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Trento
16 ottobre | 13:09

Il vigneto vibrazionale della Fondazione Mach è ancora più hi-tech, si punta sul metodo della confusione sessuale per "depistare" l'insetto della Flavescenza dorata

La Fondazione Mach sperimenta nuove applicazioni di difesa naturale delle vigne dagli insetti dannosi nel campus di San Michele e Telve. Gli studi pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Methods Primers

Il vigneto vibrazionale della Fondazione Mach è ancora più hi-tech

TRENTO. Il vigneto vibrazionale progettato a scopo sperimentale dai ricercatori della Fondazione Mach per difendere, in modo naturale, le vigne dagli insetti dannosi si arricchisce di nuovi sensori e tecnologie.

 

Si tratta di un balzo avanti del metodo della confusione sessuale vibrazionale contro la cicalina della vite Scaphoideus titanus, l'insetto vettore della Flavescenza dorata della vite. E recentemente gli sviluppi tecnologici della ricerca in biotremologia hanno ottenuto un importante riconoscimento scientifico con una pubblicazione sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Methods Primers.

 

Oltre a un radicale rinnovamento dello storico vigneto Weizeicher, dove dal 2017 era stato installato il primo vigneto vibrazionale al mondo, dall’estate 2026 è stato installato un secondo impianto per la confusione vibrazionale in un vigneto sperimentale a Telve in Valsugana. I due appezzamenti di circa 1,5 ettari ciascuno sono stati equipaggiati con una nuova generazione di emettitori di vibrazioni di disturbo per interferire con la comunicazione dell’insetto.

 

I nuovi sistemi rappresentano un importante avanzamento tecnologico rispetto alle versioni precedenti: sono più robusti, resistono meglio alle alte temperature estive e sono dotati di batterie che consentono il funzionamento continuo per l'intera notte. Anche il sistema di alimentazione solare è stato migliorato, garantendo elevate prestazioni anche in condizioni di ridotta radiazione solare, come durante le giornate nuvolose.

 

L'attività si inserisce in una sperimentazione coordinata su larga scala che coinvolge anche alcuni vigneti in Piemonte, sviluppata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell'Università di Torino.

 

I partner condividono protocolli sperimentali e dati raccolti, con l'obiettivo di ottenere evidenze definitive sull'efficacia di questo innovativo metodo di controllo. La ricerca non si limiterà a valutare la capacità delle vibrazioni di ridurre l'accoppiamento e la diffusione di Scaphoideus titanus, ma approfondirà anche la risposta fisiologica della vite all'esposizione prolungata agli stimoli vibrazionali e l'impatto complessivo sulla trasmissione e sulla diffusione della Flavescenza dorata nei vigneti. Un approccio multidisciplinare che potrebbe aprire nuove prospettive per una difesa della vite sempre più sostenibile e rispettosa dell'ambiente.

 

Nel frattempo, l’impegno nella ricerca in questa nuova disciplina (la “biotremologia”) viene riconosciuto anche a livello internazionale con un nuovo articolo, "Laser Doppler vibrometry", pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Methods Primers. La pubblicazione compare in una delle collane più autorevoli al mondo dedicate alle metodologie scientifiche, tanto che i "Primers" di Nature diventano vere e proprie guide metodologiche di un'intera disciplina, utilizzate da ricercatori, industrie e istituzioni.

 

Il lavoro riunisce alcuni tra i massimi esperti internazionali della vibrometria laser Doppler e offre una panoramica completa di una tecnologia oggi fondamentale per applicazioni che spaziano dall'ingegneria, al monitoraggio delle infrastrutture, alla medicina, fino alle scienze biologiche.

 

Il contributo della Fondazione Edmund Mach, attraverso Valerio Mazzoni, responsabile dell’Unità difesa delle piante del Centro ricerca e innovazione, è particolarmente significativo perché l’articolo dedica ampio spazio alle applicazioni biologiche della vibrometria laser, un settore nel quale Fem è riconosciuta a livello internazionale. In particolare, il lavoro evidenzia il ruolo della biotremologia, la disciplina che studia la comunicazione vibrazionale negli organismi viventi, descrivendo come la vibrometria laser sia diventata uno strumento essenziale per comprendere il comportamento di insetti e altri animali, monitorare la biodiversità e sviluppare nuove strategie sostenibili di controllo dei parassiti agricoli. L'articolo richiama inoltre ricerche sviluppate direttamente da Fem sul controllo degli insetti dannosi attraverso segnali vibrazionali, che integrano misure sperimentali e modellistica per progettare tecniche innovative di difesa delle colture, alternative all'uso di agrofarmaci.

 

La lotta biologica agli insetti dannosi è, infatti, tra le sfide più complesse nel mondo dell'agricoltura (Qui articolo). Sono diverse le sperimentazioni e le attività di ricerca sviluppate negli anni dalla Fondazione Mach. 

 

Sono in corso, per esempio, programmi che prevedono l'individuazione, l'allevamento, il rilascio e il monitoraggi degli insetti antagonisti a determinate specie che preoccupano e che danneggiano il settore agricolo (Qui articolo). Un esempio riguarda anche la cimice asiatica. La Fem partecipa a un programma nazionale di lotta biologica attraverso l'allevamento e il rilascio della vespa samurai. C'è inoltre un monitoraggio del suo insediamento e della sua attività sul territorio.

 

Nel corso di questa sperimentazione i ricercatori hanno seguito la capacità del parassitoide di insediarsi e contribuire al contenimento della cimice, insieme alle possibili interazioni con specie autoctone e altri organismi non bersaglio.

 

Un altro programma riguarda il controllo del moscerino asiatico dei piccoli frutti (Drosophila suzukii), attraverso il parassitoide esotico Ganaspis kimorum, con attività di allevamento, rilascio e monitoraggio nel territorio. La ricerca su questi organismi offre quindi un esempio concreto di come la lotta biologica classica richieda un approccio che non si limiti all'individuazione di un "nemico naturale" efficace, ma comprenda valutazione del rischio, sperimentazione, monitoraggio e conoscenza delle dinamiche ecologiche

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