifico, almeno due anni se si è in possesso di un diploma di maturità o, per chi non ce l’avesse, almeno cinque anni di servizio (avvenuti negli ultimi otto) più cento ore di formazione aggiuntiva propedeutiche al corso. Per chi avesse un titolo di studio estero è richiesto anche un diploma di italiano di livello B2.

 

“I nostri studenti affrontano cinquecento ore di corso, di cui duecentottanta di tirocinio e cinquanta di simulazioni – prosegue Conci –. È obbligatorio il novanta per cento di frequenza, pena l’esclusione dall’esame finale”. 

 

I primi diplomi sono attesi a giugno o luglio 2027 e si prevede un inserimento negli organici tra l’estate e l’inizio dell’autunno.

 

Ma quali sono i compiti che andranno a svolgere gli assistenti infermieri? 

 

Secondo il direttore Conci andranno ad operare in “reparti standardizzati” ed effettueranno lavori a “bassa discrezionalità decisionale”. Significa che gli assistenti infermieri opereranno in situazioni ben definite, senza sostituirsi alla valutazione clinica dell'infermiere.

 

 Tra i compiti a cui accederanno gli assistenti infermieri, ma che agli OSS rimangono preclusi, rientrano: esecuzione di elettrocardiogrammi; utilizzo di dispositivi “point of care” per processare campioni biologici (analisi di glicemia, urine, sangue…); somministrazione di nutrizione enterale (nutrizione artificiale direttamente nell’intestino, ndr) in condizioni di stabilità; applicazione di cannule per la somministrazione di ossigeno. Il tutto sempre sotto la supervisione degli infermieri.

 

Particolare attenzione va dedicata alla somministrazione di farmaci. Conci spiega che gli assistenti infermieri potranno somministrare farmaci, ma c’è una distinzione. Se la somministrazione avviene per via naturale (orale, sublinguale, rettale…), se ne potranno occupare previa valutazione del paziente e preparazione della dose da parte dell’infermiere. Se la somministrazione è invece intramuscolare o sottocutanea potranno procedere solo con la supervisione diretta dell’infermiere.

 

All’aumentare dei compiti, aumenta anche il compenso, anche se ancora non è chiaro di quanto. Le trattative inizieranno nelle prossime settimane. Sia la Provincia sia la scuola si dicono fiduciosi che si possa raggiungere un accordo entro l’introduzione dei primi diplomati nelle strutture. 

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