In arrivo l’eclissi solare: ecco i consigli degli esperti per proteggere gli occhi da lesioni gravi
Si tratta di un fenomeno atteso e osservato da molti, ma attenzione perché ammirare un’eclissi direttamente senza alcuna protezione può provocare lesioni molti gravi (e a volte, purtroppo, anche permanenti) agli occhi. Di seguito ecco i consigli utilissimi degli esperti perché " bassa intensità della luce non significa ‘maggior sicurezza’”

TRENTO. “Osservarla senza le adeguate misure di protezione può essere pericoloso: si possono provocare lesioni irreversibili alla retina e una perdita permanente della vista. Raccomandiamo quindi di utilizzare sempre occhiali omologati, evitare metodi casalinghi, non impiegare strumenti ottici privi di filtri speciali, sorvegliare i bambini e ricorrere a sistemi di osservazione indiretta per godersi lo spettacolo in totale sicurezza, proteggendo la salute oculare”. Questo l’avviso diffuso da parte del dottore Sergio Ares, medico oculista di Baviera-Italia in vista dell’eclissi solare che ci sarà il 12 agosto.
“Un fenomeno astronomico di grande interesse che potrà essere visibile come eclissi parziale da tutta l’Italia, sebbene con diversa intensità a seconda della regione in cui ci si trova” spiega sempre il medico.
Gli occhi puntanti al cielo saranno indubbiamente parecchi: ci sarà chi andrà apposta nei luoghi consigliati per vederla al meglio, e chi invece, d'altra parte si accontenterà invece di vederla parzialmente. La percentuale del Sole coperta dalla Luna sarà infatti diversa a seconda della zona del nostro Paese, maggiore al nord e minore nelle regioni del Sud e gli esperti di Baviera (uno dei principali gruppi oculistici europei), preferiscono ricordare che ammirarla direttamente senza le protezioni adeguate possa provocare lesioni molto gravi agli occhi.
Effettivamente, l’idea che l’intensità della luce diminuisca durante il fenomeno, fa sì che molte persone abbiamo la falsa sensazione che si possa guardare il Sole in totale sicurezza, quando in realtà così non è. È una 'credenza' decisamente ingannevole che è meglio sfatare e prendere seriamente in considerazione perché "la radiazione ultravioletta, quella infrarossa e la luce visibile ad alta intensità, continuano a raggiungere la retina e possono danneggiala in modo irreversibile” spiega l’oculista Ares.
Questa falsa sensazione di sicurezza che porta molte persone a guardare in sù, aumenta il rischio di soffrire di una lesione nota come retinopatia solare: ciò sta a significare che le cellulare responsabili della visione centrale vengono colpite in modo permanente.
“La retina è una struttura estremamente sensibile situata nella parte posteriore dell’occhio che ha il compito di trasformare la luce in segnali nervosi che il cervello poi interpreta come immagini. Uno degli aspetti più pericolosi è che questo tipo di danno di solito non produce dolore nel momento in cui si verifica, poiché la retina non dispone di recettori in grado di avvertire il problema, per cui una persona rischia di arrecare danno alla propria vista in modo inconsapevole. Anche esposizioni brevi possono essere sufficienti a provocare alterazioni visive importanti, soprattutto se si utilizzano strumenti ottici senza filtri adeguati o metodi di osservazione non omologati” sottolinea sempre l’esperto.

I primi sintomi insorgono diverse ore dopo l’osservazione. Tra i segni più comuni? “La visione offuscata, la difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, la comparsa di un punto scuro o di una macchia fissa al centro del campo visivo, la distorsione delle linee rette e l’alterazione nella percezione dei colori” evidenza ancora.
Se uno qualsiasi di questi sintomi compare dopo aver osservato l’eclissi “è fondamentale evitare di sforzare la vista e recarsi il prima possibile da uno specialista - spiega sempre l'oculista -. In caso di retinopatia solare, una valutazione precoce consente di confermare la diagnosi, escludere altre patologie e stabilire un follow-up adeguato che contribuisca a proteggere la salute visiva a lungo termine”.
Affinché non si verifichino nessuna di queste complicazioni è dunque fondamentale adottare sempre misure di protezione adeguate. Ecco di seguito le raccomandazioni degli esperti della clinica oculistica 'Baviera' per guardare questo fenomeno in tutta sicurezza:
1. Utilizzare esclusivamente occhiali omologati per eclissi: si tratta di occhiali che incorporano infatti filtri speciali in grado di bloccare tutta la radiazione solare dannosa: prima di utilizzarli, è meglio verificare che non presentino alcun difetto (graffi o perforazioni)
2. Non utilizzare occhiali da sole né metodi casalinghi: gli occhiali da sole convenzionali non offrono la protezione necessaria per osservare un’eclissi. Non sono sicuri nemmeno i vetri affumicati, le radiografie, i negativi fotografici, i compact disc, i filtri improvvisati o qualsiasi altro metodo casalingo tradizionalmente utilizzato per tentare di guardare il Sole
3. Non osservare l’eclissi con binocoli, telescopi o fotocamere privi di filtri speciali. Devono essere utilizzati solo se dotati di filtri solari specificamente progettati a tale scopo e correttamente posizionati nella parte frontale dell’apparecchio. Anche macchine fotografiche o telefoni cellulari possono risultare pericolosi. Anche la stessa apparecchiatura può subire danni a causa dell’intensa radiazione solare
4. Sorvegliare sempre i bambini durante l’osservazione. È fondamentale che un adulto supervisioni in ogni momento l’osservazione dell’eclissi, spieghi come utilizzare correttamente gli occhiali omologati e impedisca che li tolgano mentre stanno guardando il fenomeno. Un’esposizione molto breve può essere sufficiente a produrre lesioni irreversibili alla retina, compromettendo la loro vista per il resto della vit
5. Scegliere metodi di osservazione indiretta. Uno dei modi più sicuri per godersi un’eclissi consiste nell’utilizzare sistemi di proiezione indiretta, come le camere oscure o i proiettori stenopeici, che permettono di osservare l’immagine del Sole senza la necessità di guardarlo direttamente. È inoltre consigliabile, se possibile, recarsi presso osservatori astronomici o partecipare ad attività organizzate da associazioni specializzate, dove sono generalmente disponibili attrezzature omologate e personale qualificato per garantire un'osservazione completamente sicura














